Politichese e dintorni

L’Europa: in mano ad una congrega di Pagliacci di Falsi e di Ipocriti.

E Padoan felice come non mai dichiara ai giornalisti “Abbiamo raggiunto l’accordo, è una vittoria per tutti” e alla domanda “Su cosa avete raggiunto l’accordo” l’illuminato da Renzi (che splende di suo) risponde “Di questo non ne abbiamo parlato, ma ciò non è  molto importante!”.

Questi sono i fini politici che ci stanno portando, accelerando i tempi ogni giorno che passa, al fallimento completo, ormai lo hanno capito anche i sassi, anche se le TV ed i giornali si guardano bene dal dirlo, l’Italia in un futuro ormai quasi presente sarà semplicemente un paese fornitore di mano d’opera non più specializzata a basso costo, e gli Italiani, così come i Greci, i Portoghesi, gli Spagnoli e chissà quale sarà il prossimo saranno, e già lo siamo da un po’, paesi da mungere fino allo stremo, fino all’ultima goccia con la complicità di persone che pensano solamente alla loro poltrona, ai loro diritti (acquisiti) a quelli dei loro figli, parenti, amici ed amichetti vari.

 

Il 65% degli anziani in Grecia soffre la fame.

Il 65% degli anziani in Grecia soffre la fame.

Noi politici poco seri, pagliacci gli europei: Grecia fallita

Da Bassano Più di Giancarlo Marcotti del 21 febbraio 2015

Cattura

Per leggere l’articolo sul sito di Bassano Più – Cliccare qui

Pagliacci! Non si possono definire in altro modo. Noi pensiamo, da provinciali, di avere politici poco seri, ma è l’Europa intera ad essere in mano a pagliacci. Sono pagliacci la Merkel, Tsipras, Juncker, Dijsselbloem, Varoufakis, Schauble, Weidmann e naturalmente anche Renzi ed Hollande ecc. ecc. Persone false e ipocrite che stanno distruggendo e portando alla fame un intero continente pur di non ammettere un fallimento che è sotto gli occhi di tutti.

Scusate, ma sono obbligato a chiedervi di riflettere su cose poco piacevoli, proprio ieri, 20 febbraio, la Caritas ha pubblicato il “Rapporto Europa” e l’Istat il documento “Noi Italia”. I dati sono agghiaccianti.

E intanto in Grecia ....

E intanto in Grecia ….

Un italiano su quattro è a rischio povertà, 10 milioni di persone sono in condizione di povertà relativa, la povertà assoluta coinvolge l’8% delle famiglie.
In Sicilia più della metà delle famiglie vive in condizioni di deprivazione, erano un terzo nel 2009! Avete idea della gravità della situazione? E con quale velocità si sta espandendo?

Questi sono gli ultimi dati a disposizione e si riferiscono al 2013, ma nel 2014 il contesto è certamente peggiorato!!!
In Grecia la situazione è molto più grave rispetto alla nostra! E questi ci vengono a dire che “E’ stata trovata una soluzione”, il piano di aiuti è stato prorogato per quattro mesi, la Grecia avrà il tempo di fare le riforme quindi onorerà i propri impegni?!?

Ma chi vogliono prendere in giro?

E loro cantano vittoria!

E loro cantano vittoria!

Voi capite fino a che punto ci stanno prendendo per i fondelli? C’è al mondo qualcuno che pensi davvero che possa bastare fare qualche riforma per rimettere in sesto i conti?

Ora cerco di spiegare, nella maniera più chiara possibile, in quale condizione si trova il Paese ellenico.

La situazione della Grecia può essere assimilata a quella di un pensionato che guadagna 516 euro al mese e deve rimborsare un debito di 1.000.000 (un milione) di euro!!!

Anche se gli azzeri gli interessi, come può fare a ripagare il debito? Non solo non è questione di interessi, ma neppure di tempo, perché uno che guadagna così poco non arriva neppure a fine mese! Come fa a restituire una cifra simile? Nemmeno in cento anni! Quel debito non può far altro che aumentare!

Fra quattro mesi in quali condizioni pensate si ritroveranno Tsipras & Co.? In una situazione ancora peggiore rispetto a quella attuale!

La didascalia non serve

La didascalia non serve

La Grecia è fallita! E per colpa dell’euro!

Questa è la verità!

C’è qualche dubbio? Riflettiamo, allora, di nuovo sulla Grecia: la proroga concessole di quattro mesi è il tempo che serve per stampare le nuove Dracme.

Ormai in politica siamo arrivati al “virtuale”, e ciò che è accaduto ieri a Bruxelles ha superato ogni immaginazione, pensate che tutta la stampa internazionale oggi riporta in prima pagina la notizia che è stato raggiunto un accordo.

Ebbene, se le parole hanno ancora un significato ciò significa che sarà stata sottoscritta una dichiarazione d’intenti, un memorandum, oppure, per semplificare, passatemi il termine certamente non appropriato, un contratto, fra la Grecia e l’Eurogruppo.

Ebbene no! Non è così! Ma per un motivo assolutamente banale, semplicemente perché …

… questo contratto non c’è! Non esiste! Non è stato ancora stilato!

Lo so che è difficile da credere, ma è proprio ciò che è accaduto, vi ripeto, è stato raggiunto un accordo “virtuale”, non concreto.

La miglior dimostrazione di come la politica dall’«arte del possibile» come diceva Bismarck, si sia trasformata nell’«arte dell’assurdo» l’ha data il nostro Ministro dell’Economia che, a mio parere ha raggiunto l’apice, l’assoluto.

Piercarlo Padoàn, infatti, intervistato all’uscita dalla riunione dell’Eurogruppo ha dichiarato che l’accordo raggiunto era “una vittoria di tutti” specificando però che “non abbiamo parlato di contenuti”!

Ma, avete capito?!?

Cioè è come se gli avessero chiesto:

E’ stato raggiunto un accordo?

“Sì”

E su cosa?

“Di questo non ne abbiamo parlato, ma ciò non è molto importante”

Canta vittoria, non sa il perché, ma non è importante.

Canta vittoria, non sa il perché, ma non è importante.

Una persona razionale rischia di impazzire, ed allora ho cercato in tutte le maniere di trovare una giustificazione ad una situazione che di logico non ha nulla, e l’unica conclusione plausibile è che la proroga di quattro mesi che è stata accordata, serva alla Grecia per avere il tempo tecnico di “stampare le nuove Dracme”, e forse questo non si poteva dire.

Ed andando avanti di questo passo si ritroveranno alla fame anche i portoghesi, e poi gli spagnoli e poi gli italiani e poi … è solo una questione di tempo.

Dobbiamo fermarli!

Basta Unione Europea! Basta Euro!

 

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