Politichese e dintorni

Dicono sia politica, ma dà l’impressione di essere qualcosa di molto diverso: Le intercettazioni a Renzi.

“Lui (Letta) non è capace, non è cattivo, l’alternativa è governarlo da fuori. Berlusconi sarebbe sensibile a fare un ragionamento diverso” ….. (Mentre il Nardella) “Napolitano? “De Gennaro e Letta ce l’hanno per le palle, sanno di Giulio”

Palazzo Chigi: il Presidente del Consiglio risponde su twitter ai cittadini

Le notizie corrono veloci, nonostante “LORO” si prodighino per insabbiare, nascondere, ignorare, raccontarci miliardi di balle colossali, come ad esempio i milioni di visitatori all’Expò o le centinaia di migliaia di assunzioni con i loro contratti a “Tutele Crescenti” , mentre promulgano leggi che di fatto mettono bavagli e legacci alla libera informazione, manca solamente, se già non lo fanno e probabilmente è così, di introdursi, tramite appositi programmi nelle reti informatiche di testate on line, privati cittadini e opposizione per hackerare i loro PC, nascondere le loro nefandezze e magari inserire dati falsi per incriminarli di qualche cosa, non importa cosa, basta che la libera voce dei cittadini sia messa a tacere.

E se credete sia un’esagerazione leggetevi questo, la notizia è proprio di questi giorni, anche se ovviamente hanno cercato di nasconderla e i Media asserviti non ne hanno fatto parola.

Intercettazioni Renzi - 02

Hacking Team, il software Rcs che può truccare il computer con false prove: dubbi sull’uso nelle inchieste

Il trojan è parte integrante della soluzione offerta all’intelligence e alle polizie di tutto il mondo. Secondo l’ad di Ht avrebbe consentito di risolvere numerosi casi giudiziari. E proprio la sua capacità di intromettersi nei dispositivi potrebbe gettare un’ombra pesante su anni di investigazioni e indagini giudiziarie

Un potere quasi assoluto. Non solo di controllo e di intrusione, ma anche di manipolazione e creazione della realtà, attraverso l’alterazione a distanza delle memorie dei computer. Un delitto perfetto, reso possibile dalle potenzialità offensive del software della società milanese Hacking Team, usato dalle polizie e dai governi di tutto il mondo, il Remote control system (Rcs).

Ma torniamo alle intercettazioni, in qualsiasi altro paese che si definisce “Civile” sarebbero già tutti a casa, se non in galera, ma da noi, nella civile, ospitale, accogliente italia sono al governo e in tutte le posizioni di potere possibili e immaginabili (Per alcuni hanno perfino “Creato” posti di dirigente anche se non ne hanno le competenze).

E un paese il nostro dove, nonostante l’evidenza dei fatti ci sono ancora giornali, giornalisti e angoscianti Talk show che difendono, pompano e glorificano l’operato di questa classe dirigente e del “Fiorentino che non deve chiedere mai” mentre l’Italia scende al 73mo posto come libertà di stampa.

Per alcuni il Fatto Quotidiano, uno dei rari giornali che non prende contributi dallo stato, avrebbe fatto meglio a chiudere gli occhi, turarsi il naso, e scrivere qualcosa sulla Grecia, sull’incidente in metropolitana a Roma, sulle ultime uscite di Salvini e parlar male dei Cinque Stelle, ma mai avrebbe dovuto dire la verità e pubblicare “Fatti e non pugnette” sul nostro “LEADER MAXIMO”.

Capite adesso perché stanno ostinatamente e con immenso ardore provando a ridurre se non eliminare le intercettazioni? A loro non interessa se le intercettazioni siano uno dei pochi mezzi con i quali gli “ONESTI” possono combattere e sconfiggere la criminalità, loro con i criminali ci fanno gli accordi, si spartiscono le mazzette, acquisiscono partecipazioni azionarie ed il controllo di società, l’importante è che le loro telefonate e le loro ignobili azioni restino nell’ombra.

Rammentate la bufala delle intercettazioni di Renzi che avrebbe detto “Gli italiani sono coglioni, con 80 euro vinciamo le elezioni” da ora potremmo pensare che, pur se non intercettata avrebbe potuto tranquillamente e “SERENAMENTE” non essere una “Bufala”.

Torneranno mai di moda le parole ONESTA’, RISPETTO, CORRETTEZZA?

Ma come fate a difendere ancora certi personaggi?

