Ambiente/Consumo di Suolo - Cementificazione/Progetti di Finanza e Grandi Opere/Territorio

Project by Zaia, il “ritorno” dell’era Galan

Il governatore leghista vuole rivedere i progetti di infrastrutture del passato. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli

Project secondo Zaia - 02

Da Veneto Vox di Marco Milioni del 4 agosto 2015-08-06

Cattura
Project by Zaia, il “ritorno” dell’era Galan

I lavori del nuovo consiglio regionale del Veneto entrano oggi nel vivo col progetto di legge in discussione in queste ore in aula, tema: la revisione dei project financing non ancora sottoscritti mediante convenzione. Si tratta di una norma che secondo il primo firmatario, il governatore leghista Luca Zaia, dovrebbe conferire all’amministrazione un potente strumento utile a mettere definitivamente nel cassetto una serie di progetti di infrastrutture risalenti al quindicennio del governatorato Galan, considerati troppo onerosi per il pubblico. Dall’era Galan all’era Zaia, dunque? Non proprio.

I 7 DELL’AVE MARIA

Lo schema, che vede la presenza dei soliti noti (Mantovani e Maltauro in primis) delle commesse pubbliche del Veneto fra il 1995 e il 2010 fino a oggi, è stato elaborato dall’assessorato alle infrastrutture ed è stato ripreso in forma descrittiva da alcuni media veneti.

I progetti più importanti sono 7: uno, Nogara Mare; due, Tangenziali venete Verona Vicenza Padova; tre, Orbitale padovano, noto anche come grande Raccordo anulare di Padova; quattro, Jesolo mare; cinque Passante Alpe Adria; sei Valbrenta Valsugana bis; sette, Bibione Portogruaro. Per questi primi sei la regione in momenti differenti ha conferito lo status di pubblica utilità, cosa che non è avvenuta per il sesto. E che non è avvenuta nemmeno per due progetti minori in ballo, che sono la Meolo Mare ed il Passante Belluno Nord.

INDEBITAMENTO NASCOSTO?

C’è però un dubbio grande come una casa sul futuro della proposta di legge.

Nel testo c’é un passaggio che stabilisce che se le mutate condizioni di mercato non rendono più sostenibile il progetto di finanza proposto dal privato, è l’ente regionale a indennizzare il privato stesso. Non solo: la giunta viene autorizzata ad indebitarsi fino a 150 milioni di euro presso la Cassa Depositi e Prestiti nel caso il privato chieda il risarcimento. Di questa volontà c’è una chiara evidenza all’articolo 4, commi 4 e 5. Il che stride con due aspetti delle norme sui lavori pubblici: il primo è che il rischio d’impresa sta – o, a questo punto, dovrebbe stare – in capo al privato; e il secondo é che il privato, al di là delle indicazioni generali contenute nella norma nazionale (legge 7 agosto 1990 numero 241), può pretendere un ristoro dal pubblico solo a fronte di fattispecie reali. Come può essere l’annullamento o l’aver disatteso un contratto o una convenzione. Detta in politica: scarti Zaia, e ti ritrovi un Galan in do minore, ridimensionato quanto basta rispetto alla grandeur spendi&spandi di quando Luca era vice di Giancarlo.

MAGGIORANZA DUBBIOSA

Queste preoccupazioni nelle ultime ore si sono moltiplcate. Sia «per i forti dubbi» espressi dal Pd e M5S. Sia per la dura diffida inviata alla presidenza del consiglio dal Covepa

affinché la norma non sia votata (sul sito del Covepa non mancano altri rilievi, peraltro). Sia per le forti perplessità del consigliere Sergio Berlato (Fdi), spina nel fianco della maggioranza. E sia perché, anche tra alcuni consiglieri tra i più vicini a Zaia, sarebbe cominciata a circolare una domanda “maliziosa”: come mai il provvedimento non è stato prima adottato in giunta, e poi inviato in consiglio per una conferma? Per caso qualche assessore bene informato ha preferito evitare questo passaggio temendo in futuro azioni giudiziarie a carico di chi vota un provvedimento potenzialmente gravido di accuse di danno erariale? Zaia invece è sicuro: ha fatto sapere ai suoi che la norma al vaglio dell’aula è improntata a criteri di legittimità, trasparenza, efficacia e ragionevolezza.

