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Calo ammortizzatori sociali, Renzi: “Italia riparte”. Ma aumentano i disoccupati

Si dimentica, o fa finta di dimenticare che le Regioni non hanno le risorse per pagare gli ammortizzatori sociali e non li autorizzano. Inoltre, la stretta sulla cassa integrazione in deroga, ridotta a cinque mesi, ha comportato che molte aziende abbiano già esaurito il proprio bonus.

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Insomma, al calo di domande di cassa non corrisponde necessariamente una maggiore crescita di lavoro, anzi.

Gli ultimi dati Istat sulla produzione industriale, che si riferiscono a giugno 2015, parlano di un calo dello 0,3% su base annua e dell’1,1% su base mensile.

Pertanto no esiste un calo della disoccupazione, ma semplicemente un calo di chi non percepisce alcun sussidio, e non gli danno neanche un alloggio in hotel a 4 stelle con qualche euro al giorno per le piccole spese e carta telefonica prepagata.

Le SUPERBALLE durano poco anche se vengono da un fine conoscitore delle medesime come ha dimostrato di essere tale Matteo Renzi, i dati lo smentiscono un’altra volta, (sarà #lavoltabuona …. Che mette l’ISTAT nell’elenco degli enti inutili), e continueranno a farlo, purtroppo, la ripresa la vede solo lui così come la vedeva quel tale che era perfino abbagliato dalla luce in fondo al tunnel, ma era quella del treno che ti stava correndo incontro!

Da Il Fatto Quotidiano di Stefano De Agostini | 18 agosto 2015

L’Italia riparte, ma aumentano i disoccupati

Per leggere tutto l’articolo su Il Fatto Quotidiano Cliccare qui

A giugno sono state avanzate oltre 122mila domande di disoccupazione, il 29,3% in meno rispetto a un anno fa. Eppure, nello stesso periodo il tasso di disoccupazione è cresciuto dello 0,3%: si registrano circa 85mila persone in più senza un lavoro. “L’Italia riparte se le imprese assumono. E purtroppo non è ancora così”, dice Guglielmo Loy, segretario confederale Uil

Italia Riparte - 03“L’Italia riparte se le imprese assumono. E purtroppo non è ancora così”. Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, risponde in questo modo al tweet del premier Matteo Renzi, che ha esultato per gli ultimi numeri sulle domande di ammortizzatori sociali: “I dati Inps su cassa integrazione sono il segnale che finalmente le cose cambiano #italiariparte”.

Eppure, gli ultimi dati Istat dicono che nello stesso periodo il tasso di disoccupazione è cresciuto dello 0,3%, arrivando a quota 12,7%: nel giro di un anno, si registrano circa 85mila persone in più senza un lavoro.

La minore richiesta dell’ammortizzatore sociale, secondo il sindacalista, si può giustificare con diversi fattori. “Da una parte ci può essere anche una ripresina, seppure molto moscia – spiega Loy – Ma dall’altra bisogna considerare che in diversi casi le Regioni non hanno le risorse per pagare gli ammortizzatori sociali e non li autorizzano. Inoltre, la stretta sulla cassa integrazione in deroga, ridotta a cinque mesi per il 2015, ha comportato che molte aziende abbiano già esaurito il proprio bonus“. Insomma, al calo di domande di cassa non corrisponde necessariamente una maggiore crescita di lavoro, anzi.

Gli ultimi dati Istat sulla produzione industriale, che si riferiscono a giugno 2015, parlano di un calo dello 0,3% su base annua e dell’1,1% su base mensile.

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Il Presidente dell’Istat affonda Renzi & Poletti che divulgano dati sbagliati e accendono false speranze.

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Con i numeri sul lavoro, con i dati di Istat, ministero e Inps “abbiamo assistito a un caos poco edificante”. “Quelli forniti dal ministero del Lavoro e dall’Inps sono dati di fonte amministrativa, non ‘statistiche’. Valutare il saldo tra attivazioni e cessazioni dei contratti come se fosse un aumento di teste, cioe’ di occupati, e’ una approssimazione non accettabile”.

A dirlo e’ il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, che intervistato dal Fatto Quotidiano riflette cosi’ sui dati utilizzati dal ministro del lavoro Giuliano Poletti e rilanciati con molta enfasi da Matteo Renzi.

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