Politichese e dintorni

Fa quello che dico ….. Non quello che faccio!

Marino; 20.000 euro in due anni deve dimettersi, ma allora Renzi con 600.000 in cinque anni di soli pasti (In conto alla Provincia di Firenze e ora al vaglio della Corte dei Conti) cosa dovrebbe fare? Due pesi e Due misure il nuovo credo dei novelli “Comunisti votati al Capitalismo”

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Matteo 23:1-12 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:

  • Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno.
  • Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito.
  • Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange.
  • Amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe.
  • E i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente.

Avrete capito che l’autore dello scritto non può essere Matteo Renzi quel politico che ci è stato imposto da Napolitano, ma anche se non son farina del suo sacco le frasi scritte dall’altro Matteo sembrano che ben gli si addicono.

Questo Matteo (Renzi) ha preteso le dimissioni dell’ormai quasi ex sindaco Marino per aver messo in conto al Comune di Roma qualche cena. Pretende correttezza e trasparenza in quanto un politico deve essere d’esempio, un esempio di cristallina onestà, correttezza e rettitudine.

Come si fa a non essere d’accordo?

Ma allora come mai, tra gli altri, ha nominato al governo quattro segretari che tanto cristallini non sembrano?

Libero

I quattro sottosegretari indagati che Matteo Renzi ha blindato

Sono Vito De Filippo, sottosegretario democratica al ministero della Salute, democratico sotto inchiesta per irregolarità nei rimborsi per spese elettorali e già condannato dalla Corte dei conti a risarcire, insieme ad altri 21 indagati, 196mila euro di danni prodotti dalle spese di rappresentanza “gonfiate”.
Francesca Barracciu, sottosegretario ai beni culturali, è indagata sulle spese pazze. Nota singolare: per quel motivo ha dovuto rinunciare a correre nelle primarie per le regionali su invito del partito, ma Renzi l’ha ripagata nominandola nel governo.
Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture indagato dalla Procura di Napoli per rimborsi non rendicontati del consiglio regionale della Campania. Sempre difeso dal premier, a maggior ragione ora visto che a fine novembre è stata chiesta l’archiviazione.
Giuseppe Castiglione, sottosegretario Ncd all’Agricoltura, indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta per gli appalti per la struttura di accoglienza siciliana di Mineo.

Insomma due pesi due misure o semplicemente qualcuno gli sta sullo stomaco e deve sparire mentre quelli simpatici, anche se condannati, indagati o inquisiti possono restare!

Ma non solo, questo Matteo (Renzi) che tanto parla degli scontrini di Marino sembra che conosca molto bene il sistema dei rimborsi, conti da oltre mille euro con la dicitura “Pasto Unico” neanche fosse rimasto a digiuno su un’isola deserta per 6 mesi!

Infatti se è vero che Marino ha speso con la carta di credito del comune 20.000 Euro in due anni è anche vero che Renzi per soli pasti (Quando era presidente della provincia di Firenze) ne ha spesi 600.0000 pari a 328,76 Euro al giorno per ogni giorno dei cinque anni in cui è stato in provincia.

Belgium, Brussels, Sep. 23, 2015 - European Summit to discuss the situation of refugees - Matteo Renzi , Prime Minister of Italy © Danny Gys / Reporters

Fatto

Renzi, il ristoratore fiorentino: “Era sempre qui, fatturavo al Comune”

Lino Amantini, titolare del ristorante alle spalle di Palazzo Vecchio preferito dal premier quando era sindaco e presidente della provincia: “Non era mai solo e portava la qualunque. Sa quante tavolate, feste, pranzi e cene di lavoro qui dentro? Un’infinità. E poi si mandava la fattura direttamente al municipio. Da quando Matteo è andato a Roma m’è calato parecchio l’incasso”

Cene di Renzi sindaco “con fatture a Palazzo Vecchio”, la Corte dei Conti apre un fascicolo: “Accertamenti sulle spese”

Lino Amantini, ristoratore fiorentino, domenica ha raccontato al Fatto che quando l’attuale premier stava a Palazzo Vecchio, le fatture dei pasti del primo cittadino venivano inviate direttamente alla sede comunale

Renzi al Fatto sulle cene a Firenze: “Me le pagavo io”. Ma dove sono gli scontrini?

Il ristoratore Lino Amantini sostiene che quando il premier frequentava il suo locale nel capoluogo toscano “si mandava la fattura direttamente al municipio”. Il presidente del Consiglio risponde alle “accuse” e dice che è tutto a posto. Però le ricevute online ancora non si vedono: il dettaglio delle spese di rappresentanza sostenute negli anni in cui era sindaco non è possibile conoscerlo

TizianoRenzi675

Sull’ex datore di lavoro, nonchè padre di Renzi (Tiziano Renzi) indagato per bancarotta, a cui il G.I.P. di Genova respinge archiviazione: “Nuove indagini sul fallimento della Chil Post” in quanto “le risultanze investigative forniscono dati in apparente contrasto con la conclusione cui è pervenuta la pubblica accusa”, forse ne parleremo più avanti.

Fatto

Tiziano Renzi indagato per bancarotta, gip Genova respinge archiviazione: “Nuove indagini sul fallimento della Chil Post”

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