Ambiente/Progetti di Finanza e Grandi Opere/Strade e Ferrovie/Territorio

Nuova Valsugana, sindaci tra 2 fuochi «Se la fermate, penale molto salata»

E Zaia dichiara …… “L’opera si farà se è voluta dalla cittadinanza, se invece la cittadinanza non la vuole… l’opera non si farà!”
Caspita, ma allora, prima di dichiarare che questa è un opera di pubblico interesse non poteva chiederlo alla cittadinanza?

02 - NUova Valsugana

E inizia la campagna del “terrore” come se a pagare non fossero comunque e come sempre i cittadini, ma davvero vorrebbero farci credere che per ovviare ai problemi di traffico sulla Valsugana si debba rifare di sana pianta tutta la strada trasformandola poi in una autostrada a pagamento?

Il Veneto ha già dato, ha versato e continua a versare un obolo spaventoso, a quella che qualcuno si ostina a chiamare “crescita”, mentre sui giornali si legge che crescono solamente i soldi in tasca di certi personaggi!

Davvero credono di farci credere che la penale sarà cara salata? Ma fateci il piacere, sarà sempre e comunque meno cara di quanto la regione dovrà pagare nel corso dei prossimi decenni per il mancato traffico che i proponenti avranno sicuramente previsto (Tipo Pedemondana) sarà sempre meno cara dei cospicui e generosi contributi che prima la Regione poi lo Stato dovrà versare ai proponenti (Vedi ancora la Pedemontana).

Non sarà necessario sventrare il Grappa, che quasi sicuramente sarà la parte dei lavori in cui improvvisamente, inaspettatamente, quasi per caso e come per magia sorgeranno tali e tanti problemi, magari a causa dei “Fontanazzi” da costringervi, vostro malgrado, ad aumentare necessariamente i costi che, naturalmente, saranno scaricati sulla Regione e sullo Stato, magari defiscalizzando l’opera, e noi paghiamo, paghiamo tre volte, la prima per la strada esistente (gratuita), la seconda per i lavori che ormai in pochi sostengono, la terza quando saremo costretti a percorrerla, dato che le alternative gratuite costringeranno gli automobilisti a fare la via crucis tre i paesi della valle.

Sulla carta sembra tutto molto bello, lo avete mai visto il “Filmatino” pubblicitario per la Pedemontana? Sembrava di essere su un altro pianeta, poi, vai a guardare i cantieri e ti accorgi della differenza, dei disastri e della distruzione che è stata portata sui nostri territori, fin sulla soglia delle nostre case, sempre che non siate tra quelli che la casa se la vedranno espropriata per quattro soldi che riceveranno il dì del poi, se non quello del mai, (A bassano se non andiamo errati li stanno aspettando da un bel pezzo).

Visto che a favore dell’opera si stanno muovendo le menti più eccelse d’Italia, studiatevi un progetto che possa coesistere con l’esistente, di limitato impatto e sostenibile, realizzate una strada che sia gratuita come lo è ora e che risolva, una volta per tutte i problemi che sicuramente esistono, ma che possono essere risolti in maniera molto meno invasiva.

Se facciamo un conto, anche spannometrico, quello che la Regione pagherà nei decenni, i contributi iniziali e in corso d’opera dello Stato e della Regione, il certo lievitare dei costi, se ne fanno di strade, a chi giova rifare quello che esiste per trasformarlo a pagamento?

p.s. E già che ci siete togliete di mezzo i caselli della Pedemontana, si lo sappiamo che i terreni espropriati adesso, e solo adesso, hanno un valore non indifferente, ma siamo nel 2015, volete ancora mettere personale mal pagato a ritirare con turni di giorno e di notte quei pochi euro delle poche macchine che vi transiteranno?
Fate dei pass prepagati, installate dei tutor, (Si esistono dei tutor adatti e studiati proprio a questo scopo) usate le vignette, ma evitate di distruggere ancora solo per il gusto di farlo, non serve ci sono strumenti efficaci, di minor costo e maggior flessibilità, o forse lo spazio dedicato ai caselli serve anche per altri scopi?

