Ambiente/Inquinamento

La sentenza Eternit è stata una scelta interpretativa delle leggi.

E proprio questo è uno dei molti, troppi problemi della legge Italiana, esistono troppe leggi e la cosa greve, anzi gravissima, è che lo spazio per interpretarle è immenso quando al contrario dovrebbe essere pari a zero. Le leggi non possono e non dovrebbero dare spazio a diverse interpretazioni.

Senato - ddl Riforme Costituzionali
La legge non va interpretata, deve essere, si può o non si può, punto, l’eventuale pena può e deve essere regolamentata in funzione di vari parametri, ma il fatto o sussiste o non sussiste.

Il perché tutto ciò continua ad accadere e ci si ritrova con 2.000 omicidi di cui si conosce l’autore ma questi continua a vivere libero e tranquillo immerso nei guadagni ricavati anche con il lavoro delle persone decedute per sua colpa è presto detto:

Gran Bretagna: 3.000 leggi,
Germania: 5.500 leggi,
Francia: 7.000 leggi
Italia: NON SI SA’

In Italia, infatti, non c’è Istituzione,  Presidenza della Repubblica, Parlamento e Governo inclusi che sia in grado di dire con certezza quanti atti aventi forza di legge, e destinati, dunque, ad incidere sulla vita dei cittadini e dello Stato medesimo, sono in vigore in questo momento. Probabilmente il loro numero si aggira intorno alle 150/200.000 LEGGI (il maiuscolo è per dare enfasi 🙂

Vi sembra normale? …… d’altra parte quando si parla di politica vi sembra ci sia qualcosa di normale in Italia?

03 Eternit

Eternit, Casson: “Sentenza ‘contra lavoratorem’. La condanna era possibile”

Da Il Fatto Quotidiano: del 23 febbraio, 2015 di Mario Portanova

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Cattura02

Il senatore Pd, ex pm, critico sulle motivazioni della Cassazione che ha mandato assolto Stephan Schmidheiny per le oltre 2000 vittime dell’amianto: “E’ una scelta interpretativa, ma la Costituzione tutela salute e lavoratori”. Ma se la nuova legge sugli ecoreati fosse già in vigore, “perseguire sarebbe stato più facile”

Il processo Eternit poteva finire con una condanna, anche con le leggi in vigore, anche con l’attuale disciplina della prescrizione. I giudici di Cassazione hanno fatto una scelta interpretativa che ha portato alla prescrizione e al colpo di spugna sulle responsabilità per 2000 vittime dell’amianto, mandando assolto l’unico imputato, il numero uno di Eternit Stephan Schmidheiny.

Ma avrebbero avuto tutti i presupposti di legge per condannarlo.

Ne è convinto Felice Casson, senatore Pd, promotore di una nuova legge sulla questione amianto, candidato sindaco di Venezia ed ex magistrato che ha istruito fra l’altro l’inchiesta sui veleni del Petrolchimico di Porto Marghera. Proprio in questi giorni esce “Le fabbriche dei veleni” (La Toletta Edizioni), aggiornamento del suo libro del 2007. Casson parla addirittura di una sentenza “contra lavoratorem”.

05 EternitSenatore Casson, nelle motivazioni i giudici di Cassazione sostengono che il reato di distastro ambientale è terminato quando Eternit ha chiuso lo stabilimento di Casale Monferrato, nel 1986, e che quindi era prescritto addirittura prima che cominciasse il processo. Che ne pensa?

Sono state confermate le previsioni negative della vigilia. I giudici hanno fatto una scelta interpretativa che non era assolutamete vincolata e potevano benissimo decidere come i colleghi di primo e secondo grado (che avevano condannato Schmidheiny a 18 anni di reclusione, ndr). La decisione di questi ultimi è stata maggiormente conforme alla Carta costituzionale, che in più punti dà per prioritaria la tutela della salute e dei lavoratori. Quando ci sono più opzioni bisogna leggere secondo l’ottica costituzionale.

Sul caso Eternit c’è stata una scelta “contra lavoratorem”.

E adesso? Dopo la pubblicazione delle motivazioni, la Procura di Torino ha chiesto un nuovo rinvio a giudizio per Schmidheiny, con la nuova accusa di omicidio volontario. Secondo lei è una strada praticabile? La difesa già invoca il “ne bis in idem”, cioè nessuno può essere giudicato due volte per lo stesso fatto.

Certo, le difese lo sosterranno, ma secondo me il “ne bis in idem” è assurdo perché nei due casi sono giudicati beni giuridici diversi e reati diversi. Le morti colpose e le malattie più recenti provocate dall’amianto non sono prescritte.06 Eternit

Il Senato dovrebbe approvare a breve, forse già domani, la nuova legge contro gli ecoreati. Secondo lei diventerà più facile perseguirli?
Se il nuovo testo fosse già legge sarebbe stato più facile per i giudici perseguire un caso come quello di Eternit e chiuderlo senza incorrere nella prescrizione. Fra l’altro è stato approvato un mio emendamento specifico sulle vittime del lavoro e sulla tutela rispetto alle malattie professionali.

Lei ha istruito l’inchiesta sui morti di tumore del Petrolchimico di Porto Marghera, e il processo si è concluso in Cassazione nel 2006 con diverse condanne di dirigenti Montedison, anche se le contravvenzioni ambientali andarono prescritte. I giudici di Eternit citano in sentenza anche quel caso. Vede un parallelo?

Anche in relazione a quel caso furono citate sentenze contrapposte delle Sezioni unite della Cassazione.

E’ la conferma che la decisione finale spetta alla coscienza dei giudici.

E questa è la “Giustizia” Italiana !!!!!!!

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