Politichese e dintorni

Galan: «non lascio Camera, con me Stato risparmia»

«A questo parlamento, che non mi ha permesso di difendermi votando il mio arresto mentre ero in ospedale io non devo nulla».

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Da Veneto Vox di Alessandro Mussolin

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Davvero non capisco, perché si accaniscono tanto contro di me, cosa vogliono?».

«A questo parlamento, che non mi ha permesso di difendermi votando il mio arresto mentre ero in ospedale io non devo nulla. Con un presidente ai domiciliari l’erario ha risparmiato, visto che nelle condizioni in cui mi trovo non percepisco né la diaria per le sedute a Roma né l’indennità supplementare connessa alla carica.

Galan - 03La legge Severino per ora non mi tocca, si deve attendere la Cassazione, e fino a quel momento resto al mio posto, nel gruppo di Forza Italia e in commissione». Così l’ex presidente del Veneto ed ex ministro della Cultura Giancarlo Galan ha commentato indignato sul Corriere del Veneto le richieste del Movimento Cinque Stelle di rinunciare al suo scranno di deputato e alla presidenza della commissione Cultura alla Camera. Tra poco più di un mese infatti, quando scadranno i termini della carcerazione preventiva inflittagli dopo il patteggiamento per corruzione a 2 anni e 10 mesi nell’ambito dell’inchiesta sul Mose, Galan potrebbe riprendere la sua attività di parlamentare almeno fino al voto sulla sua decadenza da parte della Camera.Galan - 04

«Nel nostro ordinamento non sono ammissibili strumenti volti a revocare il presidente di un organo parlamentare – allarga le braccia la presidente della Camera Laura Boldrini -. La rinuncia alla carica discende dalle autonome determinazioni del deputato Galan». «Al Capo dello Stato non è consentito dalla Carta costituzionale intraprendere iniziative incidenti sull’autonoma organizzazione della vita parlamentare», è la nota del consigliere dell’allora Presidente Napolitano, Giancarlo Montedoro. «Non spetta certamente a me intervenire per svolgere pressioni o indurre a dimissioni che il diritto parlamentare esclude – avverte il portavoce di Forza Italia Renato Brunetta -. Tali pressioni sarebbero del tutto indebite». Insomma, non resta che rimettersi alle volontà di Galan che però non ha alcuna intenzione di dimettersi: «Le polemiche contro di me sono speciose, pretestuose. I Cinque Stelle si vergognino! È la legge a dire che ho il diritto di restare al mio posto fino alla sentenza definitiva, se la prendano con la legge, non con me. Quando la Camera voterà la decadenza, se la voterà, allora me ne andrò (…)

Davvero non capisco, perché si accaniscono tanto contro di me, cosa vogliono?».

Giancarlo Galan alla Camera durante la conferenza stampa per illustrare la sua memoria difensiva, Roma 23 giugno 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Giancarlo Galan alla Camera durante la conferenza stampa per illustrare la sua memoria difensiva, Roma 23 giugno 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

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