Politichese e dintorni

Libertà di nascondere le notizie scomode al regime?

In Italia, “libertà di stampa” ha assunto ormai il significato di essere liberi di nascondere le notizie e i fatti. Specialmente quando riguardano una parte politica e sociale scomoda.

Queste le parole in testa ad un articolo di Giorgio Lancella e pubblicato su Bassano Più. Come si fa a non essere d’accordo con l’autore dell’articolo, è un fatto, e non un’ipotesi o una sensazione, che segnaliamo da tempo e vale sia per i media televisivi che per la carta stampata, si salva, e per fortuna, l’informazione on-line ma solo perché esistono numerose e valide alternative. Purtroppo però è un tipo di informazione che non è accessibile alla gran parte dei cittadini Italiani, visto che la nostra rete è a livelli di quarto o quinto mondo, se non peggio.

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 Sono ormai numerosissime le volte che abbiamo pubblicato notizie e/o video ricavati dalla rete delle quali sui media nazionali non esisteva traccia, fortunatamente esistono ancora giornali indipendenti sia su carta che on-line (quelli che non prendono i contributi dello Stato) che si permettono il lusso di essere obbiettivi e pubblicano anche quello che per altri è scomodo.

Ma il vero problema non è tanto se una TV o un giornale privato pubblichino o mandino in onda servizi graditi al suo proprietario o editore che sia, questo fa parte del gioco, a casa sua pubblica e manda in onda quello che vuole e nessuno potrà mai accusarlo di nulla, quello che si contesta è il servizio pubblico, in quello che è solo uno dei tanti poltronifici dei partiti, ovvero nella RAI che dovrebbe garantire la pluralità e l’obiettività dell’ informazione.

Ma al contrario, la RAI, sembra essere prona al “Fiorentino che non deve chiedere mai” ed ai suoi discepoli, che a frotte si precipitano su qualsiasi telegiornale o altra trasmissione, politica e anche no, basta che abbia un sufficiente ascolto, per diffondere il verbo ……. È peggio, molto ma molto peggio di quando andavano di moda Berlusconi e le sue telefonate in diretta.

E’ così che si comincia, si omette la diffusione di “certe” notizie, si falsa o si interpreta l’informazione a seconda della convenienza, si tagliano i video scomodi, magari si ritoccano anche le fotografie scomode, da li in poi è tutto un crescendo di pseudo informazione che sembra voler spianare la strada ad un nuovo regime.

10 Libertà di stampa

Da Bassano Più di Giorgio Langella del 01 marzo 2015

Cattura

Libertà di stampa?

Per leggere tutto l’articolo sul sito di Bassano Più – Cliccare qui

In Italia, “libertà di stampa” ha assunto ormai il significato di essere liberi di nascondere le notizie e i fatti. Specialmente quando riguardano una parte politica e sociale scomoda.

Ieri, nelle principali città del paese, ci sono state alcune manifestazioni. A Roma c’è stata quella della Lega assieme ai fascisti di Casa Pound alla quale i media hanno dato massimo risalto, dedicando anche trasmissioni in diretta televisiva e intere pagine di giornale.

Sempre a Roma, la contromanifestazione degli “antagonisti” ha avuto qualche attenzione di riflesso. Evidentemente non se ne poteva fare a meno (o, forse, si “sperava” in qualche tafferuglio). A Milano, invece, si è svolta la manifestazione organizzata da USB contro le politiche del governo e il “jobs act”.

La partecipazione, nonostante le difficoltà organizzative e l’assoluto silenzio mediatico, è stata molto buona. Circa 10.000 i manifestanti che hanno sfilato lungo le vie di Milano. Ma di questa protesta stampa e televisioni hanno taciuto. Una manifestazione così oscurata è come se non fosse avvenuta .

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Ormai l’informazione italiana è diventata qualcosa che sfiora l’indecenza. Si nascondono le notizie scomode, quelle che hanno per protagonisti i non allineati al pensiero unico che ci vogliono imporre.

L’informazione italiana è sempre più asservita al potere. È un malinconico e pericoloso megafono di regime.

08 Libertà di stampaDenunciare quella che è una vera e propria censura mediatica che colpisce chi protesta seriamente e pacificamente (è facile pensare che, se ieri a Milano ci fossero stati disordini o se qualcuno avesse infranto qualche vetrina, i media si sarebbero scatenati a mostrare lo scempio) deve diventare un compito di chi ancora crede che sia necessario dire la verità e confrontarsi.

Lutrario (USB): prima grande manifestazione contro jobs act e Expo, da qui continua la nostra battaglia

In piazza San Babila il corteo nazionale CONTRO I LADRI DI DIRITTI, ha visto sfilare per le vie di Milano 10.000 manifestanti contro jobs act, precarietà e razzismo.

Tante le realtà del lavoro pubblico e privato, dei movimenti sociali, dei coordinamenti cittadini e regionali, fianco a fianco con i precari, i disoccupati, i migranti e i senza casa.

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