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Expo come Via Montepoleone. Prezzi da record per mangiare tra i padiglioni

Un toast al prosciutto cotto? Cinque euro. Un panino con le acciughe? Sei euro. Un caffè espresso? Un euro e cinquanta.

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Sarà che il cibo è “L’energia della vita” ma questa energia è troppo salata, un consiglio, se proprio vi scappa di andare a visitare l’Expò, portatevi i panini da casa, ingresso 50,00 Euro sempre che per pagarne 25,00 e abbiate meno di 30 anni non vogliate iscrivervi al PD.

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In pratica, come nei supermercati, paghi uno prendi due, che tristezza e che squallore veder svendere la tessera del PD per un ingresso all’Expò, politica e PD sempre più in basso, magari in omaggio riceverete anche il fascicolo “Le perle del fiorentino che non deve chiedere mai” con allegato il cd “I Suoi discorsi in inglese” (naturalmente con i sottotitoli in inglese) ……

Di seguito una breve anteprima con un discorso a dir poco “Storico”

E qui un suo intervento nell’annosa lotta agli “Inceneritori” che non è vero che fanno male e sono una delle cause dell’insorgenza di patologie tumorali, a dirlo sono solamente i gufi, gli stregoni e gli aspiranti alchimisti ….. Il Renzi-pensiero riguardo la scienza, i medici e la malattie tumorali, un suggerimento, visto che non fa male, si potrebbe far montare un inceneritore a casa, forse riuscirebbe a incenerire tutte le stronzate che dice.

E poi criticavano chi prima del voto regalava la scarpa destra e se veniva eletto ti dava anche la sinistra ….. ma quelli erano altri tempi!

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Da L’Huffington Post di Arianna Giunti

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Expo come Via Montepoleone. Prezzi da record per mangiare tra i padiglioni

Un toast al prosciutto cotto? Cinque euro. Un panino con le acciughe? Sei euro. Un caffè espresso? Un euro e cinquanta. Ovvero, rincarato di 04 Expo come via Montenapoleoneun terzo rispetto al prezzo di un comune bar italiano.

Distributori di acqua potabile e gratuita che non funzionano. E i locali più “economici” quasi nascosti dai padiglioni e offuscati dai ristoranti delle grandi, celebri e proibitive catene di ristorazione.

Va bene che “il cibo è l’energia della vita”, come recita uno degli slogan dell’esposizione universale, però, più che a Expo 2015, “sembra di essere in via Montenapoleone”.

I cancelli di Rho Pero si sono spalancati ai visitatori il giorno dopo l’inaugurazione ufficiale finalmente scintillanti sotto il sole di maggio. L’aria è tiepida, la pioggia battente sembra ormai un ricordo. Terminate le cerimonie ufficiali e spariti vip di ogni sorta, oggi ad affollare i padiglioni espositivi sono soprattutto famiglie con bambini a seguito, provenienti da ogni parte del mondo, pronti a sperimentare piatti che arrivano da ogni angolo del pianeta e – soprattutto – le eccellenze italiane.

Tutto perfetto, se non fosse per una cosa. Prezzi stellari per panini e bevande e acqua (gratuita) quasi introvabile. E così, quella che dovrebbe essere l’occasione per far conoscere specialità da tutto il mondo, rischia di diventare l’ennesima trappola per turisti.

Come spiega bene Giacomo, bolognese, arrivato ad Expo insieme alla moglie e al figlio di cinque anni: “Tre piatti di pasta a dodici euro a testa. Più altrettanti contorni e il gelato. Abbiamo speso più di sessanta euro. A me pare francamente un po’ troppo”.

Se si vuole rinunciare al primo e puntare su un più frugale panino al volo, il risultato non cambia di molto. Perché un banale toast con prosciutto cotto costa cinque euro. Quattro euro, invece, il prezzo di una brioche salata con affettato.

“Abbiamo girato mezz’ora in cerca di un locale meno costoso – racconta Karen, israeliana – alla fine abbiamo optato per il chiosco belga che vende patatine fritte: 4 euro e 50 centesimi a porzione”.05 Expo come via Montenapoleone

In verità, piccoli locali più economici ci sarebbero. Che hanno persino ideato un menù fisso a prezzi più che abbordabili. Solo che sono talmente defilati rispetto al percorso principale che scovarli, per i visitatori, è difficile. Anche perché ad “eclissarli” ci hanno pensato le grandi catene di ristorazione, che occupano quasi interamente la strada maestra dell’esposizione.

Come Eataly, che si è aggiudicata (ndr senza gara) gli spazi più grandi dedicati all’intera ristorazione di Expo, con 21 ristoranti che propongono le specialità regionali italiani. Prodotti certamente genuini ed eccellenti. Ma, mentre l’architettura e il design dei locali invitano ad entrare, i prezzi spaventano i visitatori. “Sei euro per un panino a me pare francamente troppo! – sbotta Francesca, maestra, che accompagna una classe di 17 studenti – la prossima volta faccio portare ai ragazzi il pranzo da casa”.

Proibitivi per i visitatori anche i prezzi per le bevande: un caffè espresso – che in un comune bar viene costa solitamente un euro – qui arriva a un euro e cinquanta. “Siamo ad Expo o in via Montenapoleone?”, scherza ma non troppo un uomo sulla cinquantina, mentre mette mano al portafoglio davanti alla cassa.

A salvare la situazione dovrebbe esserci, perlomeno, l’acqua potabile gratuita, offerta ai visitatori in 32 appositi chioschi self-service disseminati per l’intero Expo. Almeno, così era stato pubblicizzato.

E dunque, chi scrive, è andato a cercarli.
Peccato che, su tre chioschi scovati, due fossero già fuori uso. Con tanto di tecnici intenti a riparlarli.

01 Expo come via Montenapoleone

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One thought on “Expo come Via Montepoleone. Prezzi da record per mangiare tra i padiglioni

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