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La spartizione delle poltrone, Schneck al palo, Vernizzi in forse

Il risiko delle poltrone, a partire da Veneto Strade, arriva al momento cruciale. Sfumata la posizione di Pd e tosiani, i 5 Stelle provano a entrare nelle stanze dei bottoni

Da Veneto Vox di Marco Milioni

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I prossimi giorni saranno cruciali per capire che cosa sarà del risiko autostradale veneto. Da decifrare non solo c’è il destino dell’autostrada Brescia-Padova, che potrebbe finire in mano alla spagnola Abertis. Ma al momento la partita più delicata, almeno sotto il profilo politico, si gioca per le nomine in Veneto Strade, la spa che ha in pancia la gestione e il controllo dei principali assi viari regionali.

Nell’ordito con il quale sono costituite le quote azionarie la Regione mantiene un ruolo forte col 30%, mentre le Province venete detengono il 50%. Cui va aggiunto un pesante 20% suddiviso tra quattro società autostradali: Società delle Autostrade Serenissima spa (la quale controlla le autovie veneziano-patavine e fa riferimento alla famiglia Chiarotto, al Gruppo Gavio, a Serenissima holding, alle Camere di Commercio di Padova e Venezia e alla potente Autorità portuale di Venezia, presieduta da Paolo Costa), Autostrade per l’Italia spa (famiglia Benetton), Società per Azioni Autovie Venete (controllata in toto dalla Regione Friuli ma con soci pubblici e privati di peso) e A4 Holding, la cassaforte proprietaria della Brescia Padova.

CONFERME E SCONFERME

Poltrone-04A palazzo Balbi da settimane circola insistentemente la voce che Attilio Schneck – attuale presidente della A4 Holding, attuale presidente della semisconosciuta ma influente Confederazione autostradale (è la spa che, come si ricava dal bilancio 2012, propone la contestatissima Nogara-Mare), ed ex presidente della Provincia di Vicenza in quota Lega – si sia candidato inviando apposito curriculum per poter accedere ad uno dei cda di nomina regionale. Tramontata l’ipotesi Cav, Schneck avrebbe sondato i compagni di partito per un posto nella strategica Veneto Strade. Ma sembra che in diversi ambienti del Carroccio di Padova e di Treviso la possibile nomina di Schneck, anche per il suo coinvolgimento nell’affaire Valdastico sud, sia stata vista con una certa stizza. E pare altresì che la cosa sia stata rappresentata così al governatore Luca Zaia, il quale avrebbe deciso di non cedere alle lusinghe dell’ex presidente della provincia berica. Avrebbe invece buone chances di rimanere al suo posto l’attuale presidente di Veneto Strade, Roberto Turri: un avvocato di fede leghista dal solido curriculum di partito, nonché primo cittadino di Roncà nel Veronese. Turri durante le ultime regionali è stato uno degli araldi della Lega a trazione Zaia proprio nella provincia scaligera feudo dell’arcinemico espulso dal Carroccio, Flavio Tosi (oggi presidente di Brescia-Padova, ma con la nomina in bilico, come quella di Schneck in A4 Holding).

Si giocherebbe in queste ore il destino del vero dominus di Veneto Strade, l’amministratore delegato Silvano Vernizzi (in foto al centro). Quest’ultimo molto vicino all’ex assessore alle infrastrutture Renato Chisso del Pdl (travolto dal gorgo del caso Mose), è sotto indagine per la vicenda Autostrade del mare, e non è un segreto a palazzo Balbi che non abbia molto legato col nuovo assessore alle infrastrutture, Elisa De Berti. Anche se sarà Zaia in questo senso ad avere l’ultima parola su Vernizzi, il quale peraltro in più di un’occasione avrebbe confidato ai suoi di volersene andare in pensione entro qualche mese.

OPPOSIZIONI IN SONNO

Completamente diversa invece è la situazione tra le opposizioni in consiglio regionale. Nella seconda metà di ottobre l’aula (cui spettano le nomine negli enti controllati) aveva indicato la ex tosiana Luisa Serato, oggi data per vicina a Zaia e vicinissima al sindaco leghista padovano Massimo Bitonci, quale presidente di Cav, una spa in difficoltà finanziarie a causa della scarsa redditività del passante di Mestre, che controlla e gestisce infrastrutture tra il Padovano e il Veneziano. Oltre alla Serato in consiglio d’amministrazione figurano Alessio Adami (Lega), ingegnere, e Alessandro Maggioni (Pd), architetto, ex assessore ai lavori pubblici quando il centrosinistra a Venezia governava con il sindaco Orsoni. Dalle parti del Pd al momento non filtrano indicazioni per Veneto strade. Lo stesso vale per i tosiani.

SVOLTA M5S

Alla ripartizione dei posti si era sottratto il M5S, che aveva votato scheda bianca perché il gruppo regionale aveva deciso una linea attendista dettata dalla volontà di non partecipare a quella che una parte dell’elettorato grillino avrebbe potuto percepire come una spartizione. Poltrone-03

Questa prudenza (ne ha già scritto Vvox.it ai primi d’ottobre) è stata in qualche modo superata poi dai Cinque Stelle. Anche in ragione degli stimoli venuti durante un’assise organizzata ai primi d’ottobre a Santa Maria di Sala nel Veneziano, durante la quale a tutti i consiglieri regionali è stato chiesto in qualche modo un approccio più incisivo e soprattutto è stato chiesto di rompere ogni indugio facendo in modo che il M5S, fedele al principio di volere aprire i cassetti della res publica, si attivasse a livello di consiglio per spedire uomini fidati proprio all’interno dei cda strategici per la vita degli enti regionali. Ne sarebbe scaturita una riflessione dal basso che ha portato molti attivisti ad indicare in Carlo Costantini l’uomo da inviare in un consiglio d’amministrazione chiave come quello di Veneto strade. Costantini, architetto veneziano, consulente tecnico per diverse Procure della Repubblica ed esperto di urbanistica, negli anni ’90 è stato nella direzione dell’allora Pds della provincia lagunare; partito che lasciò dopo la deflagrazione di Tangentopoli. Per anni si è dedicato alle tematiche ambientali e alle battaglie sul campo come quella di Porto Tolle contro la centrale Enel. È stato uno degli animatori di Altroveneto , l’associazione che ha congelato sotto migliaia di emendamenti il piano regolatore regionale (tuttora in freezer), uscito dalla giunta durante l’ultimo scorcio dell’era Galan. A Vicenza, in particolare, è conosciuto per essere uno dei consulenti tecnici delle associazioni che si battono contro la lottizzazione Maltauro-Gavio a Borgo Berga.

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