Politichese e dintorni/Progetti di Finanza e Grandi Opere

Il Verminaio di Porta Pia; Incalza fa gli emendamenti, Ncd li presenta e se non passano “Cazziatone ai deputati”

Il Verminaio di Porta Pia; I BUROCRATI, quelli che si fanno le leggi, gli emendamenti, e si inventano anche che i cittadini hanno bisogno di strade come la Orte – Mestre.

Chigi - riunione TAV Torino Lione

In questo caso è la Orte Mestre, ma forse potremmo dirlo anche per la Pedemontana Veneta, per la Nuova Valsugana, per la BRE.BE.MI e chissà per quante altre “Opere Pubbliche” di interesse strategico, tutto è vedere per chi è strategico e chi ha interesse a farle.

E tutto ben udibile in un’intercettazione, le stesse che in molti a cominciare da qualcuno di quelli che ci governano vorrebbero eliminare o quanto meno ridurre o al limite si possono fare, ma prima dovete avvisare la persona intercettata che la state intercettando ….. ma per piacere, siamo arrivati alle farse, alle comiche finali, e meno male che il comico era Grillo.

Il superburocrate al telefono con Vito Bonsignore discute del testo per la Orte-Mestre (10 miliardi) bocciato in Commissione. “Quei tre sono tutti di Ncd, si può intervenire, no? Sto chiamando Lupi”. La risposta: “Bernardo e Pagano si sono presi il cazziatone. Vignali mi ha raccontato una palla, lo vado a beccare e gli faccio il culo”. Pochi giorni dopo Vignali non sarà più tesoriere del Nuovo Centrodestra.

Per carità, a termini di legge sono tutti innocenti fino a prova contraria, ma, leggendo solamente alcune decine, tra le centinaia di commenti agli articoli on line, non lo sono per i cittadini, e non si tratta di giustizialismo, tanto meno è il solito populismo con il quale “etichettano” chi parla a favore del popolo, e non sono ne gufi ne civette ne corvi, sono solamente cittadini ai quali è stato rovinato il presente, e vedono che si stanno adoperando per rubargli anche il futuro.

Cosa devono fare ancora per essere cacciati tutti dal primo all’ultimo politici e soprattutto i burocrati, i famosi “Colletti Bianchi” che riescono sempre a “galleggiare” con ogni governo, con ogni partito non importa il colore, loro sono onnipresenti e gestiscono il potere, il potere vero, quello che viene precluso anche ai politici, visto che sono loro che si scrivono leggi ed emendamenti per poi passarle al politicante di turno per farlo approvare in aula.

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Da Il Fatto Quotidiano del 19 marzo 2015 di Giorgio Meletti e Carlo Tecce

Incalza fa emendamenti, Ncd li presenta. E se non passano “cazziatone ai deputati”

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

LE CARTE
Il superburocrate al telefono con Vito Bonsignore discute del testo per la Orte-Mestre (10 miliardi) bocciato in Commissione. “Quei tre sono tutti di Ncd, si può intervenire, no? Sto chiamando Lupi“. La risposta: “Bernardo e Pagano si sono presi il cazziatone. Vignali mi ha raccontato una palla, lo vado a beccare e gli faccio il culo”. Pochi giorni dopo Vignali non sarà più tesoriere del Nuovo Centrodestra

“Abbiamo fatto un emendamento, ricordi? L’hanno reso inammissibile”, dice Ercole Incalza, il controllore, all’amico Vito Bonsignore, il controllato. Sono allarmati. “Adesso vedo di parlarne con Capezzone e Epifani, mi sto muovendo”, replica il controllato. Bisogna manovrare i lavori parlamentari.

Una storia esemplare di come si sfascia l’Italia.

La nuova autostrada Orte-Mestre è un affare da 10 miliardi di euro, almeno due dei quali pubblici. Il promotore dell’ambizioso project-financing è Vito Bonsignore, ex europarlamentare Udc, oggi vicino a Ncd, ma soprattutto potente uomo d’affari, indagato dalla Procura di Firenze per induzione indebita: avrebbe promesso a Incalza (arrestato lunedì scorso) la direzione lavori della nuova arteria per Stefano Perotti (arrestato anche lui) in cambio della promessa da parte del superburocrate del ministero delle Infrastrutture di “un favorevole iter delle procedure amministrative relative al finanziamento dell’opera”.

La fotografia del verminaio di Porta Pia dove non si capisce più chi è guardia e chi ladro, ma è chiaro solo che nessuno difende l’interesse pubblico, è affidata dai pm fiorentini alla ricostruzione di un giro di telefonate con cui si tenta di modificare nientemeno che il Codice degli appalti.

Nel pomeriggio di martedì 28 gennaio 2014 Daniele Capezzone e Guglielmo Epifani, presidenti delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, dichiarano inammissibili alcune centinaia di emendamenti al decreto legge “Destinazione Italia” del governo Letta. Tra questi c’è quello scritto da Incalza e presentato da tre parlamentari Ncd, Alessandro Pagano, Nino Mi-nardo e Maurizio Bernardo: serve ad agevolare il percorso della Orte-Mestre modificando l’articolo 175 del Codice degli appalti, che riguarda la cosiddetta “bancabilità” del project- financing.

