Politichese e dintorni

DDl Concorrenza …… Ancora una volta, l’ennesima, stravincono le lobby e i consumatori ….. pagano!

Al link successivo, tratto dal sito di Repubblica.it il testo del Disegno di Legge per la concorrenza, si parla di assicurazioni, di fondi pensione, di trasparenza e risparmio sulle RC auto, energia, costi bancari della professione forense, del notariato, della semplificazione del passaggio di proprietà di beni immobili ad uso non abitativo, delle modifiche alla disciplina della società a responsabilità limitata semplificata, della sottoscrizione digitale di taluni atti, dell’interpretazione autentica in materia di abrogazione del divieto di svolgimento in forma associata di attività professionali, delle misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica, della Concorrenza nella distribuzione dei carburanti per autotrazione, e naturalmente, della eliminazione di vincoli per il cambio di fornitore di servizi di telefonia, di comunicazioni elettroniche e di media audiovisivi, oggetto dell’articolo.

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Per leggere il ddl concorrenza – Cliccare qui

Cambio operatore telefonico, nel ddl concorrenza tornano le penali, è un bel passo indietro rispetto alla legge Bersani che al contrario aveva abolito qualsiasi forma di penale nel caso si decidesse di cambiare gestore, e non parliamo, per il momento, dei regali che “Il Fiorentino che non deve chiedere mai” concede alle assicurazioni, è sempre più evidente un grande disegno, i cittadini sono solamente mucche da mungere finchè ce né.

Ma torniamo alla telefonia, di assicurazioni ci occuperemo in seguito, adesso il tempo minimo di permanenza sarà, per legge, di 24 mesi e, anche se “lorsignori” cercano di convincerci che non è affatto vero, e il ministro prova a spiegarci che:

“La norma inserita nel disegno di legge non cambia, le disposizioni generali in materia di recesso anticipato dai contratti di telefonia, internet e tv (già regolati dal DL 7/2007) ma disciplina i costi di uscita dalle sole promozioni relativi ai medesimi servizi (come per esempio l’uso di uno smartphone o le partite di calcio gratuite).

Ma ormai questo governo (che non è stato eletto da nessuno) ci dice che pensando al bene dei cittadini e del paese farà una cosa, (e le indiscrezioni prima del consiglio dei ministri parlavano di di costi di recesso eliminati o fortemente ridimensionati), e cioè che restava valido quanto previsto dalla legge Bersani che: “garantisce la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso un altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore”, prevede che per cambiare gestore si paghino solo i costi tecnici dovuti all’eventuale disattivazione.

Mentre poi nei fatti si tratta di tutt’altra cosa, infatti anche Altroconsumo interviene a piè pari sull’argomento e si dice non convito dalla precisazione del ministro.

“Dobbiamo confermare tutte le nostre preoccupazioni”, scrivono in una nota: “Si rischia di resuscitare le penali che nel settore delle comunicazioni elettroniche erano state eliminate con il decreto Bersani. Infatti, nella parte ora aggiunta al comma 3, si dice esplicitamente che:

“le spese e ogni altro onere comunque denominato relativi al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore sono commisurati al valore del contratto al momento della sottoscrizione quando, invece, secondo la legge vigente, gli unici costi che l’operatore può recuperare sono quelli giustificati da costi dell’operatore medesimo ovvero costi tecnici vivi per operare lo switching e/o il recesso – sui quali peraltro pendono ancora ricorsi”.

Dati i numerosi precedenti, uno per tutti, l’eliminazione delle provincie che al contrario godono ancora di ottima salute e i cui membri sono da poco stati rieletti, a chi credete al governo o Altroconsumo?

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Negli articoli linkati di seguito troverete un ampia spiegazione su quello che hanno fatto.

Da Il Fatto Quotidiano di Patrizia De Rubertis del 24 febbraio 2015

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Cambio operatore telefonico, nel ddl concorrenza tornano le penali

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Doccia fredda per gli utenti della telefonia fissa e mobile. Nel ddl Concorrenza è contenuta una norma che reintroduce le penali nel caso si lasci un operatore prima della scadenza naturale del contratto, che può arrivare fino a 24 mesi. Ma il ministero smentisce e precisa: “Riguarda solo iI costi di uscita dalle sole promozioni relativi ai medesimi servizi (come per esempio l’uso di uno smartphone o le partite di calcio gratuite)”

Apple, esce oggi negli store il nuovo iPhone 6: tutti pazzi per la mela

Da Repubblica.it del 24 febbraio 2015

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Telefonia, il Mise: “Nessuna penale per cambio gestore”. I dubbi di Altroconsumo

Per leggere l’articolo su Repubblica.it – Cliccare qui

Il ministero dello Sviluppo Economico con una nota interviene su un punto controverso del ddl Concorrenza: la norma disciplina i costi di uscita dalle sole promozioni relativi ai medesimi servizi dove “già esistono”. L’associazione: “Preoccupazione.

Apple, esce oggi negli store il nuovo iPhone 6: tutti pazzi per la mela

E non è certo la prima volta!

Da Il Fatto Quotidiano del 27 settembre 2014 di Eduardo Meligrana

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Roaming, salta lo stop: l’Italia fa un favore ai colossi della telefonia mobile

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Sempre l’Italia, non molto tempo fa, tramite il Presidente di turno dell’unione europea presenta una richiesta per posticipare lì eliminazione del “Roaming” perché, dice, le ditte di Tlc devono ancora organizzarsi!

Naturalmente a tutto ciò ben difficilmente verrà data la giusta evidenza in un dei vari Talk Show che impazzano su verie reti TV, e sembra che neanche le testate giornalistiche abbiano dato il giusto risalto, ci si chiede, è proprio una notizia di così scarso valore?

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Da Il Fatto Quotidiano del 28 gennaio 2013 di Patrizia De Rubertis

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Cellulari, maximulta ai gestori telefonici per i servizi non richiesti. Come difendersi

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

E come la mettiamo con i servizi a pagamento che non sono mai stata sottoscritti o confermati di cui ci si accorge solo dopo che hanno azzerato il credito che pensavamo sufficiente anche per i prossimi due mesi?

Insomma, le lobby, siano quelle dei giochi d’azzardo, che quelle delle assicurazioni, o la telefonia vincono sempre, loro hanno i numeri, i consumatori invece no, eppure basterebbe poco per liberarci di alcune di queste, sarebbe sufficiente rinunciare per 6/12 mesi ai loro servizi, richiesti e anche non, ne saremo mai capaci? Crediamo proprio di no e questo loro lo sanno bene.

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