Progetti di Finanza e Grandi Opere/Territorio

Tav Vr-Pd: peggio della Pedemontana Veneta, arrivano le carte per gli espropri a fronte di un fumoso progetto di massima.

Procedure ai limiti dell’assurdo, appoggiate da una stampa “Gruccia del potere” Ma questa è l’Italia che estrae risorse dai suoi cittadini per ridistribuirle verso opere costosissime la cui utilità sociale non è stata mai dimostrata se non vogliamo definire di pubblica utilità la corruzione, la concussione e le mazzette!

Tav Veneto - 04

E’ peggio della Pedemontana Veneta, arrivano le comunicazioni di esproprio a fronte di un “Progetto di massima” in assenza totale di un progetto definitivo e di una seria valutazione di impatto ambientale, si presentano con le loro attrezzature nelle case degli Italiani per eseguire sopralluoghi e carotaggi senza che il “Progetto Definitivo” INESISTENTE sia stato visto e approvato dal CIPE e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il tutto mentre “Lorsignori” ci chiedono rispetto mentre in loro è totalmente assente il rispetto delle norme che disciplinano l’approvazione di progetti simili. E’ ora che “Lorsignori” cessino queste illegalità procedurali che generano danni incalcolabili ai valori patrimoniali e danni esistenziali alle persone interessate. Ma quando si tratta di ascoltare, dare, comprendere, condividere e democrazia, “Lorsignori” diventano improvvisamente sordi e ciechi a fronte di giuste e doverose osservazioni come quelle scritte dal giornalista di VVox, anzi qualche volta portano a esorbitanti richieste di danni, anche di decine di migliaia di euro, a seguito di danni esistenziali, perdita di sonno e stress da osservazioni causato a “Lorsignori”.

Da Veneto Vox di Erasmo Venosi

Cattura 01

Tav Vr-Pd, non possono entrare nelle case!

Tutti i problemi e le procedure (anomale) della fase preliminare di un’alta velocità discussa e discutibile

La saga del “non progetto” dell’alta velocità/capacità a Vicenza continua. Un’estemporanea e ridicola “non procedura” persevera impunemente, generata da intese tra soggetti giuridicamente incompetenti come le corporazioni di arti e mestieri e il Comune di Vicenza.

Un minimo di serietà istituzionale avrebbe indotto a sottoscrivere accordi ai sensi della legge 241 del 1990. Invece nulla.

Tav Veneto - 06Queste anomalie procedurali generano sostanziose perdite di valori patrimoniali di residenze e terreni interessati alla linea, poiché è stato propalato senza vergogna uno studio di fattibilità come fosse un progetto definitivo con relativo studio d’impatto ambientale.

In barba a direttive comunitarie e Codice Appalti si attribuisce a un incompetente Consiglio Comunale il ruolo di organismo che approva il “non progetto”.

A supporto di quest’operazione, una stampa locale che svolge eccellentemente il ruolo di gruccia del potere. Questa è l’Italia del default sociale, economico e ambientale.

L’Italia che estrae risorse dai suoi cittadini e dalle imprese per ridistribuirle verso opere costosissime la cui utilità sociale non è stata mai dimostrata e il cui eventuale completamento avverrà in tempi lunghissimi, causa scarsità di finanziamenti.

La prova è rappresentata dalla scelta del sistema dei lotti costruttivi. In verità la Verona-Padova, nel progetto ancora vigente del 2006, presenta una perdita di benessere sociale pari a mezzo miliardo di euro (analisi costi benefici di Iricav 2).

Altri danni derivano proprio dalla procedura scelta, che permette ai soggetti interessati di far compiere carotaggi chiedendo di entrare in terreni e residenze private.

Richiesta legalmente possibile a seguito della dichiarazione della pubblica utilità, che avviene solo dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Allora perché viene richiesto a diversi cittadini il permesso di entrare nelle loro case? Ancor più grave se, come sembra, uffici del Comune hanno recapitato lettere di avviso di possibile esproprio. Fatto gravissimo se si considera che non c’è il progetto e ancor più non esiste un’analisi degli impatti e una valutazione della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente.Tav Veneto - 08

I cittadini coinvolti in carotaggi e richieste di verifica degli immobili sono a mio avviso non tanto gli espropriandi da identificare a progetto definitivo approvato, ma i cosiddetti “frontisti alla linea”, cioè in concreto l’abitazione ubicata ai lati della linea senza nessun ostacolo interposto, e i “frontisti al cantiere“ ovvero le abitazioni ubicate ai lati del perimetro del cantiere.

Queste due categorie sono interessate da danni temporanei dovuti ai lavori del cantiere e danni permanenti da esercizio ferroviario.

Quali danni? Quelli da cantiere sono la riduzione di accessibilità, l’immissione di polveri, l’immissione di rumore e di vibrazione. I danni da linea costruita sono la riduzione di luminosità e soleggiamento, la modifica delle condizioni ambientali (veduta e paesaggio), immissione di rumore e di vibrazione.

Condizioni maggiormente cautelative sono previste per le aree agricole, dove per esempio non esiste la categoria del frontista, ma la possibilità, per i proprietari di fabbricati rurali a uso abitativo compresi nella fascia di 30 metri dalla più vicina rotaia, di scegliere se mantenere la proprietà e percepire un indennizzo pari al 50% del costo di ricostruzione del fabbricato o un indennizzo pari al costo di costruzione.

Evidente la differenza con le residenze delle aree urbane, dove l’indennità di esproprio sono pari al valore di mercato. Gli indennizzi da corrispondere per rumore e vibrazione, a mio giudizio, difficilmente saranno mai corrisposti a causa della capziosità delle procedure tecniche utilizzate.

Nel caso del rumore il riconoscimento dell’indennizzo è solo per i proprietari di abitazioni “frontiste“ e viene corrisposto tenendo conto: a) dei dati di acustica predittiva; b) della capacità di isolamento dei fabbricati; c) della misura del rumore fatta prima dell’opera; d) se la differenza tra il rumore prima dell’opera e il rumore dopo l’opera è superiore a 3 decibel.

In pratica tale valore corrisponde al raddoppio dell’energia acustica prodotta tra prima e dopo la costruzione della linea. La procedura per l’indennità da vibrazioni tiene conto dei cosiddetti “testimoniali“ ovvero di “segni” che testimoniano precedenti danni sulla residenza, e l’indennità corrisposta è pari a due quote annuali di manutenzione addizionale, che tengono conto del costo di costruzione delle opere non strutturali del fabbricato oggetto di stima.

La richiesta di entrare nelle residenze forse consente di stimare lo stato di conservazione delle medesime ai fini della corresponsione d’indennità da danni temporanei e permanenti.

Urge quindi il rispetto delle norme che disciplinano l’approvazione di progetti simili e la cessazione di queste illegalità procedurali che generano danni incalcolabili ai valori patrimoniali e danni esistenziali alle persone interessate.

Tav Veneto - 10

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