Politichese e dintorni

Ultimo ……. Addio?

La mafia, le lobby ed i politici italiani corrotti ringraziano sentitamente ……. Noe, esautorato dal comando il capitano Ultimo. Coordinava le indagini su mafia, politica e coop.

Ultimo addio - 02

La Politica, non tutta, ma quella sporca e probabilmente corrotta, che sembra essere in maggioranza ….. Ordina, Vuole e Comanda che la lotta alla corruzione della politica, dei politicanti e dei loro servi, la lotta alle lobby corruttrici, alla mafia, la lotta dai crimini comuni a quelli ambientali sia solo di facciata e esautora dal comando dei Noe il capitano Ultimo, uno degli ultimi baluardi dell’onestà e della lotta alla corruzione.

Molto strana questa coincidenza, e quale tempismo dimostrano stavolta le istituzioni, il 10 luglio vengono pubblicate le intercettazioni delle conversazioni tra Renzi e Adinolfi, e puntuale arriva “la lettera”, certe persone non hanno la pazienza di aspettare lungo la riva di un fiume, più passa il tempo più “gli altri” quelli in galera potrebbero parlare e allora si sarebbero “Uccelli senza zucchero”! che fare?

Con un tempismo perfetto il 4 agosto, neanche un mese dopo, viene spazzato via il colonnello Sergio De Caprio, nome in codice “Ultimo” alla guida dei duecento operatori del Noe, straordinari segugi capaci di scovare tangenti, abusi, traffici di denaro, gli stessi uomini che sono al centro di numerose inchieste che vedono coinvolti nomi illustri della politica italiana, uomini che da soli e con pochi mezzi stanno combattendo la grande piaga dell’italia la corruzione.

Il motivo dell’allontanamento? Cambiamento strategico nell’organizzazione dei reparti. Cioè? Frazionare quello che fino ad ora era unificato: il comando delle operazioni, DIVIDI ET IMPERA!

Curiosa l’urgenza. Curioso il metodo. Curioso il momento, vista la quantità impressionante di scandali e corruzioni che persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito “il germe distruttivo della società civile”.

Ultimo lascia il comando con una lettera che esprime tutto il suo rammarico e forse la sua rabbia, eccola:

Ho il dovere di ringraziarvi per come avete lottato contro una criminalità complessa, contro le lobby e i poteri forti che la sostengono, senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo di fronte a loro e senza mai nulla chiedere per voi stessi.

Da Ultimo, vi saluto nella certezza che senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo e senza mai chiedere nulla per voi stessi, continuerete la lotta contro quella stessa criminalità, le lobby e i poteri forti che le sostengono e contro quei servi sciocchi che, abusando delle attribuzioni che gli sono state conferite, prevaricano e calpestano le persone che avrebbero il dovere di aiutare e sostenere.

Onore a tutti i Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente.

Onore, una parola che la parte corrotta dei nostri politici, non sa neanche dove sia di casa.

Ultimo addio - 05Già in altre occasioni avevano provato a trasformarlo in un ingranaggio che gira a vuoto. L’arresto di Totò Riina non gli valse una medaglia, ma la condanna a morte di Cosa nostra, poi un ordine di servizio che lo estrometteva dai Reparti operativi, poi un processo per “la mancata perquisizione del covo” da cui uscì assolto insieme con il suo comandante di allora, il generale Mario Mori.

Per non dire di quando provarono a metterlo al caldo tra i banchi della Scuola ufficiali, a privarlo della scorta riassegnatagli dopo la rivolta dei suoi uomini che si erano raddoppiati i turni per proteggerlo.

Ripescato dal ministero dell’Ambiente e messo a capo del Noe, Sergio De Caprio ha trasformato i Nuclei operativi ecologici a sua immagine, macinando indagini, rivelazioni e e sorprendenti arresti, da quelli di Finmeccanica ai più recenti per gli appalti de L’Aquila.

L’elenco è lungo ……. e non è esaustivo.

Si va Francesco Belsito, quello degli investimenti della Lega Nord in Tanzania e dei diamanti che di fatto ha liquidato l’intero cerchio magico di Bossi.
Poi Finmeccanica, con il clamoroso arresto di Giuseppe Orsi, l’amministratore delegato del gruppo e di Bruno Spagnolini di Agusta per una tangente di 51 milioni di euro.
L’arresto di Luigi Bisignani indagato per i suoi traffici di informazioni segrete e appalti per la P4, coinvolti gli gnomi della finanza e della politica, spioni.
E Alfonso Papa, deputato Pdl, che aveva un debole per i Rolex rubati.
Poi le ore di confessioni di Ettore Gotti Tedeschi il potente banchiere dello Ior.
Le indagini sul tesoro di Massimo Ciancimino seguito fino in Romania.
E ancora su una banda di narcotrafficanti a Pescara, e persino quelle recentissime su Roberto Maroni, il presidente di Regione Lombardia, accusato di abuso di ufficio per aver fatto assumere due sue collaboratrici grazie a un concorso appositamente truccato.
Per finire con le inchieste sulla Cpl Concordia, la ricca cooperativa rossa che incassava appalti in mezza Italia, distribuiva consulenze, teneva in conto spese il sindaco pd di Ischia, Giosi Ferrandino, e per sovrappiù comprava vino e libri da un amico speciale, l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema.

