Politichese e dintorni

Da oggi in poi qui comando io, sennò vi piscio in bocca”.

E dopo il presunto annaffiamento della suora la politica italiana, ancora non soddisfatta piscia in bocca agli elettori, e il PD scende sempre più in basso e non solo nei sondaggi.

Il Senato salva Azzolini - 04

Il Senato salva Azzolini - 07Al “Boyscout” di Firenze tremava, e parecchio, la poltrona, se il senato avesse detto “SI” ai domiciliari rischiava di perdere l’alleanza con il “Nuovo Centro Detenuti” di Alfano e soci, e allora invita i suoi a votare “Secondo coscienza” (Vi risulta che i politici abbiano mai avuto una coscienza?), che per il momento abbia raggiunto il suo scopo è lampante, ma quanti dei “suoi” ora andranno ad ingrossare le file della minoranza?

Azzolini salvo, almeno per il momento, il PD ancora più a pezzi, e la politica ancora una volta, l’ennesima ormai, decide di proteggere se stessa. Il parlamento italiano, per lo più fabbrica di poltrone per personaggi incompetenti, inquisiti, condannati, opificio di corruzione e malaffare colpisce ancora.Il Senato salva Azzolini - 01

Ma quello che da più fastidio sono le successive esternazioni di eminenti membri del PD, “Abbiamo sbagliato” dicono, ma solo dopo, nel frattempo hanno salvato le poltrone.

Era già stato graziato una volta dal senato, quando i senatori PD e NCD votarono con un secco “NO” la richiesta della magistratura sull’utilizzo delle intercettazioni che forse lo avrebbero già inchiodato alle sue responsabilità sulla maxu truffa per l’ampliamento del porto di Molfetta.

Il Senato salva Azzolini - 03

TG 11.06.15 Antonio Azzollini, senatore tra turpiloqui e sete di potere

Chissà, un vecchio proverbio dice non c’è due senza tre, che la terza sia la volta buona?
Nel frattempo il PD e il Nuovo Centro Detenuti festeggiano, tra un buffetto, un abbraccio, due baci e un po’ di pacche sulle spalle si complimentano per l’ottimo lavoro svolto e lo scampato pericolo.

Bravi andate a festeggiare grida Barbara Lezzi (M5S) il Senato salva Azzolini

 

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Azzollini salvo, ovvero come il Potere piscia in bocca agli elettori.

Il Senato salva Azzolini - 06Antonio Azzollini è salvo. Più della metà dei senatori del Pd, dopo il via libera del capogruppo Luigi Zanda, ha votato secondo coscienza. Molti di loro però una coscienza non l’hanno mai avuta. Altri invece se la sono venduta nel frattempo. Così dal Senato della Repubblica arriva un messaggio chiaro: Azzollini è un perseguitato da tutta la magistratura. Non solo dai Pm o dal gip di Trani. Ce l’hanno con lui pure i giudici del tribunale del riesame di Bari che il 2 luglio hanno confermato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti.
Ovviamente la verità è un’altra. Il fumus persecutionis non c’è. Ma Azzollini è un potente esponente del Ncd, partito indispensabile alla sopravvivenza della maggioranza.

Azzollini, Renzi decide per il salvataggio e spacca il Pd in nome della ‘realpolitik’

Con un Pd alle prese con una minoranza interna mai doma, i voti degli alleati del Nuovo Centrodestra sono vitali per la sopravvivenza del governo e il premier lo sa bene. Così a differenza dello scorso maggio, quando impose ai deputati dem di votare a favore dell’arresto di Francantonio Genovese, mercoledì l’ex sindaco di Firenze ha lasciato libertà di coscienza ai suoi senatori sul caso dell’esponente Ncd. Ma i suoi avversari ora puntano il dito contro il Partito della Nazione, di cui la mano tesa ad Angelino Alfano sarebbe la prova generale.

Azzollini, Serracchiani (Pd): “Sono arrabbiata: abbiamo sbagliato”

Polemiche nel Pd dopo che il Senato ha respinto la richiesta dei domiciliari per l’ex presidente della Commissione bilancio. La vicesegretaria a sorpresa critica il comportamento dei senatori. Le risponde il collega Guerini: “Se hanno votato contro è perché non hanno rilevato le ragioni per dare assenso all’arresto”. E anche Cuperlo: “Passo indietro sarebbe stato più utile un attimo prima”. La minoranza: “Così non va”Cattura01

 “Azz, abbiamo salvato il soldato Azzolini “

“Azz, abbiamo salvato il soldato Azzolini, dopo il voto i senatori DEM passano vicino al collega Alfaniano e abbassano lo sguardo.
Ma la famosa frase alle suorine (“Qui comando io adesso, se no vi piscio in bocca”) l’ha detta o non l’ha detta? “Mai! Nemmeno pensata, in vita mia, un frase così”. “Dopo qualche giorno di gogna mediatica, i senatori hanno capito che nelle carte non c’è niente”…
Piange? No, non piange. Quelle che gli scivolano sulle guance lisce sono gocce di sudore. Suda. Cammina e suda e scuote la testa: una specie di tic momentaneo, minime scosse di stupore e felicità (per qualche metro, nel gran silenzio del Salone Garibaldi, i cronisti non osano rivolgergli mezza domanda).

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