Ambiente/Inquinamento/Territorio

Strage di Ulivi a causa di un batterio Killer Xylella, si sospetta che il batterio sia sfuggito ai controlli.

Da Il Fatto Quotidiano: Strage di Ulivi nel Salento a causa di un batterio Killer Xylella, si sospetta che il batterio sia sfuggito ai controlli dello IAM (Istituto agronomico mediterraneo) di Valenzano (Bari).

02 Strage di Ulivi

Ma per le autorità sarà ben difficile accertarlo, secondo quanto ha riferito il magistrato inquirente Elsa Valeria Mignone, l’indagine si scontra con l’impossibilità di fare accertamenti all’interno dell’Istituto perché questo gode per legge di una immunità assoluta.

Niente che possa meravigliare, in uno stato dove viene ignorato anche il risultato dei referendum (quello sull’acqua pubblica) in uno stato dove nel nome del profitto, della crescita e dello spread tutto sembra ormai concesso potrebbe essere questo, un sistema come un altro per avere a poco prezzo milioni di metri quadri di terreni buoni per la coltivazione del cemento!

Parco Fotovoltaico

Parco Fotovoltaico

D’altra parte non è forse vero che poco tempo fa sono stati “distrutti” ben 6.500 ulivi per far posto ad un parco a tema? Si, solo che il tema era un parco fotovoltaico!

Il batterio incriminato sembra sia stato trattato e gestito in un istituto “Agroalimentare” coperto dall’immunità, e qualcuno dovrebbe spiegarne i motivi, neanche fossa la base ultra segreta della “Spectre”.

03 Istituto Agronomico

UNA MALATTIA A VANTAGGIO DI CHI?

È una frustata che fa moltiplicare appetiti e qualche speculazione: con gli interventi chimici obbligatori appena previsti dalla Regione Puglia, potrebbero saltare quasi mille certificazioni biologiche solo nel Leccese; il blocco totale della movimentazione di migliaia di piante a rischio, seppure sane, ha sfinito i 150 vivai esistenti.

Paesi come l’Algeria hanno imposto l’embargo alle viti, benché fuori pericolo, stringendo il cappio al collo agli storici produttori di barbatelle di Otranto.

Poi, ci sono le coincidenze che gettano ombre lunghe: dal 2008, la multinazionale Monsanto, colosso della produzione di sementi transgeniche, si occupa anche della selezione di specie resistenti al batterio riscontrato nel Tacco d’Italia. Lo fa attraverso “Allelyx”, società partecipata che ha per nome l’anagramma di “Xylella”.

E così dopo la mosca delle olive adesso è arrivato anche il batterio Killer per far precipitare, quasi del tutto, una fiorente economia basata sulla produzione biologica, che affronto per l’economia di oggi, quasi un’intera provincia (quella di Lecce) che si basa su produzioni biologiche, pensate che salto di qualità, ma soprattutto di utili e quantità si potrebbe fare, ad esempio, con i prodotti della Monsanto.

Che sostiene a spada tratta il TTIP, ovvero il “Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti” ne abbiamo già parlato in due articoli. (Si è lo stesso trattato che si votava in Europa quando la Moretti fu pizzicata in Italia in un bar a mangiare frittelle e qualcuno le disse di andare a lavorare!) Questi i due articoli sul TTIP

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Avete mai sentito perlare del TTIP – 1 

Avete mai sentito perlare del TTIP – 2

PRODUTTORI AL PALO

Nel frattempo i produttori sono al palo. L’intero comparto olivicolo sa di non avere tempo: “A chi di noi esporta vengono chieste garanzie sul rifornimento per un ampio periodo, perché i rivenditori investono nel brand delle nostre varietà e fidelizzano i consumatori. Noi, però, non sappiamo cosa accadrà già domani”. Pantaleo Greco, presidente di Aprol Lecce, parla al futuro di “un’ecatombe di ogni rapporto commerciale in piedi con l’estero”.

Eppure, la qualità resta la stessa. Ma al mercato non basta, chiede olio di massa, vuole quantità, mentre qui, anche nella migliore delle ipotesi, si prefigura il black out della produzione almeno per un po’. “Gli alberi colpiti, pure accuditi, ci metteranno due o tre anni per rifiorire, sempre se ce la faranno”. Enzo Manni è a capo di una delle cooperative agricole più importanti, l’Acli di Racale, e tiene il conto della parabola discendente:Nel 2013 abbiamo prodotto mille quintali di extravergine; nel 2014 appena 130”.

04 Istituto Agronomico

XYLELLA O ALTRO?

