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Il Fisco “Buono”

Il Fisco “Buono” quello che viene incontro alle esigenze dei cittadini perseguita da ben 8 anni un bambino di 10 per fatture non pagate ad un gestore telefonico.

 

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Da Blitz Quotidiano

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Equitalia vuole 170 euro da bimbo di 2 anni.

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Fisco buono - 03Un caso di omonimia si trasforma in un’odissea lunga 8 anni per un bambino: secondo Equitalia non ha pagato delle fatture telefoniche.

Perseguitato da quando ha 2 anni, un bambino di 10 anni di Alessandria può aggiudicarsi il titolo di più giovane perseguitato dal Fisco.

Una storia assurda che potrebbe spingere la madre a denunciare per stalking. La storia inizia nel 2007, quando il bambino ha due anni. A casa arriva una lettera di Equitalia in cui si dice che il bambino sarebbe moroso nei confronti della società H3G per una serie di fatture non pagate.

Non è una grande cifra, sono circa 170 euro, ma i genitori del piccolo contestano il principio: l’errore è talmente evidente che, pensano, basterà una telefonata per sciogliere l’equivoco.Fisco buono - 01

E invece no, si ritrovano invischiati, da 8 anni, nella burocrazia. Chiamano la società di telefonia e vanno anche in un punto vendita. Ma loro non sono responsabili e non sanno come aiutarli. Il contratto telefonico risultava intestato a un uomo nato nel 1944 e che ha lo stesso nome del bambino protagonista di questa storia. A quel punto i genitori si rivolgono a Equitalia e all’Agenzia delle Entrate, ma vengono puntualmente rimbalzati dall’una all’altra. Niente da fare e a quel punto resta la denuncia per furto di identità.

Ma non c’è ancora la parola “fine”, come racconta Miriam Massone su La Stampa: Ma nemmeno quella è servita. Un giorno le mandano a casa l’ufficiale giudiziario: «Quando è entrato ha chiesto di vedere la persona che corrispondeva al nominativo del moroso, e pure lui è rimasto sorpreso nel trovare un bimbo di poco più di 2 anni e mi ha assicurato che avrebbe fatto rapporto per chiarire tutto».

L’incubo non è ancora finito Sembrava che la questione fosse risolta, ma quest’anno Equitalia è tornata a bussare alla sua porta. «E’ incredibile e mi impegno ad aiutare la signora Amalia a risolvere definitivamente questa situazione, al più presto» dice Luigi Laratta, responsabile di Alleanza Consumatori alla quale si è affidata la famiglia. Equitalia deve «liberare» il bambino prima che compia 18 anni e che si ritrovi nella banca dati dei cattivi pagatori per un cellulare mai acquistato: «Altrimenti li denuncio per stalking».

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