Progetti di Finanza e Grandi Opere/Strade e Ferrovie/Territorio

L’Europa soccorre i proponenti della Pedemontana Veneta e tira fuori i “NOSTRI SOLDI”

Devono avere degli “sponsor” veramente potenti per aver fatto passare questo “Progetto di Finanza” in salsa Veneta basato su una presunta emergenza stradale in un’opera che merita la fetta più grossa di questo stanziamento Europeo.

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Si, perché in Italia i progetti di finanza, quelli che lo stato non ha soldi per le grandi opere (dette anche grandi abbuffate) e le facciamo fare ai privati (che invece non si abbuffano ma distribuiscono mazzette) va a finire che in ogni caso le paghiamo noi, cioè lo stato e i privati, oltre a certi politici (che poi non hanno neanche i soldi per accendere i condizionatori) ovviamente si arricchiscono sulle nostre spalle e lo faranno per decenni, costringendo i cittadini a pagare pedaggi salati su una strada costruita con i nostri soldi.

Finora i lavori sono andati a rilento perché soldi non ce ne sono, i privati non aprono le borse, non amano rischiare, e poi perché rischiare quando ci sono i politici che gli risolvono il problema e trasformano “Il Progetto di Finanza” in un opera pagata totalmente con i soldi del pubblico?”.

I soldi spesi fino ad ora sono quelli anticipati dalla Regione, le banche, viste le carte e l’insussistenza di garanzie non si fidano a concedere il “closing finanziario” agli squattrinati proponenti della Pedemontana Veneta che non ne ha neanche per pagare gli espropri (i soldi della Regione infatti sono stati usati per mandare avanti i lavori a macchia di leopardo).

I privati, i salvatori della patria, quelli che dovevano metterci i soldi non hanno un centesimo e l’Europa, cioè noi gli concede garanzie e soldi, questi sono i progetti di finanza all’Italiana.

Zero rischi e solo profitti, è non è un affare grandioso?

Della distruzione del territorio e di quanto le amministrazioni locali, regionali e dello stato riusciranno a fare nei terreni limitrofi ne parleremo in seguito, ma alcuni sindaci si sono già dati da fare per espropriare e/o cambiare destinazione d’uso su terreni che nulla hanno a che fare con la Pedemontana Veneta in nome e per conto di una inesistente emergenza stradale per scopi che loro, ma solo loro, definiscono di “Pubblica utilità”.

Povero Veneto, tra inceneritori che Zaia finge di osteggiare, per non parlare delle trivelle in mare e delle nuove concessioni a terra , strisce d’asfalto che per far risparmiare 5 minuti sulla tratta Bassano-Thiene distruggono più di 208.000.000 mq. di terreno ……. Sarà ma non ci sembra questo il sistema per far crescere il paese, semmai è un ottimo sistema per affossarlo definitivamente.

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Da Bassano net di Alessandro Tich

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Per leggere l’articolo su Bassano Net Cliccare qui
SPV, svincolo per Bruxelles

La Commissione Europea, tramite il Piano Juncker, sblocca 2 miliardi per la Superstrada Pedemontana Veneta e la terza corsia della Venezia-Trieste. Si tratta di fondi a garanzia dei finanziamenti delle banche al concessionario

La Superstrada Pedemontana s’ha da fare. Anzi – visto che i lavori del tratto vicentino e bassanese sono ampiamente in corso -, s’ha da continuare.

Pedemontana - 05Garantisce il Piano Juncker: il maxi intervento della Commissione Europea, che prende il nome dal suo presidente, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e che si pone l’obiettivo di rilanciare la crescita e l’occupazione in Europa.

A Bruxelles è stato creato allo scopo il FEIS, acronimo di Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Non si tratta di un grande bancomat da cui attingere per finanziamenti diretti, bensì di uno strumento che si pone a garanzia dei finanziamenti concessi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). In altre parole: BEI e FEI finanziano le opere e il Fondo del Piano Juncker, con le somme messe a garanzia, ne assume in parte il rischio.

La capacità di rischio rafforzata che il FEIS garantirà alla BEI consentirà alla Banca Europea per gli Investimenti di investire in progetti con un profilo di rischio più elevato del consueto. Come si legge su borsaitaliana.it, l’idea di partenza è che “l’impulso iniziale fornito dal Fondo riuscirà a mobilizzare la liquidità presente nel sistema finanziario e attualmente non utilizzata per investimenti a causa della mancanza di fiducia”.

Perché ne parliamo? Perché tra le opere che la Commissione Europea ha ritenuto finanziabili – nella prima “tranche” di suddivisione della grande torta del Piano Juncker – c’è proprio la Superstrada Pedemontana Veneta.

Come riferito per primo dal Sole24Ore e rilanciato in seconda battuta dal Gazzettino, il Piano garantirà infatti due miliardi di euro entro il 2015, in forma di garanzia alle banche tramite la BEI, per finanziare due progetti infrastrutturali nel Nordest: la SPV appunto e la terza corsia dell’autostrada A4 Venezia-Trieste di Autovie Venete.

La Pedemontana sarebbe destinataria della fetta più grossa del finanziamento di garanzia: 1,3 miliardi, come proposto dal governo italiano in sede di presentazione dei progetti da finanziare. 600 milioni sarebbero stati invece stanziati per garantire gli investimenti per l’ampliamento della A4 Venezia-Trieste. I restanti 100 milioni sono stati infine destinati a copertura di prestiti alle piccole e medie imprese.

La SPV – una delle tante gemmazioni del project financing alla veneta – esce “vincitrice” da una vera e propria corsa ad eliminazione: ancora nel dicembre dell’anno scorso il governo italiano (analogamente agli altri Paesi europei) aveva presentato all’Unione Europea la lista dei progetti “con caratteristiche di finanziabilità e di sostenibilità economica” da sottoporre alla selezione degli eurofinanziatori. 42 in tutto i progetti presentati dall’Italia, di cui ben sette riguardanti il Nordest: il corridoio Milano-Venezia dell’Alta Velocità, il raddoppio della ferrovia del Brennero fino a Verona, la terza corsia della A4 fino a Trieste, il Porto Offshore di Venezia, il collegamento ferroviario per l’aeroporto Marco Polo di Venezia, la nuova autostrada Orte-Mestre e la Superstrada Pedemontana Veneta. Anzi: “persino la Superstrada Pedemontana Veneta”, come scriveva all’epoca un quotidiano regionale.Pedemontana - 06

L’elenco si è via via assottigliato e la SPV – data in partenza come outsider – alla fine è stata prescelta dalla apposita task force istituita dalla Commissione Europea e dalla BEI per selezionare i progetti finanziabili ritenuti prioritari.

In questo modo viene garantita la cosiddetta “bancabilità” alla società concessionaria. Con l’intervento della Commissione Europea il “closing finanziario” della Pedemontana (garanzia bancaria di copertura dei costi che spettano al concessionario), ad oggi non ancora raggiunto, potrebbe arrivare finalmente al traguardo.

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