E qui ricordiamoci che stiamo parlando di miliardi di euro. Un affare enorme, tanto che il piano di sostenibilità economico-finanziaria, approvato dal Cipe a novembre 2013 ma da allora fermo alla Corte dei conti, è per legge segretato. (E ancora una volta non vogliono farci sapere come buttano via i soldi delle nostre tasse)

La bocciatura dell’emendamento stranamente agita Incalza più di Bonsignore.

È il superburocrate a dare la notizia all’imprenditore. “Abbiamo fatto fare ricorso all’inammissibilità da… come tu sai… tre parlamentari… che sono Pagano, Minar-do e Bernardo… ne conosci qualcuno di questi tre?”. Bonsignore: “Come no?! Pagano è uno dei nostri, anche Bernardo”. Incalza, allora, incalza l’amico: “Sono tutti e tre di Ncd, puoi intervenire?.. no? … Si vota tra un’ora … un’ora e mezza… sto chiamando Lupi … tutti sto chiamando (…) basterebbe sentire… o Vignali che è il relatore.” Raffaello Vignali, uomo di Cl, è in quel momento tesoriere del neonato partito di Angelino Alfano, di cui Bonsignore è finanziatore. E suggeritore: “Ah Vignali , e come no ?!… è un altro dei nostri … vabbè… vado io alla Camera adesso… vabbè”.

A questo punto Incalza chiama Antonio Bargone, ex proconsole dalemiano a Brindisi, sottosegretario ai Lavori pubblici nel governo Prodi che nel 1999 privatizzò la società Autostrade. Adesso è manager autostradale (noblesse oblige) e presiede la Sat, che deve costruire la nuova Livorno-Civitavecchia (Ma guarda il caso). Incalza è disperato, come se la Orte-Mestre fosse sua: “Non si è mosso nessuno per ora… solo noi… vabbè… (…) Non so che cazzo può fare”. Bargone lo rassicura: “Io mo’ vado alla Camera vediamo che succede.” Arrivano i nostri. Bargone è indagato con Bonsignore.

Nel frattempo Bonsignore ha parlato con Vignali, e riferisce a Incalza che il relatore si sente impotente, pare addirittura che alla Camera ci sia qualcuno che difende la legalità: “Proprio mi ha detto guarda… ‘gli uffici sono irremovibili sono spaventati dalla Presidenza della Repubblica per queste cose qui… hanno un orientamento molto rigido’”.

Ma niente paura. Se il Quirinale non vuole nuove norme fantasiose infilate come emendamenti in leggi che non c’entrano niente, Bonsignore vuole fortissimamente farlo lo stesso: “Vediamo quale può essere il veicolo dove lo mettiamo (…) Voi ne avete qualcuno in preparazione?”. Incalza è pronto come un autonoleggio: “E adesso vediamo… ce ne stanno otto, dieci, ce ne stanno no uno, dieci! Però se l’atteggiamento è questo mi preoccupa”. Intanto Bonsignore lo rassicura: “Bernardo e Pagano si son presi il cazziatone… hanno lasciato Vignali da solo”. Poi tocca anche a Vignali il cazziatone.

Incalza spiega a Bonsignore che il relatore del “Destinazione Italia” gli ha raccontato un sacco di balle. Bonsignore si incazza: “Allora mi ha raccontato una palla… è scemo allora (…) ecco fammi una cortesia … perché io domani (…) lo vado a beccare e gli faccio il culo… e infatti… è inutile allora… una persona inutile“. Pochi giorni dopo Vignali non sarà più tesoriere di Ncd.

Ma entra in scena un nuovo controllore, Alessandra Dal Verme, dirigente del ministero dell’Economia che si occupa del Cipe, il rubinetto da cui escono i miliardi per le grandi opere.

È un controllore gallonato, sindaco revisore di Poste Italiane e di Anas, mica poco. Eccola al telefono con Incalza: “La questione è molto complicata … e non faranno fare altri emendamenti (…) o noi siamo in grado di riformulare quelli esistenti… allora… in quelli per Expo si può mettere Rho-Monza (…) perché bene o male lo riformulo (…) però mandateli gli emendamenti (…) e quell’altro di Orte-Mestre… mandatemi questi due (…) che io provo a riformulare quelli esistenti … (inc.)”.

Con questo livello di rigore e trasparenza il sistema Incalza si preparava a spendere 10 miliardi di euro per la Orte-Mestre.

Maurizio Lupi partecipa ad un convegno sul Social Housing

E LUPI il “Ministro” andava a lezione da Incalza ministro ombra “E’ una strada, non una ferrovia

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Quella del dirigente è più di un’influenza: il titolare delle Infrastrutture gli chiede aiuto prima di un’intervista e finisce che va a ripetizione. “Cos’è il nodo metro tranviario di Bologna?” chiede l’uno. “E’ come se fosse…” prova a spiegare l’altro. Non solo: l’ingegnere rivela a una sua collaboratrice: “Stanotte ho dormito poco, ho dovuto scrivere il programma di Ncd”

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