Comune di Cassola

Archivio di Famiglia – Parte 1

L’archiviazione della denuncia dei Pasinato contro chi protestava, anche con vigore, contro la proposta di insediamento di un Inceneritore nel comune di Cassola, viene ripresa e commentata in un lungo, ma interessantissimo articolo pubblicato su Bassano net, ed è l’occasione giusta, per il direttore, per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa.

 06 Archivio di Famiglia

Lo riproponiamo “tal quale” come direbbe qualcuno ma, data l’insolita lunghezza lo divideremo in pue parti, ci asteniamo, al momento, da qualsiasi commento, resta valida la promessa di pubblicazione integrale della denuncia, della sentenza e forse degli allegati (piuttosto corposi)

E per chi avesse voglia di fare un tuffo, no, non nella piscina dell’Acquapork, ma in un passato abbastanza recente, alla fine dei due articoli troverete i link ad alcuni video oltre che ad articoli sul “Gassificatore” pubblicati su Bassano net nel periodo 2012/2013.

Archivio di Famiglia – Parte 1
Di Alessandro Tich – bassanonet.it, 08 maggio 2015

Cattura 01

Per leggere l’articolo sul sito di Bassano Più: Cliccare qui

Buona lettura

Silvia e Antonio Pasinato querelano 12 (ndr 13) persone, di cui 9 utenti di Bassanonet, per i commenti sul caso gassificatore. Il giudice archivia l’atto: “Accettabili esternazioni di critica politica”. E chi vi scrive si toglie un sasso dalla scarpa.

“Nell’ottica dialettica e di ricerca di quale sia il fine ultimo dell’operare dei propri amministratori, il dubitare della correttezza di scelte e di comportamenti, anche solo apparentemente neutri, ricade nell’ambito del controllo democratico, essendo mirato non all’insulto ma alla trasparenza dell’azione amministrativa.”

Michele Boato

Michele Boato

E’ un passo delle dieci pagine del dispositivo dell’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vicenza Stefano Furlani, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Giulia Floris, ha disposto l’archiviazione della denuncia-querela presentata nel 2012 dall’allora sindaco di Cassola Silvia Pasinato e dall’ex sindaco e allora capogruppo di maggioranza di Cassola Antonio Pasinato nei confronti di 12 persone accusate a vario titolo di diffamazione a mezzo stampa, minacce aggravate, ingiurie aggravate, istigazione a delinquere e istigazione al suicidio in merito alla vicenda del gassificatore, ovvero del progetto dell’“Impianto industriale di recupero di materia da rifiuti non pericolosi e pericolosi” presentato dalla società Karizia Tecnology Srl.

A finire nel registro degli indagati erano stati l’allora consigliere comunale di opposizione Celestina Tessarolo e altre 11 persone, di cui 9 utenti di Bassanonet (attivi nello spazio dei commenti del nostro portale con i nickname: “parsifal”, “maxijena”, “senzasperanza”, “benito4ever”, “rogas”, “cocco”, “ciuffobianco”, “aparvera” e “anarkos”) oltre all’utente facebook con nickname “gassificatore di rifiuti pericolosi e non a cassola-Vi” e all’utente facebook con nickname “Lisa Fusti”.

Celestina Tessarolo era finita nel mirino della denuncia per un atto pubblico. Secondo l’accusa, nella seduta del consiglio comunale del 16 marzo 2012 la Tessarolo “si rivolgeva al Sindaco, sig.ra Silvia Pasinato, nonché al Consigliere Antonio Pasinato, con tono allusivo e con frasi sottintese, asserendo che gli stessi fossero a conoscenza del progetto del gassificatore prima della sua presentazione e che gli odierni querelanti avessero qualche asserito interesse in tale progetto.”

Nella denuncia vengono riportate le frasi “incriminate” del consigliere di minoranza, tra le quali: “…o venite a prenderci per il fondo schiena per favore e scusate il termine, un progetto da 22 milioni e mezzo di euro”

22 milioni e mezzo di euro e voi non sapete niente? 

Questa ed altre molto più esplicite affermazioni della Tessarolo venivano definite dai due querelanti “denigranti della loro dignità personale” in quanto “allusive, sollevando subdole insinuazioni in ordine alla condotta, anche morale, degli scriventi (…)”.

Ma la quasi totalità dell’atto di querela è riferito agli interventi postati dagli utenti denunciati nello spazio dei commenti di Bassanonet, che all’epoca aveva dedicato decine e decine di articoli alla vicenda del gassificatore, essendo stata anche la prima testata giornalistica in assoluto ad aver tirato fuori la notizia:

(articolo del 7 marzo 2012: “A Cassola arriva il gassificatore. Ma il sindaco non sa nulla”).

Per quattro mesi la questione del contestato progetto aveva dominato l’homepage del nostro portale, scatenando una discussione – a colpi di post nell’area dei commenti riservata alla community – senza precedenti: sia nei contenuti, che nella quantità degli interventi, che nei toni.

