Politichese e dintorni

Siamo alla frutta … dicono, non è corretto, diciamo noi, adesso la frutta a breve il dessert e dopo anche il grappino!

Renzi si vende un altro 5 e rotti per cento delle industrie strategiche Italiane, si stanno vendendo i gioielli di famiglia per pagare i vitalizi ai condannati, per mantenere partecipate in perdita, per garantire forse gli 80,00 euro probabile fonte di voti alle europee.

02 Siamo alla Frutta

Napolitano ha messo l’Italia in mano a uno che a dire di un giudice della corte dei conti, potrebbe non avere le competenze per rispondere davanti alla legge del suo operato, figuriamoci se, impegnato com’è a cinguettare in rete, le ha maturate adesso, e lo si vede bene da quello che continua a fare, incurante dei moniti che arrivano un po’ da tutte le parti, continuerà, si dice, svendendo le ferrovie dello stato, poi le Poste Italiane, tutti servizi essenziali che passeranno nelle mani dei privati che, è notorio, lavorano e investono per il bene comune e l’interesse dei cittadini.

A breve svenderà la RAI e così non ci sarà più nessuno, a parte qualche giornale indipendente, a raccontarci le bestialità che fanno a Roma.

Ci si potrebbe chiedere ……. Sanità si deve ricorrere ai privati se non si vuole schiattare nell’attesa di un appuntamento; Energia in mano ai privati; Acqua idem, nonostante il referendum ignorato dalla politica Italiana; Telecomunicazioni in mano ai privati; Ferrovie svendiamo pure quelle; Servizi Postali alè è meglio se le diamo in mano ai privati; Strade con i Project Financing, specialmente quelli alla Veneta saranno a breve tutte a pedaggio; E rivolgiamo un pensiero anche all’oro Italiano di cui non si hanno notizie da tempo immemore …..

Ma che cavolo le paghiamo a fare le tasse

03 Siamo alla Frutta

Da Il Fatto Quotidiano di F. Q. del 25 febbraio 2015

Conti pubblici, il Tesoro punta a 2,2 miliardi di euro vendendo il 5,7% di Enel

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Il ministero guidato da Pier Carlo Padoan ha messo sul mercato 540 milioni di azioni del gruppo che produce e distribuisce energia elettrica. A valle dell’operazione la partecipazione pubblica scenderà al 25,5% del capitale

Il Tesoro fa cassa. E si prepara a incamerare quasi 2,2 miliardi di euro come corrispettivo per il 5,7% di Enel. Il ministero guidato da Pier Carlo Padoan, che ha appena ottenuto il via libera della Commissione europea alla legge di Stabilità per il 2015, ha infatti comunicato di aver messo sul mercato 540 milioni di azioni del gruppo partecipato dallo Stato che produce e distribuisce energia elettrica. Agli attuali valori di Borsa (4,05 euro ad azione), il corrispettivo sarà per l’esattezza di 2,16 miliardi. Una salutare boccata di ossigeno per i conti pubblici, nel quadro del piano di privatizzazioni che, stando alle stime inserite dal governo Renzi nel Def e confermate nella manovra, dovrebbe fruttare ogni anno una cifra pari allo 0,7% del Pil.

A valle del collocamento delle azioni Enel “presso investitori istituzionali italiani ed esteri”, che sarà portato a termine attraverso un consorzio di banche costituito da Bofa Merrill Lynch, Goldman Sachs International, Mediobanca e Unicredit Corporate & Investment Banking, il Tesoro scenderà dal 31,24 al 25,5% del capitale.

La nuova operazione arriva dopo la quotazione di Fincantieri e Rai Way e la vendita del 35% di Cdp Reti e del 40% di Ansaldo Energia e lo slittamento dello sbarco in Borsa di Poste Italiane. La scorsa estate era emerso che via XX Settembre intendeva accelerare sulla cessione di quote di Eni ed Enel. A settembre però il premier aveva frenato, affermando che “non era prioritario” ridurre le quote dello Stato “in due società che hanno grandi potenzialità”, visto che “il corso dei titoli può ancora crescere e si può fare un discorso più strategico”. Posizione evidentemente rivista, nonostante negli ultimi cinque mesi il prezzo dei titoli del gruppo a Piazza Affari non sia cresciuto, anzi sia un po’ diminuito. Nella valutazione ha probabilmente pesato il fatto che dall’inizio di gennaio le quotazioni risalite.

Discorso diverso per il Cane a sei zampe, che, complice il crollo del petrolio, in Borsa ha perso molto terreno: oggi le azioni valgono 16,48 euro contro gli oltre 19 di inizio settembre. Qualsiasi mossa su quel fronte, dunque, dovrà attendere tempi migliori. E’ invece sulla rampa di lancio la privatizzazione di Ferrovie dello Stato: a inizio febbraio il Tesoro ha scelto Bofa Merrill Lynch come consulente finanziario che affiancherà l’azionista pubblico nel processo.

Per avere qualche notizia sulla sorte dell’oro Italiano – Cliccare qui

04 Siamo alla Frutta

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