Acqua/Ambiente/Territorio

Tallio nell’acqua potabile, livelli di contaminazione fino a 480 volte le persone non esposte.

Alla faccia del referendum del 12 giugno 2011 dove il 97% dei votanti ha deciso per la gestione del servizio idrico PUBBLICO e non privato.

Tallio - 02

Magari, adesso aumenteranno il prezzo, già esorbitante, delle forniture idriche, dopotutto i “Privati” l’acqua la commercializzano e primariamente DEVONO produrre utili, secondariamente dare un servizio, e visto che il Tallio non era previsto nelle forniture potrebbero anche applicare un sovraprezzo!

Ma i cittadini possono “Stare Sereni” l’acquedotto che alimenta la frazione di Valdicastello è regolarmente controllato sia da Gaia Spa (gestore del servizio idrico) che dalla Azienda USL 12, peccato che i controlli riguardano i parametri di qualità e conformità dell’acqua per il consumo umano previsti dalla normativa vigente (D.L.vo 31/2001).

Il tallio non rientra tra questi parametri e quindi non viene ricercato, e comunque ora che il “Fattaccio” è saltato fuori forse faranno come è stato fatto in altre parti, inseriranno il Tallio tra le sostanze da controllare e contemporaneamente alzeranno il valore minimo consentito, giusto per “Stare Sereni.

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Da Il Fatto Quotidiano di Melania Carnevali

Navi a prezzo doppio - 05

Per leggere tutto l’articolo “Acqua, a Pietrasanta bevono e cucinano da 60 anni con il tallio: “Oltre mille abitanti a rischio: contaminato uno su 2″ Cliccare qui

Per almeno sessant’anni oltre mille abitanti di Valdicastello, nel Comune di Pietrasanta (in Versilia) hanno cucinato pasta, lavato insalate, riempito bottiglie e caraffe con acqua “particolare”: piena di tallio. Un metallo prezioso quanto tossico: un veleno inodore, insapore, incolore, che uccide lentamente e non lascia traccia. Lo usava il regime iracheno per far fuori gli oppositori politici. A Pietrasanta è stato servito a tavola, come un succo di frutta. Goccia dopo goccia, anno dopo anno, per sessant’anni, almeno. A rivelarlo è uno studio dei ricercatori del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa sulle miniere di perite a monte del paese, attive fino agli anni Ottanta ma mai bonificate, dove è stata scoperta una diffusa mineralizzazione a tallio, rarissima nel mondo, come solo in Cina si trova. Da lì, il metallo sarebbe finito dritto dritto nella sorgente che alimenta l’acquedotto a cui sono collegate le case di oltre mille persone.

Tallio - 04Fino ad allora Valdicastello era meta tranquilla di un turismo perbene, a due passi dalle ricche ville della Versilia e dalle gallerie d’arte della “piccola Atene“, così viene chiamata Pietrasanta. Ora le ansie arrivano attraverso le ordinanze del sindaco. L’ultima volta a metà luglio con il divieto di uso dell’acqua a fini alimentari in una zona fino a oggi fuori pericolo, nel centro storico di Pietrasanta.

Potrebbe essere troppo tardi. Almeno un abitante su due, secondo i primi esami, è stato “contaminato”. Le analisi delle urine effettuate dall’Istituto di medicina legale e tossicologia forense dell’Università di Milano, parlano di esiti “molto preoccupanti” per 88 dei 700 campioni analizzati. Da quelle del capello emerge poi che il 61% degli abitanti ha livelli di contaminazione da tallio che vanno da 5-10 volte a 240-480 volte il valore di tallio nei capelli di persone non esposte. Risultano infine contaminati il 44% dei minorenni.

A rischio circa 1.300 persone. E stiamo parlando solo dei residenti: mancano all’appello i turisti o gli amici dei residenti. Il numero poi sembra essere destinato a crescere, se si considera che per decenni patate, pomodori e carote sono stati coltivati in terre irrigate con acqua avvelenata. Ed è proprio sulle conseguenze in agricoltura che si concentreranno ora gli studi dei geologi di Pisa, grazie anche a un finanziamento regionale (fino a oggi la ricerca è stata autofinanziata).

“La causa della contaminazione è l’attività delle miniere: nel 2003 fu promessa una bonifica, mai effettuata

La Procura di Lucca intanto ha aperto un fascicolo, per il momento senza indagati. I reati ipotizzati in questa fase dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Lucia Rugani, sarebbero avvelenamento di acque e sostanze alimentari e omissione di atti d’ufficio.

“Il vuoto normativo: il tallio non rientra tra i parametri da controllare

Sia Gaia sia Asl infatti si giustificano sostenendo che il tallio non rientra tra i parametri di qualità e conformità dell’acqua per il consumo umano previsti dalla normativa. Ed è vero. L’Italia non lo inserisce tra gli elementi normati per le acque destinate al consumo umano, Tuttavia – informa il geologo – la normativa italiana prevede in ogni caso che la sicurezza dei cittadini debba essere garantita. E il tallio è tra gli elementi tossici per l’uomo.

“Lo studio dell’università di Pisa: “Presenza di metallo 10 volte il limite fissato in Cina”

L’acquedotto viene adesso alimentato da un’altra sorgente, lontana dalle miniere e sicuramente pulita. Tuttavia le tubature sono talmente intrise di tallio che l’acqua, nonostante entri pulita, rischia di uscirne contaminata. “Divieto fino a nuove disposizioni”, si legge nelle ultime due ordinanze, del 8 e 16 luglio. Disposizioni che, probabilmente, arriveranno quando tutti i 5mila metri di tubature che scorrono sotto Valdicastello e parte di Pietrasanta verranno cambiati. Nel frattempo “occhio all’acqua”.

Al successivo link la relazione della USL 12 di Viareggio.

SEGNALAZIONE DI CONTAMINAZIONE DA TALLIO NELLA ACQUE AD USO IDROPOTABILE NELL’ABITATO DI VALDICASTELLO CARDUCCI, COMUNE DI PIETRASANTA.

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