Da Il Fatto Quotidiano.it

Cattura 00

Le telefonate di Renzi e dei suoi generali: istituzioni umiliate, fine della politica

Il segretario del più grande partito italiano (poi presidente del Consiglio) che si fa dare dello stronzo da un generale della Guardia di finanza; il segretario del partito medesimo che allo stesso generale confida l’incapacità a governare del presidente del Consiglio in carica; le allusioni di questi e altri generali al presidente della Repubblica e al di lui figlio tenuti per le palle (per quel che si può capire da quei delicati conversari) dal capo del governo e dal comandante generale della stessa Guardia di finanza. Sono alcune delle perle che emergono dai documenti giudiziari pubblicati da Marco Lillo e Vincenzo Iurillo in questi giorni sul “Fatto Quotidiano“.

Grandi articoli i loro, che meglio di qualsiasi trattato politico (a proposito, dov’è finita la famosa intelligentia italiana?) illustrano natura e funzionamento del nostro (attuale) sistema politico.

Palazzo Chigi - Insediamento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

 Renzi: “Letta incapace, Berlusconi è con me”. La strategia per Palazzo Chigi spiegata al generale Adinolfi

L’INTERCETTAZIONE – L’attuale premier parlava così al telefono con l’attuale numero due della Guardia di finanza quando non era ancora premier. Voleva mandare Letta jr al Quirinale: “Sarebbe perfetto”. E aggiungeva: “Lui non è capace, non è cattivo, l’alternativa è governarlo da fuori. B. sarebbe sensibile a fare un ragionamento diverso”

Intercettazioni Renzi - 04

Letta e i giudizi per telefono di Renzi: “Le sue frasi? Si commentano da sole”

“Le frasi di Renzi si commentano da sole”. Così Enrico Letta, contattato telefonicamente, risponde a una richiesta di commentare le frasi su di lui pronunciate da Matteo Renzi nel gennaio 2014 in una conversazione intercettata e pubblicata dal Fatto Quotidiano.

Napolitano? “De Gennaro e Letta ce l’hanno per le palle, sanno di Giulio”

L’intercettazione del febbraio 2014 fra Dario Nardella, vice di Renzi quando il premier era sindaco di Firenze, e Michele Adinolfi, oggi comandante in seconda della guardia di Finanza, evoca ombre su attività e “conflitti d’interesse” di Giulio Napolitano, figlio dell’allora presidente della Repubblica. “Sanno qualcosa di lui”. Al centro la nomina a sorpresa del generale Saverio Capolupo, anziché di Adinolfi, al vertice della Gdf da parte del governo Letta

Intercettazioni, Di Battista: “Renzi riferisca al Parlamento, vediamo se mente anche qui”

“Dalle intercettazioni emerge che siamo una Repubblica fondata sul ricatto, questo governo è fondato sul ricatto, che il patto del Nazareno era preesistente al governo Renzi. Se il premier ha un briciolo di dignità e coraggio venga a riferire in Parlamento”. Così il M5S Alessandro Di Battista commenta ciò che sta emergendo dall’inchiesta napoletana sulla Cpl Concordia, a margine del convegno sui Brics alla Camera, sull’alleanza economica tra Brasile, Russia, Cina e Sudafrica. Le telefonate tra esponenti di punta del gotha renziano ma anche dello stesso premier farebbero emergere alcuni dettagli sull’avvicendamento Letta-Renzi, sul sostegno di Berlusconi all’ex sindaco di Firenze e indiscrezioni sul figlio dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Sono due partiti nefasti per la nostra storia, Pd meno L e Pdl sono la stessa cosa, lo abbiamo sempre detto, nulla di nuovo per noi, si coalizzano per spartirsi i denari degli italiani, non ci fanno votare perché hanno paura dei 5 stelle”, aggiunge Di Battista. Stessa logica prevarrebbe, secondo il deputato pentastellato, anche in Campidoglio a Roma. “Dalla relazione del prefetto Gabrielli emerge un Marino debole e inadeguato, ma anche Renzi alla luce delle intercettazioni è debole, cerca una exit strategy per non andare al voto, hanno paura di noi, ma questa città va liberata, sì ad elezioni anticipate” di Irene Buscemi.

Intercettazioni Renzi - 03

Hacking team, il software ai servizi etiopi per controllare i giornalisti. E le “scimmie” che non sanno usarlo

Dai documenti pubblicati da Wikileaks emergono i retroscena del rapporto tra l’azienda milanese e gli apparati di sicurezza di Addis Abeba. Tra proteste internazionali e sfoghi del management sul cattivo utilizzo degli strumenti: “Fermiamo tutto con questo cliente”.

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