Inchieste in cui compaiono anche due sensibilissime intercettazioni, tutte pubblicate in esclusiva dal Fatto lo scorso 10 luglio.
La prima – 11 gennaio 2014 – è quella tra Renzi e il generale della Gdf Adinolfi, nella quali l’allora soltanto leader del Pd svelava l’intenzione di fare le scarpe a Enrico Letta per spodestarlo da Palazzo Chigi. La seconda – 5 febbraio 2014 – è quella relativa a un pranzo tra lo stesso Adinolfi, Nardella (allora vicesindaco di Firenze), Maurizio Casasco (presidente dei medici sportivi) e Vincenzo Fortunato (il superburocrate già capo di gabinetto del ministero dell’economia) in cui si faceva riferimento a ricatti attorno al presidente Napolitano per i presunti “altarini” del figlio Giulio.

Tutto vanificato ora per il “cambiamento strategico nell’organizzazione dei reparti”, motivazione in burocratese che a stento coprirà gli applausi della variopinta folla degli indagati e la loro gratitudine per questa inaspettata via d’uscita che riapre le loro carriere, mentre chiude quella di Sergio De Caprio.

Eventualità comunque non del tutto scontata, visto il malumore che in queste ore serpeggia nell’Arma, e vista la reazione (furente e non del tutto silenziosa) dell’interessato che trapela dalla lettera inviata ai suoi uomini, una dichiarazione di guerra, travestita da addio.

Un sentito ringraziamento per tutto ciò è doveroso e lo rivolgiamo al governo italiano per l’impegno profuso alla lotta contro la corruzione che vive, sopravvive, vegeta e prolifera nella politica e nei politici (nominati e non eletti) italiani.

Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

E’ un po’ come la storia del colonnello della G.d.F Rapetto che dopo aver multato le lobby del gioco d’azzardo per 98.000.000.000 di euro (quasi del tutto condonati dallo stato italiano che tanto i soldi li prende dalle nostre tasche) dichiarò “Sono stato costretto a dare le dimissioni, cancellati 37 anni di sacrifici e dedizione al dovere”, invece di premiarlo lo “dimettono” evidentemente, anche lui aveva toccato interessi che non dovevano essere toccati, …… simmo e napule paisà.

Ultimo addio - 03

Da Il Fatto Quotidiano di Pino Corrias

Noe, esautorato dal comando il capitano Ultimo. Coordinava indagini su mafia, politica e coop.

Per leggere tutto l’articolo su Il Fatto Quotidiano Cliccare qui

Astutamente nascosta nelle pieghe più calde dell’estate una lettera del Comando generale dei carabinieri datata 4 agosto spazza via il colonnello Sergio De Caprio, nome in codice Ultimo, dalla guida operativa dei suoi duecento uomini del Noe, addestrati a perseguire reati ambientali, ma anche straordinari segugi capaci di scovare tangenti, abusi, traffici di denari e di influenza. Uomini che stanno nel cuore delle più clamorose inchieste di questi ultimi anni sull’eterna sciagura italiana, la corruzione.

La lettera che liquida Ultimo è perentoria. La firma il generale Tullio Del Sette, il numero uno dell’Arma. Stabilisce che da metà agosto il colonnello De Caprio non svolgerà più funzioni di polizia giudiziaria, manterrà il grado di vicecomandante del Noe, ma senza compiti operativi. Motivo? Non specificato, normale avvicendamento. Anzi: “Cambiamento strategico nell’organizzazione dei reparti”. Cioè? Frazionare quello che fino ad ora era unificato: il comando delle operazioni.

Curiosa l’urgenza. Curioso il metodo. Curioso il momento, vista la quantità di scandali e corruzioni che il persino presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito “il germe distruttivo della società civile”.

La lettera di Ultimo ai suoi uomini contro i “servi sciocchi”: “Grazie per la lotta ai poteri forti

Per leggere la lettera di commiato su Il Fatto Quotidiano Cliccare qui

Ultimo addio - 04

Ma guai toglierla ai politicanti!

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One thought on “Ultimo ……. Addio?

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