Ambiente/Petrolio e Gas in Italia

Energie rinnovabili, Renzi: “Dobbiamo ridurre dipendenza dai fossili”

Renzi vola in Nevada (probabilmente con il suo (ma pagato da noi) nuovo giocattolo, l’AIR FORCE RENZI da 200 milioni) per visitare la centrale ad energia rinnovabile più innovativa del mondo, che è italiana.

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E’ insopportabile che uno come lui, uno che di fatto promuove l’astensione al referendum sulle trivelle poi si vanti delle eccellenze italiane nel campo delle rinnovabili, uno che ha fatto approvare una legge che cancella gli incentivi alle rinnovabili con “EFFETTO RETROATTIVO” mettendo in crisi decine e decine di imprese che ci avevano creduto e investito.

Basterebbero alcune cifre per smontare il castello di carte a cui il cantastorie vuole appendere il suo cappello.

Nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150mila nuovi impianti fotovoltaici: nel primo anno dell’era Renzi il numero è sceso ad appena 722”.

Nel solo settore eolico, nel 2015, si sono persi 4mila posti di lavoro, i posti di lavoro persi nel settore fotovoltaico sono molti di più.

Renzi è riuscito a ostacolare le energie rinnovabili su tutti i fronti: cambiando in corsa contratti già sottoscritti con lo Spalma incentivi, modificando la tariffa elettrica per frenare il risparmio energetico e finendo per causare un aumento delle nostre bollette, bloccando i piccoli impianti domestici, specialmente quelli fotovoltaici.

Nel frattempo gli incentivi ai combustibili fossili continuano a salire. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l’Italia ha regalato alle fonti sporche 13,2 miliardi di dollari”. (Per non parlare degli incentivi agli inceneritori e ai loro supplenti i cementifici e i finti impianti di produzione di energia come un certo gassificatore) Un dato in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013.

In Germania confermano incentivi per le fonti rinnovabili per oltre 23 miliardi in Italia le stanno distruggendo facendosene vanto.

Per concludere, Renzi è talmente orgoglioso dei risultati ottenuti da Enel. “Una grande azienda della quale essere orgogliosi ” che dal 2018 la privatizza, mentre in Sardegna vuole costruire una centrale a Carbone.

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Energie rinnovabili, Renzi: “Dobbiamo ridurre dipendenza dai fossili”. Greenpeace: “Una gran faccia tosta”

Da Il Fatto Quotidiano di Luisiana Gaita del 29 marzo 2016

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano Cliccare qui

L’associazione replica a distanza alle dichiarazioni del premier dal Nevada: “Il capo del governo è dalla parte delle lobby fossili, non inganni gli italiani.

È insopportabile che si faccia vanto persino dei primati italiani in fatto di rinnovabili, quando ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che in quel settore hanno perso il posto per causa delle sue politiche sbagliate e vecchie”

Sorpresa, Matteo Renzi torna fan delle rinnovabili (a parole), ma Greenpeace non ci sta. Il presidente del Consiglio è volato Stillwater (in Nevada) “per visitare la centrale di energie rinnovabili più innovativa del mondo. Che è italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprie eccellenze”, ha spiegato in un post su Facebook. Il riferimento è alla mobilitazione trasversale per il sì al referendum sulle trivelle. E fra le ragioni del sì e del no in queste settimane si è discusso anche di rinnovabili, come fonte di energia alternativa a quelle tradizionali costituite da idrocarburi. “Il settore vede l’Italia tra i leader mondiali e ne siamo orgogliosi – dice Renzi – ma dobbiamo avere consapevolezza che un mondo che va avanti solo a rinnovabili per il momento è solo un sogno”. Frase che deve aver suscitato non poco stupore in casa Greenpeace, da dove proprio nei giorni scorsi è uscito un report che evidenzia l’opposto di quanto sostenuto dal capo del governo. “Matteo Renzi ha una gran faccia tosta a parlare di rinnovabili”, dice a ilfattoquotidiano.it Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. Che commenta le parole del premier: “Mentre invita gli italiani a disertare un referendum nazionale, schierandosi dalla parte dei petrolieri, non manca di vantarsi dei traguardi di un settore che lui e il suo governo stanno invece mettendo in ginocchio”.

IL FUTURO DELL’ENERGIA SECONDO RENZI

Eppure il presidente del Consiglio in viaggio negli Stati Uniti ha elogiato la centrale di Stillwater sottolineando il “merito di Enel e Enel Green Power”, con il gruppo italiano che è diventato “una delle principali compagnie del mondo per il geotermico, per il solare fotovoltaico, per il solare termico e comunque molto forte anche su eolico e idroelettrico”. Seguono “quattro pensierini volanti”. Sulla tecnologia, sulla dipendenza dai fossili e dalle emissioni, sull’onore di essere italiani e ancora su Enel. “Una grande azienda della quale essere orgogliosi – scrive il premier – tra le poche multinazionali che hanno la testa e il cuore in Italia”.Quindi l’annuncio: “Continueremo a farla crescere, anche attraverso i progetti innovativi della banda larga che presenteremo il prossimo 7 aprile”. Secondo Renzi “il futuro dell’energia è innanzitutto la tecnologia”. Per cui è più che mai necessario “investire sulla ricerca, non aver paura del futuro e della scienza”. Su rinnovabili e altre fonti di energia? “Dobbiamo ridurre la dipendenza dai fossili e le emissioni, come abbiamo fatto negli ultimi 25 anni (in Italia -23% di emissioni CO2) – dice Renzi – ma petrolio e gas naturale serviranno ancora a lungo: non sprecare ciò che abbiamo è il primo comandamento per tutti noi”.

LA REPLICA DI GREENPEACE

Secondo Greenpeace è un controsenso che il premier si vanti dei risultati raggiunti in un settore “affossato dal suo stesso governo”. Per l’associazione la posizione del premier è chiara: “Renzi è dalla parte delle lobby fossili, non inganni gli italiani. È insopportabile – dice Boraschi – che si faccia vanto persino dei primati italiani in fatto di rinnovabili, quando ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che in quel settore hanno perso il posto per causa delle sue politiche sbagliate e vecchie”. Boraschi ricorda qualche numero: “Nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150mila nuovi impianti fotovoltaici: nel primo anno dell’era Renzi il numero è sceso ad appena 722”. Nel solo settore eolico, nel 2015, si sono persi 4mila posti di lavoro. Secondo Greenpeace, poi, Renzi è riuscito a ostacolare le energie rinnovabili su tutti i fronti: cambiando in corsa contratti già sottoscritti con lo Spalma incentivi, modificando la tariffa elettrica per frenare il risparmio energetico e finendo per causare un aumento delle nostre bollette, bloccando i piccoli impianti domestici, specialmente quelli fotovoltaici. “Nel frattempo – dice Boraschi – gli incentivi ai combustibili fossili continuano a salire. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l’Italia ha regalato alle fonti sporche 13,2 miliardi di dollari”. Un dato in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013. In Germania confermano incentivi per le fonti rinnovabili per oltre 23 miliardi “in Italia le penalizziamo con incentivi che non superano gli 11 miliardi”, conclude il responsabile della campagna Energia e Clima.

 

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