Comune di Cassola

Archivio di Famiglia – Parte 2

L’archiviazione della denuncia dei Pasinato contro chi protestava, anche con vigore, contro la proposta di insediamento di un Inceneritore nel comune di Cassola, viene ripresa e commentata in un lungo, ma interessantissimo articolo pubblicato su Bassano net, ed è l’occasione giusta, per il direttore, per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa.

08 Archivio di Famiglia

Lo riproponiamo “tal quale” come direbbe qualcuno ma, data l’insolita lunghezza lo divideremo in pue parti, ci asteniamo, al momento, da qualsiasi commento, resta valida la promessa di pubblicazione integrale della denuncia, della sentenza e forse degli allegati (piuttosto corposi)

E per chi avesse voglia di fare un tuffo, no, non nella piscina dell’Acquapork, ma in un passato abbastanza recente, alla fine dei due articoli troverete i link ad alcuni video oltre che ad articoli sul “Gassificatore” pubblicati su Bassano net nel periodo 2012/2013.

Archivio di Famiglia – Parte 2
Di Alessandro Tich – bassanonet.it, 08 maggio 2015

Cattura 01

Per leggere l’articolo sul sito di Bassano Più: Cliccare qui

Buona lettura

Il ras, la ghigliottina e il samurai

Ma la parte più interessante della sentenza riguarda i commenti sul web.

Per i quali il giudice si richiama al “fondamento costituzionale del diritto di critica politica”. Il quale, nell’ambito penale, “é esimente la diffamazione”.

Esclude, cioè, la diffamazione a meno che le frasi contestate siano tali “da ledere l’onore e la reputazione di una persona”. Proprio quello che i due politici cassolesi ritenevano di aver subito. Ma il giudice precisa: “Nel diritto di critica politica si richiede che il fatto trattato sia di interesse pubblico (…)”.

Pertanto, “pur in presenza di frasi dall’intrinseco contenuto offensivo”, le accuse vengono rispedite al mittente: “Quanto maggiore è il potere esercitato, tanto maggiore è l’esposizione alla critica, perché chi esercita poteri pubblici deve essere sottoposto ad un rigido controllo sia da parte dell’opposizione politica che dei cittadini”.

I post degli utenti di Bassanonet e dei social finiti sotto inchiesta risultano pertanto “giustificabili nell’ottica della critica politica”. E il loro linguaggio assume efficacia proprio per essere il più delle volte “sguaiato e sconveniente” ricorrendo “alla battuta, all’uso del termine forte che subentra, come surrogato, ad un ragionamento o ad una valutazione”

Presentazione del Gassificatore ai cittadini di Cassola

Presentazione del Gassificatore ai cittadini di Cassola

Qualche esempio? L’epiteto “ras di Cassola” espresso dall’utente “parsifal” non viene ritenuto “gratuitamente offensivo”: “Piena continenza sia ideologica che linguistica”. Mentre l’essere “presi per il culo” (“ciuffobianco”) “è espressione sicuramente non educata ma, nel linguaggio comune, quella più in uso per esprimere il concetto del sentimento patito da quei cittadini”.

E quando sempre “ciuffobianco” invoca “la presenza di “forconi, ghigliottine, capestri” davanti al Comune, “prospetta una protesta eclatante dei cittadini – scrive il Gip – con un termine che richiama altre proteste avutesi, senza che qualcuno vi abbia patito violenza, come quelle di movimenti denominati, appunto, “forconi” che hanno anche inscenato cappi per mostrare la loro contrarietà ai politici di turno”.

E c’è anche “la frase sul samurai”, ossia che “politici come loro dovrebbero fare harakiri come i samurai ma non hanno neanche le palle per farlo”.

Riteniamo inidoneo il sito e non diamo l'autorizzazione

Riteniamo inidoneo il sito e non diamo l’autorizzazione

Per il giudice la frase “ha solo il sapore di una boutade (…). Parlare di istigazione al suicidio appare, perciò, fuor di luogo, perché priva di ogni seria ragionevolezza”.

Potrei proseguire ancora a lungo. Mi limito agli esempi sopra riportati per sintetizzare l’impianto valutativo con il quale il giudice ha ritenuto del tutto privo di fondamento il castello accusatorio dell’atto di querela.

Per il Gip le frasi contestate “non hanno il valore diffamatorio inteso (…), perché espressione della critica politico amministrativa in un caso di elevata rilevanza pubblica con il concreto pericolo di compromissione del principale bene, privato o pubblico: la salute”. Ne è conseguita “la condivisione della richiesta del Pm” e quindi “l’archiviazione di tutte le posizioni”.

Il sasso nella scarpa

Fin qui – ringraziandovi per l’enorme pazienza – vi ho riportato il doverosamente lungo e articolato resoconto circa l’esito del procedimento legale conseguente alla vicenda del gassificatore e trascinatosi per tre anni.

