Politichese e dintorni

Ai Veneti non piacciono le Ladylike e in Italia il PD perde consensi da tutti i pori!

Indipendentemente da quanto fatto, anche se sarebbe più giusto dire da quanto non fatto dal governo Renzi, il forte calo di consensi del PD sembra essere solamente il frutto del seme dell’arroganza, dell’inconsistenza e dei mille annunci mai divenuti fatti.

Moretti

Anzi, a dire il vero, visto quanto fatto dal governo fino ad oggi troppi ne ha presi di voti, evidentemente la politica della censura preventiva alla informazione pubblica ed il servilismo di certe reti TV e giornali qualche frutto lo hanno portato, ma non abbastanza da garantire quel successo in cui tanto speravano!

Il Movimento è vivo e vegeto e resta il secondo partito d’Italia. Il Centro Destra è Salvini, ed è ormai lampante che Renzi ha toppato alla grande. Questa volta non c’erano gli 80,00 Euro e in percentuale il PD ha perso tantissimi voti, forse speravano che le votazioni durante il primo ponte li avrebbe aiutati confidando nello zoccolo duro degli iscritti sui territori, ma ai loro, sembra proprio che lo zoccolo si sia stancato di fare da zerbino al fiorentino che non deve chiedere mai.

Dal presunto 7-0 finisce, per ora, con un 5-2 ma che dovrebbe essere un 4-3, vista che De Luca non può essere insediato (a meno che il PD, sempre coerente non modifichi la Severino). Ma potrebbe diventare anche un bel 3-4 se consideriamo che in Puglia a vinto “Emiliano” che sarà anche del PD, ma non è certo ben visto da Renzi che lo ha snobbato per tutta la campagna elettorale e inoltre ha già proposto un assessorato ai 5 Stelle, Renzi ne sarà lieto, ma chissà magari il 5 Stelle non accetterà e così salverà capra e cavoli.

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Da Giornalettismo

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Regionali: lo stop del Pd di Renzi. Torna il M5S. Forza Italia non esiste più   del 01/06/2015 – di Marco Esposito

E’ ancora presto, mentre scriviamo, per fare un’analisi puntuale di quanto è avvenuto alle elezioni regionali 2015. Ci torneremo in maniera più analitica nei prossimi giorni, con i dati certi, e le percentuali dei voti vari. Ma possiamo mettere insieme alcuni punti fermi.

Alessandra Moretti ha fatto Flop.

Doveva essere la candidata che rendeva finalmente competitivo il centrosinistra in Veneto. Non è stato così. L’ex parlamentare europea non è MAI stata in corsa per vincere queste elezioni, nonostante lo “scisma” di Flavio Tosi, potente sindaco leghista di Verona.

La Liguria è una caporetto per il Pd

La scelta della candidatura di Raffaella Paita è stata sbagliata. Ha vinto le primarie, molto contestate, ma la verità è che il popolo del centrosinistra l’ha rifiutata. Il risultato di Pastorino non giustifica il suo flop. La vittoria di Toti è l’ancora di salvezza di Forza Italia, che altrimenti raccoglie risultati disastrosi a livello di partito. La verità è che Silvio Berlusconi, potrà dire che dove il centrodestra è unito, e riesce a candidare un “moderato”, il centrodestra vince. Questo lo aiuterà a dar forza alla tesi che i “moderati”, dalla Lega ad Alfano devono restare uniti.

Il Movimento 5 Stelle è vivo e vegeto.

E ci si dovrà fare i conti ancora a lungo. Chi pensava di aver definitivamente chiuso i conti con il movimento di Grillo dopo le Europee deve ricredersi. Il Movimento 5 Stelle ha ancora capacità attrattive verso i “delusi” dalla politica e dai partiti. La cura Renzi non è bastata. Il Movimento 5 stelle è tra i vincitori di queste elezioni regionali, anche se non porta a casa nessun presidente di regione.

Il Trionfo di Salvini

E’ ancora presto per fare un bilancio sulle liste nel loro complesso, soprattutto perché mancano i dati veri. Ma è evidente che la Lega di Salvini ha cambiato le gerarchie nel centrodestra. Senza Salvini non c’è centrodestra possibile. La Lega è il primo partito dell’eventuale coalizione, anche se la sua vittoria “interna” viene mediaticamente pareggiata dalla vittoria di Toti in Liguria, che si contrappone – con la sua vicinanza a Silvio Berlusconi, a quella di Zaia in Veneto. Ma una cosa è certa: è il leader leghista a dare le carte al tavolo che una volta era dominato da Silvio Berlusconi. E in ottica Italicum, la cosa avrà il suo peso.

Il Pd ha sbagliato i candidati

Ci piace citarci. E quindi lo facciamo. In parte lo avevamo scritto qualche giorno fa: alle elezioni locali i candidati sono importanti. Dove sbagli i candidati il Pd rischia. In liguria è andata male, come in Veneto, in Umbria si è sfiorata la “tragedia” per Catiuscia Marini, che però si è salvata. Si vince con una classe dirigente diffusa, nuova, e capace. Se Alessandra Moretti può reggere botta in un talk contro una Santanché qualsiasi, questa non la rende automaticamente un’amministratrice capace. In Veneto se ne sono accorti (quasi) tutti.

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