DISSAPORI GRILLINI

Frattanto in casa M5S (in parte nel gruppo consiliare e in alcuni settori della base) si registrano alcuni mal di pancia dovuti ad una recente dichiarazione dei consiglieri regionali Manuel Brusco e Simone Scarabel resa all’agenzia di stampa Arv. Al di là delle premesse e della prima parte del dispaccio, che sono state ampiamente condivise, è il contenuto della chiusa ad avere lasciato l’amaro in bocca a più di qualche militante: «… i Veneti possono stare tranquilli: meglio pagare le penali che pagare le clausole di salvaguardia dei Project di Galan». Per quale motivo il M5S apre uno spiraglio alle penali visto che l’idea di farle ricadere sul contribuente è da anni il leit motiv della critica ai partiti tradizionali, è un piccolo mistero. A che cosa pensano esattamente visto che, su tali clausole, minoranze e comitati chiedono lumi da anni ai presidenti (prima l’azzurro Giancarlo Galan e poi il leghista Zaia) senza avere riscontri documentali?

Di quello che stanno facendo in Regione, luogo ove ovviamente lavorano per il benessere dei cittadini Veneti che, visto il loro impegno, li ricompensano con lauti stupendi, rimborsi, prebende varie e ovviamente il vitalizio, se ne parla anche negli articoli successivamente linkati.

Project secondo Zaia - 03

Project financing, approvata legge revisione

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Con 27 voti a favore e la non partecipazione al voto di numerosi consiglieri, è stato approvato oggi il Pdl 15 per la modifica della legge 15/2002 in materia di finanza di progetto per la progettazione, realizzazione e gestione di opere viarie. In particolare il provvedimento sottolinea la necessità di revisione dello strumento del project financing nel settore delle opere infrastrutturali di trasporto e per la viabilità, delineando in quattro articoli alcuni correttivi di sistema in grado di rendere la Regione capace di superare i passati elementi critici, considerate, come si legge nella relazione introduttiva, «le mutate condizioni macroeconomiche» ed anche «le note vicende giudiziarie» che hanno toccato questo strumento. Il progetto di legge dà mandato alla Giunta regionale di avviare una specifica procedura di revisione di ogni singolo procedimento di finanza di progetto per opere viarie, il cui bando sia già stato pubblicato, ma privi della successiva stipula del relativo contratto di concessione.

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Project financing, Zanoni (Pd): «legge-scaricabarile»

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«C’è ora da chiedersi se le modifiche approvate ieri non vadano a sconfinare nel terreno del danno erariale. Nella legge infatti si mette nero su bianco che potranno essere indennizzati coloro che si vedranno bloccato l’iter di project financing e che i soldi per gli indennizzi verranno attinti dalle voci di bilancio per la manutenzione stradale. In sostanza, i soldi dei contribuenti veneti, invece di essere usati per coprire le buche, serviranno a coprire i buchi degli errori commessi da chi, a partire da Zaia, governa il Veneto». A dirlo in una nota è il consigliere regionale del Pd e vice presidente della Seconda Commissione, Andrea Zanoni (foto), commentando il provvedimento varato ieri dall’Aula, che modifica le leggi regionali 27/2003 e 15/2002 in materia di finanza di progetto per la realizzazione di infrastrutture di viabilità e trasporto.

Non è l'oggetto dell'articolo, ma è pur sempre un "Progetto di Finanza" anche se solo fallimentare!

Non è l’oggetto dell’articolo, ma è pur sempre un “Progetto di Finanza” anche se solo fallimentare!

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