Progetti di Finanza e Grandi Opere/Strade e Ferrovie

Si scalda il confronto Vernizzi – Corte dei Conti; Atteggiamento preconcetto e sbotta per la “Sensazione di accusa in generale”

Il “Commissario” in un articolo di Piero Erle, dichiara che i toni della lettera ricevuta dalla Corte dei Conti sembrano essere dettati da un atteggiamento preconcetto e, continua, “Non hanno neanche esaminato la seconda risposta che già inviano una nuova lista di richieste di chiarimenti”

02 Chiarimenti

E dove sarebbe il problema ci chiediamo noi, evidentemente si sono resi conto di aver tralasciato qualcosa e, senza indugio alcuno procedono con le nuove richieste onde risparmiare del tempo prezioso.

Silvano Vernizzi

Silvano Vernizzi

Il “Commissario” dichiara che la sensazione ricevuta è quella di “Un’accusa generale” e poi continua facendo riferimento ai costi dell’opera che, secondo quanto dichiarato, è inferiore a molte altre opere simili se non quella di minor costo.

Il fatto è che nelle specifiche richieste della Corte dei Conti i costi complessivi della “Superstrada a Pagamento” non sembrano essere prioritari, bensì lo sono le procedure, anche da un punto di vista economico,  fin qui seguite e nello specifico chiedono parecchi chiarimenti su varie clausole contrattuali, su una lettera scritta dal “Commissario” al presidente della regione Veneto, sul perché per anni ci sia stata una “Opacità amministrativa” relativa ai documenti, convenzione e atto aggiuntivo, negati ai richiedenti quando, dicono alla Corte dei Conti,  non vi era nessuna connotazione di riservatezza, e altre cose che nello specifico, ma in linea di massima ed in sintesi abbiamo di seguito riportato.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.1 – Sentenza TAR del Veneto n,599 del 12 marzo 2008

  • Sembra che non sia stato tenuto conto del parere reso da due consulenti tecnico-finanziari sulla sostenibilità economica e finanziaria della concessione;
  • Sembra vi sia stata violazione della legge Regionale n.15/2002 nella parte in cui il versamento degli esuberi di somme derivanti dall’incasso del pedaggio avverrebbe “Posticipatamente” al contrario di quanto previsto dall’art. 7 comma 2 della norma;
  • Sembra non sia stato consentito ai potenziali competitori diversi dal promotore di fruire dell’intero termine dei 90 giorni dalla data di pubblicazione della proposta per il loro rilancio;
  • Si chiede l’inoltro del parere del 17 ottobre 2005 dell’Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.2

  • La Corte dei Conti chiede le sia inviato il bando del disciplinare di gara e della lettera di invito della procedura di affidamento;
  • Si chiede di riferire sulla nomina di una società di consulenza per assistere la commissione aggiudicatrice.

Si chiedono chiarimenti sui criteri di aggiudicazione che sono stati:

  • L’estensione e la durata per l’esecuzione dal pagamento del pedaggio per il traffico leggero residente;
  • La durata della concessione;
  • Il tempo di esecuzione del progetto e dei lavori;
  • Il ribasso percentuale del contributo pubblico in conto capitale che l’amministrazione avrebbe erogato a titolo di prezzo;
  • Il ribasso percentuale sulla somma eventuale erogata semestralmente dalla regione come contributo in conto esercizio.