Quanto in questo dato c’entra la fitopatia? Al momento, ancora poco, visto che a far danni è stata soprattutto la mosca dell’olivo. Una stima che lui stesso definisce “azzardata” la dà Donato Boscia, pilastro dell’Istituto di Virologia vegetale del Cnr di Bari: “l’oliveto leccese (95mila ettari) è stato attaccato, con intensità diversa, per il 10 per cento, su cui si è registrato un calo della metà della produzione, corrispondente al 5 per cento a livello provinciale e all’1 per cento a livello regionale”.

Numeri tutto sommato contenuti, ma che vanno innestati sulla geografia: intorno a Gallipoli alcuni raccolti sono stati pari a zero e nella fascia più a sud si è registrato il -70 per cento.

Davvero dipende tutto da Xylella? La risposta l’ha data a luglio la Dg Sanco, costola della Commissione europea: su 1757 campioni prelevati sulle piante sintomatiche nelle zone critiche, solo 21 sono risultati positivi al test su quel batterio. Ciononostante, focolai sparsi hanno portato a dichiarare, a fine gennaio, ufficialmente “area infetta” la quasi totalità della provincia di Lecce.

INTERVENTI OBBLIGATORI PER TUTTI: CHIMICA E TAGLI DI ULIVI

Il piano strategico per la soluzione sta solo nel fermare l’insetto vettore. Il 6 febbraio scorso, la Regione ha varato un piano di lotta obbligatoria: oneri a carico dei proprietari di tutti i fondi leccesi, controlli affidati alla Forestale, lettere di messa in mora e interventi in sostituzione da parte dell’agenzia regionale Arif.

Sono imposte le pratiche di potatura, trinciatura, aratura, ma anche, a partire da maggio, due interventi insetticidi con fitofarmaci su ogni albero.

Uno schiaffo per mille produttori bio e una mazzata ambientale

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Poi, c’è il capitolo spinoso relativo all’espianto di migliaia di piante. Se ne ridiscuterà in Commissione europea, e allora siamo proprio a posto, infatti per Bari e Roma, sarebbe un intervento inutile e costoso e va limitato solo alla “fascia di eradicazione”, ampia un chilometro, a nord del Salento. Bruxelles, invece, insiste con la necessità di estirpare ovunque tutti gli ulivi infetti.

Di più, impedisce il reimpianto delle stesse cultivar. In soldoni, sta spingendo alla totale estinzione l’olivicoltura salentina, chi ne trarrà tutti i vantaggi?

Eppure, nell’incertezza, chi sta testando empiricamente da mesi, ma con successo, pratiche agricole naturali salva-ulivi viene preso per visionario, (a qualcuno non può convenire, dopo tutto il lavoro fatto, adesso salvare gli ulivi sarebbe dannoso e controproducente) come accade all’associazione Spazi Popolari.

Ora, è arrivato il commissario , dotato di poteri straordinari. Ma per fare cosa? Dipende  da quali interessi farà prevalere e da quale strada, e quale bivio, la Puglia vorrà imboccare.

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

E L’ISTITUTO INDIZIATO GODE DELL’IMMUNITA’ E’ INESPUGNABILE!!!!!!!

Resterà, forse, per sempre l’incognita dell’istituto secretato, dell’istituto coperto da una strana immunità che permette loro di consegnare ai magistrati quello che “loro” ritengono giusto consegnare, dire quello che “loro” ritengono giusto dire, e nel contempo continuare a fare quello che finora hanno sempre fatto all’insaputa degli Italiani, tanto è tutto secretato.

Nel contempo sulla loro pagina Facebook pubblicano un Comunicato nel quale, dichiarano di non aver nulla a che fare con la diffusione del batterio killer degli ulivi.

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Che strano paese è il nostro!

Quanto sopra è tratto da:

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Strage ulivi in Puglia, aperta inchiesta. “Ma istituto indiziato gode di immunità”

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Strage ulivi in Puglia, stato d’emergenza. Arriva il commissario straordinario

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

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Brindisi, la strage degli “ulivi”: distrutti 6500 alberi per far posto a impianti fotovoltaici

Per leggere l’articolo su Il Sud Online – Cliccare qui

Cattura03

Ulivi infetti, indaga la Procura – Il Ciheam: «Non diffuso da noi» – Si sospetta che la Xylella possa essere arrivato in Puglia in occasione di un convegno scientifico organizzato nel 2010 dallo Iam a Valenzano

Per leggere l’articolo sul Corriere del Mezzogiorno – Cliccare qui

E questa è la pagina facebook CIHEAM – CIHEAM,Istituto Agronomico Mediterraneo

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