Acqua/Ambiente

DDL Madia … L’acqua DEVE essere data in mano ai privati per legge

E verrà loro riconosciuto anche il diritto di specularci sopra con l’approvazione ed il riconoscimento della remunerazione del capitale investito nella composizione della tariffa.

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La crisi ha ridotto alla fame milioni di persone, il governo Renzi ora vuole speculare sulla sete, cosa stanno combinando i fini intellettuali di quello che era il partito operaio ora a servizio dei potenti e dov’è finito il comico per antonomasia tale Benigni che faceva spettacoli sulla costituzione più bella del mondo, non si sente anche lui rivoltare lo stomaco per il disgusto di quanto stà accadendo?

Cinque anni dopo la vittoria referendaria del 2011, il governo Renzi e la maggioranza rilanciano i processi di privatizzazione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali, stanno cercando di cancellare definitivamente il pronunciamento democratico del popolo italiano, che ha affermato come l’acqua sia e deve essere un bene comune.

Nel decreto attuativo della legge Madia sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione si ordina di:

Ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di emergenza o di stretta necessità e di VIETARLA per quelli a rete, come ad esempio (ma non limitativo) il servizio idrico; di rafforzare il ruolo dei soggetti privati; di reintrodurre il principio dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito nel calcolo della tariffa.

Cioè a dire proprio la dicitura che con il referendum del 2011 era stato cancellato.

Contro questo progetto è stata avviata una campagna contro le privatizzazioni e i monopoli privati, per una gestione pubblica e partecipativa dell’acqua e dei beni comuni, raccogliamo le firma a sostegno di una petizione popolare in cui chiediamo:

  • Il riconoscimento dell’esito referendario sull’acqua e sui servizi pubblici locali del giugno 2011;
  • Il ritiro dei decreti attuativi della legge Madia sulle aziende partecipate e sui servizi pubblici locali;
  • l’approvazione della proposta di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” nel testo originario:
  • L’avvio di una discussione parlamentare per l’inserimento del diritto all’acqua nella costituzione.

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Ecco cosa scriveva il signor renzi quando non era nessuno su FB, un po’ alla stregua della Serracchiani sulle trivelle quando partecipava in prima persone alle manifestazioni contro le trivelle, o come la Madia stessa che dichiara contro ogni evidenza e contro quello che lei stessa ha sottoscritto “finché c’è questo governo nessuno sentirà parlare di privatizzazione dell’acqua

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Ma state sereni, è anche previsto che perfino in caso di morosità avete diritto ad un minimo di acqua per la sopravvivenza, per l’esattezza a cinquanta litri al giorno …. Purtroppo non specificano se ve li consegnano a domicilio tramite tubazioni esistenti o dovete andare a prenderli direttamente alla sorgente, ma visti i fatti e le persone è molto probabile che sia buona la seconda.

Ed è strano, ma poi neanche tanto, vedere come si sforzino ancora ad addossare i nostri guai alle volontà dell’Europa con l’ormai abusato “Lo vuole l’Europa” quando al contrario la direttiva Europea “Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 settembre 2015 sul seguito all’iniziativa dei cittadini europei “L’acqua è un diritto” in seduta plenaria soprattutto ai punti 28 e 46 dice esattamente il contrario.

Si può firmare anche nei Comuni

Ricordiamo a chiunque volesse farlo che si può firmare per i referendum sociali anche recandosi al proprio comune di residenza.

In tutti i municipi d’Italia sono stati inviati i moduli da riempire per i quesiti referendari e la petizione contro la privatizzazione dei beni comuni.

E’ sufficiente recarsi entro il 24 giugno 2016 nel proprio comune muniti di documento di identità per partecipare alla campagna.

Per ottenere altre informazioni o contatti cliccare qui

Per approfondire:

Acqua: la Camera approva la privatizzazione
Il ddl sull’acqua bene comune è stato stravolto dal Partito democratico, che ha approvato un testo che va in direzione contraria

L’Italia non può svendere l’acqua ai privati
Nel 2011, Berlusconi venne fermato da 27 milioni di Sì al referendum. Cinque anni dopo, il governo Renzi ritenta la privatizzazione dell’acqua

Pd e Governo Renzi: giu’ le mani dall’acqua!
Acqua pubblica, Pd e governo Renzi calpestano referendum 2011. Ma la battaglia continua contro il decreto Madia

Dal sito del Parlamento Europeo:
“Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 settembre 2015 sul seguito all’iniziativa dei cittadini europei “L’acqua è un diritto”

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