Politichese e dintorni

Da quando il PD è al governo il prelievo fiscale sui risparmi degli Italiani è aumentato del 130%

Lo rileva una ricerca del centro studi Impresalavoro basata su dati e indici Banca d’Italia, Abi, Mef e Fideuram. E’ notorio che le cure della sinistra si basano su aumenti di tasse e tagli lineari, accompagnati da riforme che non riformano nulla peggiorando l’esistente. 

Tasse e PD - 03

Almeno li spendessero bene i nostri soldi, e soprattutto li spendessero per il bene dei cittadini, macchè, vengono sperperati in inutili e costosissimi aerei da combattimento, navi portaelicotteri, grandi inutili opere per non parlare delle partecipate, dei vitalizi, dei costi per i palazzi del potere, dei loro emolumenti e le mille altre spese inutili che non diminuiscono, al contrario aumentano di continuo.

Il Nord

(LADRI!) Da quando il PD è al governo il prelievo fiscale sui risparmi degli Italiani è aumentato del 130%.

Negli ultimi quattro anni di governo Pd, in Italia il prelievo complessivo dello Stato sul risparmio degli italiani ha subito un incremento progressivo del 130% pari a 9 miliardi di euro, passando dai 6,9 miliardi di prelievo del 2011 ai 15,9 miliardi di prelievo per il 2015.

Lo rileva una ricerca del centro studi Impresalavoro basata su dati e indici Banca d’Italia, Abi, Mef e Fideuram. A pesare sulla cifra sono per 4,7 miliardi l’aumento delle aliquote – leggi: tasse – sui rendimenti, per 4 miliardi l’introduzione della nuova imposta di bollo proporzionale introdotta dal governo Renzi e per 0,3 miliardi la Tobin Tax, che in fondo è il minore dei mali.

“Questo incremento nella tassazione del risparmio – si legge nella nota che presenta lo studio – appare vertiginoso anche in considerazione del drastico calo della redditività tanto dei titoli di Stato quanto dei depositi bancari. Se ciò non fosse bastato, da quest’anno è entrato in vigore un giro di vite fiscale (per giunta retroattivo) anche sulla rivalutazione di fondi pensione, casse previdenziali, e trattamento di fine rapporto”. In concreto, un salasso inconcepibile in uno Stato democratico.

La ricerca inoltre dimostra che l’incremento delle aliquote sui fondi pensione al 20% ridurrà il montante contributivo atteso (e quindi la pensione) dei giovani lavoratori di una percentuale compresa tra il 5% e l’8,6%. Per quanto riguarda casse previdenziali e Tfr, con l’aumento al 17% i giovani lavoratori subiranno una decurtazione della liquidazione di fine rapporto compresa tra il 3,6% ed il 6,2%.

Quindi, avendo aumentato le tasse sui fondi pensione, il governo Renzi ha ottenuto anche il risultato umiliante di sforbiciare le già misere future pensioni dei giovani lavoratori di oggi.

Il quadro nell’insieme è desolante. E questi numeri indicano che il governo Renzi ha in odio il risparmio degli italiani e le pensioni dei giovani di oggi. Oltre tutto, questi dati sono incontrovertibili. C’è poco da fare: questa è la verità dei numeri.

Redazione Milano.

Tasse e PD - 02

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