Molti di tali parametri, in base ai quali l’aggiudicazione è intervenuta, sono radicalmente mutati (tempi, contributi in conto capitale ed in conto esercizio, estensione e durata dell’esenzione) ciò ha inciso sul profilo della par condicio fra gli operatori economici partecipanti alla gara di concessione.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.3 – Si chiede l’inoltro di:

  • Analisi economico finanziaria comprendente l’analisi costi-benefici ed analisi finanziaria dello studio di fattibilità;
  • Il quadro di riferimento progettuale cap.12 “La sostenibilità economica e l’approccio costi-benefici” dello stesso studio;
  • La sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale cap. 5.9 con l’analisi costi-benefici e i dati a sostegno della fattibilità economica dell’opera.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.4 – Dichiarazione Stato di Emergenza

La dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio dei comuni di Treviso e Vicenza e le successive proroghe non paiono sovrapponibili con le ordinanze conseguenti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che riguardano, al contrario le intere provincie.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.5

  • Nella nota n.1691 del 14 aprile 2006 del Ministero per le Infrastrutture e dei trasporti al Ministero degli affari esteri si legge che la Pedemontana “per la scarsa entità dei rientri da pedaggio rispetto agli investimenti non può essere oggetto di autonoma realizzazione in project financing” come viene inquadrato questo parere nell’ottica della sostenibilità finanziaria dell’opera;
  • Si chiede di giustificare gli incrementi annuali di traffico previsti dagli elaborati progettuali, nella considerazione della progressiva tendenza alla diminuzione della circolazione stradale a partire, secondo le statischite nazionali, dal 2007;
  • il “Commissario” ha scritto una lettera al presidente della regione Veneto in cui si specifica che” la continuità delle complanari sul tratto dell’attuale Gasparona, strada provinciale gratuita, avrebbe una conseguente significativa riduzione del traffico transitabile sulla superstrada a pagamento e quindi esporrebbe la regione, quale soggetto concedente ad una significativa richiesta di ristoro economico da parte del concessionario non tanto connesso alla fase realizzativa delle opere, piuttosto a quella della successiva gestione, per il necessario riequilibrio del piano economico finanziario, così come previsto nel project financing”. In altri termini una strada a traffico libero non sarebbe compatibile con gli interessi del concessionario e la sua realizzazione avrebbe un costo calcolato in base al mancato introito dei pedaggi;
  • E’ di questi giorni la notizia secondo cui per la Pedemontana Lombarda come già per la BRE.BE.MI, l’afflusso di autovetture risulta ampiamente inferiore alle previsioni, si chiede se le previsioni per la Pedemontana Veneta, da taluni considerate ottimistiche, possano, allo stato, essere ancora confermate. Si chiede di riferire sulle garanzie dei rischi di gestione del concessionario.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.6

Sulla bese dell’art. 8 della convenzione si dispone che il concessionario o il commissario-concedente potranno richiedere la revisione del piano economico finanziario nel caso in cui si verifichi un evento o circostanze che comportino una variazione dei presupposti o delle condizioni di base del piano economico finanziario determinato in variazioni apportate da:

  1. Dal concedente
  2. Da cause di forza maggiore
  3. Da norme legislative e regolamenti che stabiliscano nuovi meccanismi tariffari o nuove condizioni per l’esercizio delle attività previste nella concessione; a titolo esemplificativo, il concessionario potrà richiedere la revisione del piano economico finanziario (….) in dipendenza di modifiche delle condizioni di mercato, avuto riguardo ai volumi di traffico assunti a base dell’allegato piano economico finanziario.

In tali ipotesi, le arti convengono che il commissario-concedente dovrà assicurare il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario, adottando, (……) le opportune misure di compensazione, quali:

  • La rideterminazione delle tariffe
  • La ridefinizione dei contributi pubblici e delle modalità di erogazione
  • La proroga della durata della concessione
  • La ridefinizione dei terminidi modalità del sistema di esenzione dei pedaggi

Secondo la Corte dei Conti quanto descritto pare indebolire la caratteristica fondamentale della concessione, che è il trasferimento al concessionario del rischio di mercato che comprende il possibile mancato recupero degli investimenti e dei costi sostenuti per la realizzazione dell’opera, e chiede di riferire nel merito anche in considerazione di quanto richiesto dalla direttiva Europea.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.7

Alla Corte dei Conti non è chiaro un passaggio sulle opere complementari, infatti nell’art.8 comma 6 dell’atto aggiuntivo alla convenzione è scritto: “Resta ferma la possibilità per il concedente di attivare con verbale di intesa da sottoscrivere fra le parti e sulla base di specifica previsione finanziaria, la realizzazione di opere complementari all’asse super stradale “temporaneamente sospese” e rientranti nella concessione, ovvero la progettazione di ulteriori opere di viabilità comunque connesse e funzionali all’assetto del sistema viario complessivo” Questo sembra apportare variazioni del progetto successivamente alla consegna al concessionario.

