Ambiente/Inquinamento/Territorio

Discarica di Bussi: Pressioni sui giudici popolari per far decadere il reato di dolo e assolvere i dirigenti della Montecatini e il CSM avvia un’istruttoria.

Questa la testimonianza di uno dei giudici popolari: La sentenza fu emessa dopo una seduta durata circa cinque ore. “In realtà appena ci siamo riuniti abbiamo ordinato il pranzo. Dopo aver pranzato abbiamo iniziato a discutere del più e del meno, di vacanze e viaggi e senza alcuna votazione sono rientrati in aula.

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Di seguito nell’articolo del Fatto Quotidiano le dichiarazioni che hanno dato il via ad una istruttoria avviata dal CSM per pressioni sui giudici popolari.

Discarica Bussi, giudici popolari: “Dissero di non condannare Montedison per dolo”

Ma per quale motivo i dirigenti della Montedison erano stati portati sul banco degli imputati?
 

I Fatti: Le analisi dell’Istituto superiore della sanità sul sito di rifiuti tossici più grande d’Italia in provincia di Pescara: “Nessun controllo su rete idrica, coinvolte anche scuole e ospedali”. La contaminazione è andata avanti fino al 2007. Realacci (Pd): “Nel sito ex Montecatini Edison 1 milione 800mila tonnellate di scorie”

Al seguente link le motivazioni delle accuse:

Abruzzo, “acqua contaminata a 700mila persone”: allarme Iss su discarica di Bussi

Bussi - 02

Al processo gli imputati vennero tutti assolti, e adesso salta fuori che, con molta probabilità, i rappresentanti della giuria popolare avevano subito pressioni.

Alcuni Rappresentanti della giuria popolare non hanno letto la documentazione e non hanno votato alla fine della camera di consiglio, e avrebbero subito pressioni … UDITE UDITE … da parte del presidente della Corte di Assise tale Camillo Romandini nel corso di una cena il 16 dicembre 2014, alla quale avrebbe preso parte l’altro togato tale Paolo di Gerolamo, che nel frattempo è stato promosso in Cassazione.

Le pressioni sarebbero state rivolte per ottenere la derubricazione del reato di disastro ambientale da doloso a colposo. Questo ha di fatto implicato la prescrizione del reato e l’attenuazione della pena (nulla) ma anche la possibilità di avviare un procedimento civile per ottenere da Montedison il risarcimento milionario per il territorio.

Un giudizio che si è concluso davanti alla Corte d’assise di Chieti con l’assoluzione di tutti i 19 imputati, quasi tutti dei dirigenti della Montedison, dall’accusa di avvelenamento doloso delle acque e la prescrizione del reato di inquinamento colposo. La Procura aveva chiesto condanne a pene tra i 4 e i 12 anni, ritenendo anche il secondo reato doloso

Russia viola piano Zero rifiuti di Sochi 2014: discarica in zona vietata

Qui di seguito altre dettagliate spiegazioni: Da “Prima da noi” Quotidiano on line d’Abruzzo

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Lo scandalo sulla sentenza di Bussi rischia di diventare il “Watergate d’Abruzzo”

E l’avvio dell’istruttoria partita da una segnalazione del Fatto Quotidiano.

Da il Fatto Quotidiano del 9 maggio 2015

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Discarica di Bussi, Csm avvia istruttoria per pressioni sui giudici popolari

Il Consiglio superiore della magistratura vuole vederci chiaro, perché nel caso del processo sulla discarica Montedison di Bussi (Pescara) ci sono ancora troppi aspetti su cui far luce.

Su tutti, le pressioni esercitate su giudici popolari, come documentato da un’inchiesta del Fatto Quotidiano. Per far ciò, il Csm ha avviato un’istruttoria. La vicenda giudiziaria, del resto, si è conclusa davanti alla Corte d’assise di Chieti con l’assoluzione di tutti i 19 imputati dall’accusa di avvelenamento doloso delle acque e la prescrizione del reato di inquinamento colposo, mentre la Procura aveva chiesto condanne a pene tra i 4 e i 12 anni, ritenendo anche il secondo reato doloso.

Ma al di là della sentenza, da Palazzo dei marescialli vogliono sapere anche altro: il primo passo deciso dalla Prima commissione del Csm è chiedere informazioni al procuratore generale dell’Aquila e insieme acquisire i verbali di udienza con le conclusioni del processo. Obiettivo di questa ricognizione è proprio quello di accertare se sia stata avviata un’indagine penale sul caso delle testimonianze di due giudici popolari che hanno chiesto di mantenere l’anonimato. Secondo il loro racconto, non solo non avrebbero mai letto gli atti del processo, ma in una cena con i giudici togati qualche giorno prima della camera di consiglio, il presidente della Corte avrebbe detto loro che se avessero condannato per dolo gli imputati, questi avrebbero potuto poi chiedere personalmente a loro il risarcimento del danno, se fossero stati assolti in appello.

I relatori del fascicolo sono sia il togato di Unicost Rosario Spina sia la laica di Sel Paola Balducci, presidente della Prima Commissione. Ma tra i consiglieri ci sono dubbi sulla stessa competenza del Csm a occuparsi del caso. È esplicito il laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin: “se i fatti sono quelli denunciati, la competenza, più che della Prima Commissione, è penale e disciplinare”

Da Abruzzo 24 ore TV alcuni articoli che potrebbero interessare sui fatti relativi all’inquinamento provocato dalla discarica “BUSSI” – Abruzzo 24 Ore TV

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