Contenuti e toni che, per Pasinato padre e figlia, “in molte occasioni (…) divenivano pretesti per strumentali e deliberati attacchi personali nei confronti degli odierni querelanti, oltre che dello stesso Comune di Cassola, travalicando in ingiurie, offese, subdole attribuzioni di fatti, aventi anche rilevanza penale, per mezzo anche di espressioni insinuanti, allusive, sottintese, ambigue e suggestionanti”.

Dopo una ventina di pagine con l’elencazione di tutti i post ritenuti lesivi, sindaco e capogruppo di maggioranza evidenziavano che “a seguito dei fatti di reato sopra descritti (…) hanno subito e stanno subendo gravissimi danni, consistenti anche in un patimento morale, a causa delle offese, ingiuste ed ingiustificate (…)” e che inoltre versavano “in uno stato d’ansia e di paura a causa delle reiterate minacce, anche di morte, contenute nelle pubblicazioni (…)”. Oltre a subire “gravissimi danni alla loro immagine, a causa delle gravissime offese, pubblicamente comunicate attraverso il web (…)”.

Da qui la richiesta – a cui il giudice non avrebbe dato seguito – dell’“emissione della misura cautelare e/o provvedimento d’urgenza del sequestro preventivo delle pagine web contenenti i gravissimi messaggi ingiuriosi, diffamatori e minacciosi (…) mediante oscuramento dei relativi siti internet che ospitano tali attacchi denigratori (…)”.

Pasinato senior e junior, nella denuncia ai querelati per i fatti contestati, ne chiedevano “sin d’ora la condanna”, a seguito di rinvio a giudizio, riservandosi inoltre “l’eventuale costituzione di parte civile al fine di ottenere il ristoro dei danni tutti derivanti dai fatti di reato commessi”.

Tanto tuonò che non piovve

Ma tanto tuonò…che non piovve. E’ accaduto infatti che le pesantissime tesi accusatorie contenute nell’atto di querela di Silvia e Antonio Pasinato siano state smontate dai magistrati: sia inquirente che giudicante.09 Archivio di Famiglia

Con un’ordinanza – datata 30 aprile 2015 – che costituisce un precedente, e che fa quindi giurisprudenza, riguardo alla vessata questione del diritto di critica – finanche espressa in modi ingiuriosi e offensivi – nei confronti di esponenti politici nel loro svolgimento di funzioni pubbliche e istituzionali. E’ successo, nella fattispecie, che – in merito all’intervento di Celestina Tessarolo in consiglio comunale e ai numerosi commenti degli utenti di Bassanonet, nonché di facebook, oggetto della querela – il pubblico ministero della Procura di Vicenza Giulia Floris ha ritenuto “trattarsi di accettabile esternazione della critica politica”, richiedendo pertanto al Gip l’archiviazione del procedimento. 

Una richiesta alla quale i due denuncianti si sono opposti “rimarcando il valore denigratorio delle frasi espresse”. Inutilmente, però: il Gip del Tribunale di Vicenza Stefano Furlani ha accolto la richiesta del Pm, disponendo l’archiviazione dell’atto.

A fronte della necessità di verificare “se le frasi riferite dai singoli all’indirizzo, palese o sottinteso, dei politici Pasinato possano rilevare penalmente così da instaurare un giudizio penale”, non sono infatti emersi elementi di rilievo.

A cominciare dall’intervento in consiglio comunale della consigliera di minoranza Tessarolo.

“Dalla stessa narrazione dei fatti per come emerge dalla denuncia – scrive il giudice – risulta pacifico che la ragione della reazione era il progetto di costruzione di quell’impianto di smaltimento rifiuti nel territorio di Cassola, del valore di oltre 20 milioni di euro. Progetto proposto da una ditta privata, vagliato dalla Provincia e fino ad allora ignoto alla popolazione di Cassola ed anche ai due politici oggi opponenti.”

 “Risulta che la questione fosse stata portata all’attenzione generale da politici di minoranza – continua l’ordinanza -. E proprio una tale inconsapevolezza del progetto, mostrata dal sindaco Pasinato alla riunione, aveva determinato le ire delle opposizioni politiche e di coloro i quali si sono espressi sui blog, poiché, secondo quella tesi, era impossibile che politici da sempre attivi e con cariche importanti (il Pasinato padre era stato pure Senatore oltre che sindaco) nel territorio, sicuramente conoscenti di qualcuno dei proprietari della ditta propositrice, non avessero avuta piena conoscenza del progetto.

Anzi, un simile silenzio, una simile mostrata ignoranza, potevano mostrare solo la presenza di una verosimile cointeressenza, evidente dall’importo elevato dell’operazione industriale.” “La critica, perciò – valuta il giudice -, è stata espressa nell’occasione di un dibattito politico ed ha avuto ad oggetto il comportamento di politici locali, politici che da generazioni svolgono l’attività in quel territorio.”

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TvA Vicenza – Serivizo sul Gassificatore di Cassola – Marzo 2012

Segue nella seconda parte

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