RICHIESTA DI CHIARIMENTI n.8

Questa è una richiesta di chiarimenti sui criteri adottati per la quantificazione delle cifre da versare agli espropriati che non risultano chiari alla Corte dei Conti.

Poi nella stessa richiesta di chiarimenti affrontano il tema delle cariche multiple, dove la Corte dei Conti si dichiara “Sorpresa” nel constatare che dei documenti (delibera n.232 del 22 febbraio 2012) siano vistati, in qualità di segretario regionale per le infrastrutture dal “Commissario” delegato e per la Direzione strade, dal responsabile unico del procedimento.

Sorprende inoltre che il “Commissario” straordinario alla riforma settore trasporti della Regione sia lo stesso responsabile unico dell’opera, che ha assunto, in tal modo, ruoli duplici nella vicenda procedurale.

A nero titolo di esempio tale duplice ruolo si riscontra in:

• Nota al ministero dell’ambiente con cui si assicura la NON violazione delle procedure di impatto ambientale sui lotti 2B e 3F n.517302 del 27 novembre 2011;

• Come nella nota n.518522 del 15 novembre 2012 alla Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le politiche Europee.

La Corte dei Conti rammenta poi che anche la Commissione Europea ebbe ad aprire un procedimento con cui si paventava l’ipotesi di conflitto di interesse tra il ruolo di valutatore e valutato. Si chiede di riferire.

E ora uno dei punti dolenti dell’intera faccenda, la documentazione di fatto nascosta, o quanto meno inaccessibile per anni e venuta alla luce solo grazie all’impegno di molti, tra cui il Comitato per la Pedemontana Alternativa CO.VE.PA. e l’ex Europarlamentare Zanoni Andrea.

In merito a ciò la Corte dei Conti chiede e specifica:
Si chiede di conoscere i motivi di tale insistenza nel non rendere ostensibili atti non connotati da alcuna ragione di riservatezza. Sorprende, infatti, il fatto che non siano stati resi pubblici la convenzione e l’atto aggiuntivo con gli annessi piani economico finanziari tra “Commissario” e concessionario e che questi siano divenuti pubblici contro la volontà degli enti interessati.

Riferisca prego il perchè di tale “Opacità nell’agire amministrativo” in violazione dei canoni di trasparenza che debbono presiedere lo svolgimento delle procedure pubbliche.

Infine chiedono spiegazioni sul direttore dei lavori sostituito per cause di forza maggiore, ma su questa faccenda non abbiamo dati per poter approfondire, ci penseranno altri.

04 Chiarimenti

Ecco, queste, in linea di massima ed in sintesi, sono le richieste di chiarimenti inviate dalla Corte dei Conti al “Commissario” e, a dire il vero, non sembra che stiano contestando il costo dell’opera, anche perché di fatto l’opera non è finita, anzi è appena iniziata nonostante i cantieri siano sparsi un po’ dappertutto, e ferme le attuali condizioni contrattuali il prezzo potrebbe subire ulteriori variazioni.

Non capiamo il perché il “Commissario” abbia come l’impressione di essere sotto attacco e che la Corte dei Conti voglia da lui chissà quale spiegazione, a noi sembra che parecchi dei “Chiarimenti”, solo ora, richiesti dovessero essere ben chiari fin dall’inizio, quanto meno da prima dell’inizio dei lavori, se non addirittura da prima dell’assegnazione.

07 Chiarimenti

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