Politichese e dintorni

Corte dei Conti assolve Renzi perché incapace di intendere e di volere

Spassosa, scrivono su VoxNews, la sentenza che assolve Renzi per assunzioni illegittime, e lui su Twitter naturalmente esulta e scrive “Finalmente ristabilita la verità” …… Italia. Italia in che mani ti hanno messo!

Corte dei Conti

Corte dei Conti

La notizia corre sul web ma non nelle TV asservite al potere a prescindere dal colore di appartenenza, si guardano bene dal dire le motivazioni per cui Renzi è stato assolto, anzi per non sbagliare in molti non danno la notizia.

Lui si limita a postare un altro cinguettio, è felice forse perché è stato assolto, forse perché non pagherà i 14.000 Euro di multa per le assunzioni illegittime quando era presidente di provincia a Firenze.
Aveva assunto quattro persone nel suo staff, esterni all’amministrazione, (parrebbe con chiamata diretta) con paga da funzionari ma l’incarico prevedeva una laurea che i quattro non possedevano, dunque non dovevano essere assunti come funzionari e non avrebbero dovuto percepire il relativo stipendio.
Tutto ciò, oltre ad essere illegittimo, avrebbe prodotto un danno erariale di oltre 2.000.000,00 di euro.

E’ una sentenza questa che spalanca la porta a risvolti molto preoccupanti, di fatto i giudici hanno rovesciato una delle cose che ci vengono ripetute spesso, “La Legge non ammette ignoranza”.
Ora, e solo ora in esclusiva per tale Renzi Matteo la legge cambia e viene ammessa l’ignoranza, anche se travestita sotto forma di un più gentile “Non aveva le competenze”, resta il fatto che ha commesso un reato, ma poteva farlo perché non era sua competenza essere a conoscenza dei requisiti necessari a quelle assunzioni. Da domani sui tribunali cambieranno la dicitura sostituendola con un sonoro:

“La legge è uguale per tutti, ma non per gli ignoranti perché non è di loro competenza essere a conoscenza di quello che stanno facendo”

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Strano però, Berlusconi e altri non potevano non sapere e giù articoli sui giornali e sputtanamento in TV, per Renzi, che come presidente di regione aveva tutte le possibilità di consultare e consultarsi con chi di competenza al contrario non era tenuto a farlo.
E’ come dire che non essendo Scaiola un immobiliarista poteva anche non sapere il vero valore di un attico al Colosseo, o che la camorra, non essendoci cartelli indicatori specifici, poteva non sapere che i rifiuti tossici devono essere trattati prima dell’interramento, se un politico a caso va a letto con una minorenne, non essendo un avvocato o un assistente sociale potrebbe non sapere che certe cose non si fanno, di esempi potremmo farne a milioni, ma resta il fatto che per Renzi è stato creato un precedente che allarga ancora di più le già larghissime maglie della giustizia Italiana.

Comunque sia, in ogni caso, il “Fiorentino che non deve chiedere mai”, neanche quando svende oltre il 5% di una industria strategica per l’Italia come l’Enel e utilizza il ricavo non per diminuire il debito pubblico, o ad esempio per intervenire sul dissesto idrogeologico che ogni anno crea disastri, morti e spese intollerabili ai cittadini, ma per mantenere lo status quo, (vitalizi, e spese per la politica) dicevamo, in ogni caso si era premunito, infatti nascosto nei meandri della riforma della Pa del suo ministro Madia presentata il 13 giugno e convertita l’11 agosto 2014 come legge n. 114, è spuntato un comma 3-bis che modifica il Testo Unico degli Enti Locali proprio nella parte che riguarda l’inquadramento del personale di staff esterno alla PA.

Dispone che “resta fermo il divieto di effettuazione di attività gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, è parametrato a quello dirigenziale”.

Con un lessico un po’ oscuro e bizantino, il comma sembra acclarare la possibilità di parametrare il trattamento economico dei “portaborse” sprovvisti di laurea a quello dei dirigenti; proprio l’inciampo oggetto dell’appello di Renzi nel Lazio. Da qui, il sospetto che non fosse entrato nella riforma per caso ma ad “usum delfini”, perché venisse applicato retroattivamente dalla Corte dei conti in base al principio di retroattività della legge favorevole al reo.

Ma non è stato necessario usare l’ennesima legge ad personam, ci ha pensato la Corte dei Conti.

Dopo la sentenza nel caso Eternit credevamo di aver visto tutto quello che c’era da vedere, ma la Corte dei Conti ci stupisce ancora con spiacevoli effetti speciali, e comunque viva l’Italia, per quel poco che ancora resterà in piedi.

Conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Quanto sopra è ricavato dai seguenti articoli:

Da Voxnews: Corte Conti assolve Renzi perché “Incapace di intendere e di volere”

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Per leggere l’articolo su Voxnews – Cliccare qui

Da Il fatto Quotidiano: Assunzioni irregolari a Firenze, Renzi assolto perché “non addetto ai lavori”

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Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

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