Ma manca ancora un puntino sulle “i”. O, se preferite, un sasso nella scarpa che a questo punto mi devo togliere.

Perché all’origine del procedimento legale emerge un vezzo che periodicamente riaffiora tra gli esponenti della politica locale: quello di omettere l’evidenza che l’area dei commenti e del forum di Bassanonet è uno spazio distinto e separato – anche sotto il profilo delle responsabilità di legge – dalla testata giornalistica e di adire le vie legali per lanciare un tentativo di attacco all’informazione presuntamente non gradita.

La Fiaccolata

La Fiaccolata

E questo perché, nella formulazione originaria dell’atto di querela, tra i destinatari della denuncia c’era anche chi vi scrive. A mia insaputa, però: vi posso giurare sui miei figli che ero ignaro del fatto di essere stato querelato.

Non ho infatti mai ricevuto nessuna notifica giudiziaria al riguardo, anche se ho più volte sentito le “voci” secondo le quali i Pasinato avevano sporto denuncia nei miei confronti, salvo poi ritirarla in un secondo momento.

Ma per me è rimasto sempre un “sentito dire”, un sasso che per tutto questo tempo ha continuato a rotolare nella mia scarpa. Finché – in questi giorni – sono venuto finalmente in possesso degli atti del procedimento legale. Ed è stata un’assoluta sorpresa.

Ecco la rivelazione: nella denuncia-querela originaria “con richiesta di emissione di misura cautelare e/o provvedimento d’urgenza”, datata 12 aprile 2012, l’allora sindaco e l’ex sindaco di Cassola “sporgono denuncia e querela”, oltre che nei confronti degli altri destinatari del provvedimento, anche nei miei confronti.

Così infatti – con quel linguaggio artatamente astruso di cui gli avvocati, nei loro atti, sono maestri assoluti – recita testualmente la denuncia:

“Pasinato Silvia (…) e Pasinato Antonio (…) sporgono denuncia e querela nei confronti degli autori dei fatti di reato sopra descritti, ed in particolare (…) della persona identificata on-line al sito bassanonet.it con il nickname Alessandro Tich, direttore responsabile di Bassanonet (…), del quale si chiede sin d’ora la compiuta identificazione ad opera di codesta A.G., per i fatti delittuosi sopra descritti integranti la fattispecie di concorso nei reati di cui agli articoli 594, 595, 612 e 414 c.p.”

Mi faccio una ripassata del Codice Penale per vedere quali sono i reati di cui, nella prima versione della querela poi evidentemente ritirata nei miei confronti, secondo i Pasinato sarei stato correo.

Articolo 594: “Ingiuria”. Articolo 595: “Diffamazione”. Articolo 612: “Minaccia”. Articolo 414: “Istigazione a delinquere”.

Inoltre viene contestato che “l’utente denominato tich, il quale, a quanto consta, riveste la qualifica di “direttore responsabile” di bassanonet.it (…), pur avendo esplicitamente preso atto dell’utilizzo da parte degli utenti di toni minacciosi ed epiteti personali, ha omesso, in alcun modo, di intervenire censurando le frasi gravemente offensive e minacciose pubblicate via via dagli utenti, frasi che, ad oggi, sono ancora pubblicate sul relativo sito internet.”

Non aggiungo altro per non personalizzare troppo la questione.

Ma permettetemi in conclusione di osservare che accusare il direttore responsabile di Bassanonet di concorso nei “fatti delittuosi sopra descritti” – arrivando persino alla deduzione che il sottoscritto avrebbe istigato pubblicamente altre persone a delinquere – rappresenta una grave e palese distorsione del mio ruolo e della mia dignità di giornalista, nonché dell’autonomia che contraddistingue la linea editoriale di Bassanonet.

Un’offesa alla nostra e in particolare alla mia credibilità professionale e all’indipendenza del nostro lavoro che il successivo ritiro della querela nei miei confronti non cancella. Perché quelle cose sono state pensate, formulate e messe nero su bianco e, come insegnano gli avvocati, scripta manent.

E allora è meglio che certe cose le scriva anch’io

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 Biciclettata NO GASSIFICATORE A CASSOLA, 1 Maggio 2012

Dichiarazioni Presidente Provincia – Maggio 2012

 

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UN TUFFO NEL PASSATO 

(Cliccare sui link in verde per leggere i relativi articoli)  

104 - Ripasso
A Cassola arriva il gassificatore. Ma il sindaco non sa nulla

101 - Ripasso

Gassificatore all’assemblea scoppia il finimondo

102 - Ripasso

Da Pasinato insinuazioni provocatorie

103 - Ripasso

Ribadisco che del progetto Karizia non ero a conoscenza

105 - Ripasso

Anche la Provincia “spegne” il gassificatore

 

 

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