Acqua

Il Senato approva il DDL Madia, un nuovo attacco ai referendum

Tra le pieghe del DDL sulla pubblica amministrazione è stato infilato e naturalmente approvato lo scavalca referendum, e fregandosene alla grande della volontà popolare, si approvano la privatizzazione dell’acqua.

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Del popolo se ne fregano, l’unico interesse finora dimostrato dal governo infatti è stato quello per le “Popolari” e non per il popolo. Un altro piccolo gradino è stato scalato per completare il disegno del fiorentino che non deve chiedere mai.
Acqua, un bene primario che questo martoriato pianeta concede a costo zero e una rete di distribuzione già interamente pagata con i soldi delle nostre tasse, quando e non se, ma quando le bollette aumenteranno per garantire anche i ricchi compensi dei CDA delle multiutilities saprete a chi rivolgere il pensiero.

Dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua:

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Il Senato ha approvato il disegno di legge delega Madia sulla pubblica amministrazione.

Nei mesi scorsi più volte abbiamo denunciato come dietro questo provvedimento si celi un nuovo attacco all’esito referendario consegnando di fatto una delega in bianco al Governo con precise indicazioni volte al rilancio della privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali.

04 Acqua bene comune Infatti, le norme inserite negli articoli 13 e 14 puntano a limitare drasticamente la possibilità di gestione pubblica, incentivano i processi di aggregazione tra aziende intorno ai quattro colossi multiutilities attuali – A2A, Iren, Hera e Acea – già collocati in Borsa, oltre a favorire la perdita del controllo pubblico dei soggetti gestori.

Il processo tramite il quale s’intende raggiungere la discesa della partecipazione pubblica in Hera dal 51 % al 38 % ne è la concreta e drammatica conferma. Processo contro cui è in atto una forte mobilitazione dei comitati per l’acqua dell’Emilia Romagna.

Appare evidente, dunque, come tutto ciò sia in esplicita contraddizione con la volontà popolare espressa nei referendum. Un vulnus democratico che l’attuale Governo sta approfondendo sempre di più.

Come movimento per l’acqua dichiariamo da subito che nel passaggio alla Camera rilanceremo la mobilitazione affinchè il testo venga modificato e ci teniamo a sottolineare che un’altra strada è praticabile, come dimostra l’esperienza di Napoli in cui il servizio idrico è stato ripubblicizzato e quella di Reggio Emilia dove è in dirittura di arrivo un percorso anch’esso volto ad una gestione pubblica.

Richiediamo, inoltre, con forza l’approvazione della legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” che rimane indiscussa in Parlamento dal 2007 e depositata nuovamente a marzo 2013 dall’intergruppo parlamentare.

Roma, 30 Aprile 2015.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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Speculano e si arricchiscono su tutto, oggi sull’acqua a quando sul cibo e sull’aria?

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Se ne parlava anche su Opzione Zero:

01 Orte Mestre

 Ddl Madia: una riforma che cancella il referendum sull’acqua e i servizi pubblici

Questa mattina presso il Senato si è svolta la conferenza stampa promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e che ha visto la partecipazione anche di diversi Senatrici e Senatori del Movimento 5 Stelle e di SEL. In particolare sono intervenuti la Sen. Loredana De Petris e il Sen. Nicola Morra.

Argomento di discussione il cosiddetto “DDL Madia” che dietro all’apparente neutralità di una “Riforma della Pubblica Amministrazione”, cela invece un preoccupante disegno per l’aggiramento della volontà popolare espressa a giugno 2011 attraverso i referendum contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali.

Le norme inserite negli articoli 14 e 15 del disegno di legge, se approvato nell’attuale versione, rappresentano infatti una delega al Governo con indicazioni precise volte al rilancio dei processi di privatizzazione, limitando drasticamente gli affidamenti diretti e incentivando i processi di aggregazione.

Non solo quindi si scavalca la volontà popolare, ma anche la funzione dello stesso Parlamento e degli Enti locali, anche attraverso interventi diretti come l’impugnativa della Legge Regionale del Lazio per la gestione pubblica del servizio idrico, così come ricordato dalla Sen. De Petris.

Anche per questo stupisce, come sottolineato dal Sen. Morra, l’assenza di rappresentanti del PD all’odierno dibattito, trattandosi di un partito che non solo ha sostenuto i referendum del 2011, ma che ha anche partecipato alla creazione dell’intergruppo parlamentare per l’acqua, depositando, insieme a SEL e M5S, la proposta di legge per l’acqua pubblica elaborato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

E’ quindi evidente che l’attuale governo ha l’obiettivo di completare quei processi di privatizzazione che Confindustria chiede da anni e lo sta facendo varando una serie di norme che marciano in questa direzione. Con lo “Sblocca Italia” e con la legge di stabilità si incentivano infatti processi di aggregazione, fusione e dismissione delle partecipate dagli Enti Locali, a vantaggio dei quattro colossi multiutilities attuali – A2A, Iren, Hera e Acea – già collocati in Borsa, che potranno inglobare tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici, relegando i Comuni ad un ruolo sempre più marginale. Il DDL Madia, in modo piuttosto esplicito, si inserisce nella stessa scia.

Un enorme regalo alle multinazionali dell’acqua e dei servizi, fatto anche con la complicità dell’AEEGSI, che ha consentito ai gestori d’incassare milioni di euro, oltre che con i consueti aumenti tariffari, anche con la possibilità d’inserire nella bolletta idrica conguagli retroattivi fino al 2006. Tutto ciò nonostante che annualmente si registrino utili ingenti che non vengono reinvestiti nel servizio ma in larga parte prelevati dagli azionisti come dividendi.

Tutto questo mentre ci si appresta a “celebrare” la Giornata Mondiale dell’acqua, in un clima che vede un dibattito troppo simile a quello prereferendario, come se 27 milioni di cittadini non avessero mai votato per l’acqua pubblica.

Evidentemente il Governo è pronto a sacrificare sull’altare delle privatizzazioni anche la stessa Costituzione, aggirando la volontà popolare e relegando le Camere ad un ruolo marginale.

Un’altra strada però è praticabile, come dimostra l’esperienza di Napoli, che due giorni fa ha terminato l’affidamento del servizio idrico all’azienda speciale ABC Napoli, e come dimostrano le decine di vertenze aperte in tutta Italia per la ripubblicizzazione e contro le nuove privatizzazioni.

Roma, 11 Marzo 2015.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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