Ambiente/Inquinamento/Territorio

Abano Terme: ora degli alberi e del verde pubblico se ne occupa la magistratura

Quando i cittadini contestavano le amministrazioni per la “rimozione” delle alberature, anche storiche, SANE qualcuno disse “Siamo alle solite, con i soliti comitati che si oppongono a tutto” mentre le amministrazioni, forse contagiate dal virus “Alberofobia” procedevano con il taglio di alberi SANISSIMI.

02 Alberi ad Abano

Oggi, a fronte ad un assessore arrestato e reo confesso, due sindaci indagati, per presunte tangenti, tre imprenditori del settore vivaistico sotto inchiesta che, fino a prova contraria devono essere considerati innocenti, è comunque lecito e plausibile pensare che forse l’unico motivo per cui gli alberi sono stati estirpati era una mazzetta del 10% sull’importo dei lavori?

Da Salviamo il Paesaggio:

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Abano Terme: ora degli alberi e del verde pubblico se ne occupa la magistratura

Terremoto tangenti ad Abano Terme e Montegrotto: ora degli alberi e del verde pubblico si occuperà la Magistratura

Pare che la motosega selvaggia che imperversa da tempo dalle parti di Abano Terme (PD) non sia frutto solo di scelte molto opinabili e di dabbenaggine, più volte oggetto di azioni legali da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova pensa che vi siano ipotesi di reato. Un assessore arrestato (di Abano Terme), due sindaci indagati (di Abano Terme e di Montegrotto) per presunte tangenti, tre imprenditori del settore vivaistico sotto inchiesta.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus attende con fiducia le conclusioni della magistratura.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus:

Cattura 00

Per leggere l’articolo completo Cliccare qui

Articolo del 4 luglio 2014:

Iniziati nel 2012, i lavori di “manutenzione straordinaria, riqualificazione e rinnovo del patrimonio arboreo e dell’arredo urbano” ad Abano Terme prevedono la rimozione e sostituzione dei pini marittimi lungo diverse strade comunali. Questo progetto ha destato non poche proteste da parte di cittadini, associazioni: le perplessità riguardano il taglio di alberi sani, la tutela del paesaggio e il destino della numerosa avifauna locale.

Lo scorso 22 giugno ha avuto luogo una manifestazione organizzata da “Salviamo gli alberi” nella quale i partecipanti abbracciando gli arbusti destinati al taglio hanno protestato contro una decisione che mette in luce la mancanza di una progettazione reale della manutenzione del verde urbano.

Distruggere e sostituire (alberi che hanno come unica colpa quella di avere radici importanti), invece di prendersi cura di elementi naturali e di pregio che già ci sono nel proprio territorio.

Alcuni arbusti, quelli di via Mazzini, fanno parte dell’asse viario storico della Villa comunale Bassi Rathgeb sottoposta alla tutela della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto.

Lo scorso anno, l’antropologa veneta Nadia Breda ha tenuto una lectio magistralis nella quale ha descritto le caratteristiche di un “alberofobia” dilagante che colpisce tanto amministrazioni locali quanto cittadini.

In seguito a quanto documentato in un lungo periodo di osservazione nel trevigiano, l’entità “albero”, le radici che destabilizzano il manto stradale, il fogliame, rappresentano elementi di disturbo che “attentano” gli spazi controllati fatti di strade spianate e case recintate rigogliose di cemento e catrame.

Seppur possiamo dire che solitamente non vi sia taglio sconsiderato che non generi perplessità e proteste cittadine, bisogna ad ogni modo prestare attenzione alle trasformazioni percettive di parte degli abitanti: la perdita di saperi ecologici locali, lo straniamento provocato da contesti urbani non ben definiti, una mancata progettazione paesaggistica partecipata, sono parte di una cultura diffusa nella quale la natura non trova spazio se non in maniera atrofizzata ed iper-controllata. E’ la “riduzione del vivente” della quale parla Nadia Breda, albero che rappresenta il “verde” ma non più la vita.

Salviamo il Paesaggio ha già affrontato il tema dell’inadeguata gestione del patrimonio arboreo nazionale da parte dei Comuni che si presentano inadeguati a tale compito, privi di regolamenti urbani, censimenti, figure professionali adeguate.

Per molti Sindaci il verde pubblico è un nemico, anziché un alleato contro l’inquinamento

04 Alberi ad Abano

Riportiamo il comunicato stampa di GRIG (Gruppo d’Intervento Giuridico onlus) del 1° luglio che denuncia l’emergenza avifauna selvatica proprio in questo periodo riproduttivo:

Branca-di-Pino-sano

Branca-di-Pino-sano

 L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GRIG), raccogliendo numerose e preoccupate segnalazioni da parte di residenti, ha inoltrato (1 luglio 2014) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione provvedimenti riguardo il prossimo taglio di circa 160 alberi (Pini, Ippocastani, Bagolari, Tigli, Frassini, Ginkghi) lungo varie strade comunali (vie Volta, Flacco, Petrarca, Mazzini, Appia Monterosso, ecc.) di Abano Terme (PD).

Sono stati interessati il Ministero per i beni e attività culturali, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia, il Comune di Abano Terme, il Corpo forestale dello Stato e, per opportuna informazione preventiva, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova.

Il taglio degli alberi sembra rientrare in un programma ben più ampio, quello dei lavori di “manutenzione straordinaria dei marciapiedi”, il cui Progetto definitivo – 2° Stralcio è stato approvato con deliberazione della Giunta comunale n. 61 del 10 novembre 2011.

Negli anni scorsi altri tagli di alberi sarebbero stati giustificati con la sostituzione con altre essenze, in realtà mai effettuata.

Abano Terme, Via Mazzini, Via Mazzini, storico stradone di accesso alla Villa comunale Bassi Rathgeb

Abano Terme, Via Mazzini, Via Mazzini, storico stradone di accesso alla Villa comunale Bassi Rathgeb

 Fra i tagli ora previsti sembrano esserci anche quelli della storica alberatura di Via Mazzini, la principale via d’accesso alla Villa comunale Bassi Rathgeb,  stradone alberato fin dal ‘600, il cui particolare pregio paesaggistico, storico, monumentale e naturalistico andrebbe concretamente valutato anche ai sensi della legge n. 10/2013 per la tutela e lo sviluppo del verde urbano.

In ogni caso, non è questo il momento per procedere al taglio o potatura degli alberi: infatti, è in corso il periodo riproduttivo per le specie dell’avifauna selvatica.

L’art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i., comporta in favore di “tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri” (art. 1 della direttiva) il divieto:

  • di ucciderli o di catturarli deliberatamente con qualsiasi metodo;
  • di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi;
  • di raccogliere le uova nell’ambiente naturale e di detenerle anche vuote;
  • di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva;
  • di detenere le specie di cui sono vietate la caccia e la cattura”.

Il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato (artt. 544 ter cod. pen., 30, comma 1°, lettera h, della legge n. 157/1992 e s.m.i.) o violazioni di carattere amministrativo (art. 31 della legge n. 157/1992 e s.m.i.).

Ci sarebbe, quindi, il tempo per rivedere con maggiore attenzione scelte così importanti per il verde pubblico e il contesto urbano della cittadina termale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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