Ambiente/Inquinamento/Territorio

Il Parlamento italiano mette l’etichetta con i prezzi su ambiente, territorio e ecosistema.

E mentre il Santo Padre cerca di far capire ai politici quanto sia importante difendere il territorio “Lorsignori” trasformano l’ecosistema e l’ambiente in prodotti di mercato da svendere in cambio di una “Crescita” finora dimostratasi ipotetica e irraggiungibile usando questi sistemi.

Ecosistema a saldo - 03

Da Re Common: Il Parlamento italiano non va d’accordo con il Papa? di Luca Manes

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Che incredibile coincidenza temporale. Proprio nel giorno in cui l’Espresso rivelava con uno scoop che ha fatto il giro del mondo il contenuto dell’enciclica “ambientalista” di Papa Francesco, il Senato italiano ha approvato il decreto legislativo sulle Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e il contenimento delle risorse naturali. Bene, bravi bis! Hanno preso subito alla lettera il Santo Padre, lor signori del Parlamento, verrebbe da pensare. 

Peccato che il diavolo stia nei dettagli, o meglio in alcuni articoli del decreto. Come il 50, che istituisce il “comitato per il capitale naturale”, composto da nove ministri e dai rappresentanti di una pletora di istituzioni. Capitale e naturale non sembrano proprio due parole che stanno così bene l’una dietro l’altra, ma tant’è. Sui poteri del comitato il dettato legislativo non offre molti dettagli, però si capisce che dovrà appiccicare un’etichetta su pezzi di natura. 

E poi c’è l’articolo 53, in cui si “delega al Governo per l’introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali”. Si legge al comma 1: “prevedere che il sistema di PSEA sia definito quale remunerazione di una quota di valore aggiunto derivante, secondo meccanismi di carattere negoziale, dalla trasformazione dei servizi ecosistemici e ambientali in prodotti di mercato, nella logica della transazione diretta tra consumatore e produttore. 

Dare un valore alla natura e catapultarla in meccanismi di mercato appare in evidente contraddizione con il messaggio papale. Altro che “salvate la Terra dall’uomo”, qui c’è una chiara intenzione di monetizzare tutto quello che di buono e ancora incontaminato offre la terra in nome del dio denaro. 

Nella sua enciclica Papa Francesco si è spinto fino alla critica senza se e senza ma ai meccanismi di mercato che in teoria dovrebbero salvare il Pianeta, tuttavia in pratica lo finiscono di affossare. Insomma, è arrivata l’ora di dare l’estrema unzione ai carbon credits, il sistema di compravendita di crediti di CO2 nato per trovare le risorse economiche necessarie a ridurre le emissioni di gas serra. Altro che benefici, “non aiuteranno a diminuire le emissioni di gas inquinanti, ma incentiveranno una nuova forma di speculazione”. 

Il corto circuito è palese. Il Papa punta il dito contro il ruolo del mercato nella salvaguardia dell’ambiente e nella lotta ai cambiamenti climatici, il Parlamento italiano segue il cattivo esempio di altri paesi e crea strumenti che proprio al mercato strizzano l’occhio. Chissà se lo hanno detto a Bergoglio…

Ecosistema a saldo - 02

 

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