Ambiente/Petrolio e Gas in Italia

Trivelle, Piattaforme non devono pagare Imu.

Dopo che il referendum sulle trivelle disertato da molti e osteggiato dai più, che di fatto certifica ed autorizza le compagnie a non pagare nulla per i rinnovi delle concessioni, a non demolire e bonificare i pozzi esauriti e pagare le royalties più basse del pianeta (ammesso che le paghino, nel 2015 su 26 concessioni solo in 9 hanno pagato le royalties). Adesso il toscano (che a breve per legge non dovrà chiedere permessi a nessuno)  gli regala anche l’imu.

Trivelle 02

Insomma regalano ai petrolieri, regalano alle banche a spese dei cittadini, condonano alle lobby del gioco d’azzardo 28 miliardi di euro ecc. ecc. ecc. C’è da dire che hanno regalato 80 euro anche ai cittadini ……. Ops peccato che adesso dai cittadini li rivogliono indietro. Attenzione studenti, forse se non completate gli studi vi chiederanno di restituire il bonus cultura da 500 euro e più avanti se tutto procede come sembra chiederanno di restituire anche quello che il toscano ha definito “Simpatico Bonus” ai pensionati, quando al contrario (se fosse vero che rispettano le sentenze) avrebbe dovuto restituire ai pensionati molto, ma molto di più.

Trivelle 04

Quello che segue è uno stralcio di un interessante articolo pubblicato su  “formiche.net”   Analisi, Commenti, Scenari, tra le altre cose, vengono dettagliatamente indicate le aliquote che pagano, ma non sempre, e soprattutto in quanti (molto pochi) le pagano.  (per leggere tutto l’articolo cliccate sul link sottolineato in rosso)

Dal 2010 per le estrazioni in terraferma è applicata un’aliquota del 10% sulle quantità di petrolio e gas estratti mentre per le estrazioni offshore le royalties si differenziano dal 2012 in due aliquote: 10% sulla quantità di gas naturale estratto e 7% sul petrolio.
Per incentivare le società petrolifere a investire in Italia, ci sono delle franchigie che valgono per le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotte annualmente su terraferma, per le prime 50 mila tonnellate di petrolio prodotte in mare, per i primi 25 milioni di m3 di gas estratti su terraferma e per i primi 80 milioni di m3 in mare.

Nel 2015, su un totale di 26 concessioni produttive, solo 5 che estraggono gas e 4 che estraggono anche petrolio, hanno pagato le royalties.

Tutte le altre hanno estratto quantitativi tali da rimanere sotto la franchigia. Nello stesso anno, queste hanno fruttato alle casse dello Stato circa 370 milioni di euro (compresi circa 18 milioni di euro che i concessionari di concessioni in Sicilia versano direttamente alla Regione e ai comuni). L’Eni da sola ha versato 210 milioni, seguita da Shell (94), SIG (10), Edison (9), e altre. Interessante che la Basilicata, capofila nella campagna referendaria, è anche la Regione che si porta a casa una enorme fetta delle royalties sulle estrazioni (142 milioni) seguita da Emilia Romagna (solo 7 milioni), Calabria (6), Puglia (4), e altre.

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Trivelle, Tesoro: ‘Piattaforme non devono pagare Imu’. Sfida alla Cassazione. I Comuni perdono 100-200 milioni

Per leggere tutto l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano Cliccare qui

Secondo Enrico Gagliano del coordinamento nazionale No Triv, “si tratta di un condono neppure troppo mascherato”. La risoluzione del ministero, infatti, avrà effetti sulle sentenze non ancora passate in giudicato e lascerà a bocca asciutta i sindaci che hanno chiesto il versamento dell’imposta a Eni e Edison

Per le piattaforme di trivellazione le compagnie non devono pagare Imu e Tasi. Si azzera tutto, anche gli effetti di diverse sentenze che stabilivano l’esatto contrario. Il cambio di rotta è contenuto nella risoluzione 3/DF/2016 del 1 giugno  con cui il dipartimento delle Finanze mette un punto sulla diatriba che va avanti ormai da tempo. Pineto (Teramo) ne è il comune simbolo, con un contenzioso lungo 17 anni con l’Eni. Ma sono diversi i territori coinvolti in battaglie nei tribunali per costringere le società a sborsare i soldi dell’Ici prima e poi dell’Imu. La scorsa estate la Guardia di finanza ha presentato a Edison ed Eni un verbale da 30 milioni di euro a causa del   mancato versamento dell’imposta sugli immobili per il Campo Vega,  la più grande piattaforma petrolifera in Italia, davanti alle coste di Pozzallo, in Sicilia. Le sorti dei contenziosi aperti saranno inevitabilmente segnate proprio da questa decisione. Che anticipa una soluzione normativa già annunciata dal governo. “Si tratta di un condono neppure troppo mascherato”, ha commentato a ilfattoquotidiano.it Enrico Gagliano del coordinamento nazionale No Triv. Secondo cui “questa risoluzione rischia di azzerare tutto, avendo effetti sulle sentenze non ancora passate in giudicato e, soprattutto, sul futuro”. Insomma, addio a un gettito per le casse dei Comuni che va dai 100 ai 200 milioni di euro l’anno.

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