Politichese e dintorni

La Panacea di tutti i problemi economici Italiani, Prostituzione e Droghe leggere legalizzate?

Prostituzione legalizzata e controllata: la proposta di legge in Senato

02 Prostituzione e Droghe

Prima l’arma di distrazione di massa il “Tesoretto” che poteva, forse, servire ad aumentare il bottino dei voti alle regionali, un po’ come gli 80,00 Euro alle Europee, ora la mazzata della “Consulta” che non solo mette definitivamente la parola fine all’esistenza di questo ipotetico tesoretto, ma apre l’orizzonte ad altre più gravi problematiche.

Le ipotesi per racimolare la cifra necessaria, di cui ancora non si conosce l’esatto importo, sono diverse, ma è opinione diffusa che il governo farà di tutto per non onorare questo ulteriore debito o onorarlo solo in parte.

06 Prostituzione e DrogheFortunatamente siamo a ridosso delle elezioni regionali, in piena campagna elettorale e questo ci risparmierà, almeno per il momento, un nuovo aumento delle tasse che sarebbe stata l’ipotesi più semplice e accreditata per racimolare l’importo necessario a coprire il debito maturato ed il futuro esborso maggiorato.

Forse, interpretando lo spirito della sentenza emessa dalla Consulta rivaluteranno solamente le pensioni più basse, mantenendo il blocco delle pensioni d’oro, il problema è che per loro, per i nostri politici e per gli illuminati mai eletti al governo le pensioni d’oro sono quelle da 2.000,00 euro lordi al mese.

Nel frattempo avanza a grandi passi l’ipotesi di poter racimolare un po’ di soldi legalizzando la prostituzione e perché no, anche le droghe “definite” leggere.

In altri stati la cosa funziona e in Germania la prostituzione fattura quasi 15 miliardi di Euro ogni anno, mentre in America, nello stato del Colorado con gli incassi derivati dalla legalizzazione delle droghe leggere rimborseranno ai cittadini parte delle tasse versate, e lo stato di Washington prevede di incassare 600 milioni di dollari nei prossimi cinque anni (A breve un articolo sull’argomento).

D’altra parte per il calcolo del PIL non hanno forse già inserito le voci Droghe e Prostituzione?

Peccato solamente che siamo in Italia e sicuramente se tutto ciò fosse reso legale e tassato i soldi che verrebbero incassati finirebbero quasi sicuramente in altri vitalizi, rimborsi spese ai consiglieri regionali, aumenti di stipendi ai Manager statali, e magari si inventerebbero un sistema per reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti, cosa sulla quale stanno già lavorando.

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Di Pietro Danna da “gli STATI GENERALI”

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Prostituzione legalizzata e controllata: la proposta di legge in Senato

Il manifesto bipartisan che punta alla regolazione della prostituzione è stato presentato questa mattina a Montecitorio, forte delle due proposte di legge (ampiamente simili nei loro aspetti) calendarizzate alla Camera ed in Senato.

07 Prostituzione e DrogheLa prima di queste proposte, presentata a Montecitorio, porta la firma del presidente della commissione Affari costituzionali Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica), mentre la seconda è stata calendarizzata in Senato nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, e vede come prima firmataria la senatrice Maria Spilabotte del Pd.In totale il numero di parlamentari che supporta il progetto è di circa 70 , e tra questi si trovano numerosi esponenti di diversi movimenti politici: dal Pd al M5s, dalla Lega a Forza Italia e al Ncd.

Questo nutrito gruppo di parlamentari lavora su punti condivisi ormai da tempo, a partire dalla previsione della partita Iva e di tasse sugli incassi per i “sex workers” fino ad arrivare all’iscrizione alla Camera di Commercio per chi esercita la professione, a patto che si tratti di prostituzione volontaria. I progetti di legge prevedono altresì l’obbligo dell’uso del preservativo per i clienti e controlli sanitari periodici obbligatori, in modo da rendere più sicuri i rapporti sessuali che i clienti vorranno intraprendere con chi decide di prostituirsi.08 Prostituzione e Droghe

Inoltre per contrastare l’osceno fenomeno della prostituzione in luoghi aperti al pubblico (spesso anche nelle ore diurne) che riguarda la maggior parte delle città italiane, l’intento dell’unione di deputati e senatori è quello di costituire aree individuate dagli enti locali in cui esercitare tale professione anche in forma “associata o cooperativa”, ossia la predisposizione di case chiuse da costituirsi nei cosiddetti quartieri a luci rosse. A ben vedere il giro d’affari risultante dalla prostituzione nel nostro paese vale 3,5 miliardi di euro, e si contano circa 70 mila prostitute a fronte di 9 milioni di clienti: si prospetterebbe un introito di tutto rispetto per le casse erariali.

L’obbiettivo è dunque quello di sostituire la legge Merlin, datata 20 febbraio 1958, che stabiliva la chiusura delle case di tolleranza, l’abolizione della regolamentazione della prostituzione in Italia e l’introduzione di una serie di reati atti a contrastare lo sfruttamento dell’altrui prostituzione; inoltre, a detta di numerosi sostenitori dell’iniziativa, una revisione dell’attuale disciplina permetterebbe di sottrarre tale fenomeno al controllo malavitoso, formato attualmente da più di 60 cartelli che speculano sulla tratta di donne spesso obbligate a prestare servizi sessuali a pagamento.

“La legge Merlin ha fallito- commenta l’onorevole Vargiu – e non è coraggioso fare finta di niente. Serve una nuova legge nazionale che metta al centro la dignità di chi si prostituisce. Non vogliamo riaprire i bordelli, ma garantire sicurezza e tutela sanitaria a chi fa questo mestiere. Ogni comune deciderà se limitare la prostituzione in un’area definita, come accade già a Mestre, o estenderla a tutto il territorio”.

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