Vi siete inventati una “Autostrada” per giustificare i nuovi percorsi, ma probabilmente serve solamente per distruggere una strada, la Gasparona che al termine dei lavori (nonostante qualcuno pensi e vada in giro a raccontare il contrario) non esisterà più, forse solamente perché era gratuita e già interamente pagata con i soldi delle nostre tasse.

Riutilizzandola e ampliandola, i costi sarebbero stati infinitamente più bassi e la Regione poteva lasciarla ad uso gratuito, basta con le speculazioni, la distruzione di terre, case, capannoni, esistenza e tranquillità dei cittadini, siamo noi che paghiamo, siamo noi sempre, comunque ed in ogni caso che riempiamo le vostre tasche, voi, nonostante non ve lo ricordiate mai, siete i nostri dipendenti e da che mondo è mondo i dipendenti devono fare quello che dice chi li paga, in Italia è esattamente il contrario, i dipendenti hanno le tasche piene, chi li paga le ha vuote e subisce!

04 - NUova Valsugana

Da il Gazzettino di Roberto Lazzarato del 17 febbraio 2015

03 - NUova Valsugana

Per leggere l’articolo sul sito de Il Gazzettino – Cliccare qui

Valbrenta, fumata nera al summit con Donazzan. Ferazzoli: «La Regione ha votato la pubblica utilità senza consultarci, ora se la srighino loro»

06 - NUova ValsuganaVALBRENTA
“E io pago” ripeteva Totò. E conti da pagare, anche salati, non solo pecuniari, ma anche in termini di inquinamento e nuovi disastri ambientali, si prospettano all’orizzonte della Nuova Valsugana, l’eterna incompiuta. Fumata grigia, l’ennesima, nell’incontro promosso a Pove dall’assessora regionale Elena Donazzan con i sindaci del territorio interessato al progetto (decine sono quelli finiti nel dimenticatoio nei decenni scorsi) e i rappresentanti delle categorie economiche del Bassanese.

L’ingegner Mocellin, tecnico regionale, ha chiarito, in particolare ai nuovi amministratori, alcuni aspetti del progetto ottimizzato scaturito dal recepimento, in parte, delle osservazioni degli enti interessati e illustrato l’iter procedurale, che prevede la convocazione da parte del Ministero alle infrastrutture, probabilmente entro il 2015, della conferenza dei servizi nella quale tutte le parti in causa avranno l’opportunità di presentare le proprie osservazioni. Se l’iter proseguirà, il passo successivo sarà davanti al Cipe con il governatore del Veneto, quindi la pubblicazione e poi il bando di gara.

“La commissione territorio e ambiente dell’Unione Montana Valbrenta ha espresso un parere articolato sul progetto ottimizzato – ha fatto presente il presidente dell’Unine Montana Luca Ferazzoli – che sarà preso in esame dai sindaci alla luce anche di quanto emerso nei due incontri promossi a Pove e poi saranno presentate le valutazioni alla conferenza dei servizi. Comunque, non sono i sindaci ad avere la possibilità di fermare il progetto, ma sarà solo la Regione a poterlo fare, dal momento che ha dichiarato il pubblico interesse dell’opera senza consultarci”.

In merito all’eventuale penale da pagare in caso di blocco, la Donazzan ha informato che l’avvocatura regionale sta valutando il caso, ma l’entità del risarcimento potrebbe essere molto oneroso, si sussurra del 2,5% del costo dell’opera, un bel malloppo di milioni di euro. La Regione dovrà anche tener conto della mutata composizione della giunta, dopo il blitz del caso Mose, e valutare attentamente i vari aspetti dei project financing.07 - NUova Valsugana

Altro nodo pecuniario è quello relativo al pedaggio. Le cifre, presunte, che circolano, parlano di 5 euro di ticket per le auto e di 10 per i camion, con il timore, non solo ipotizzato, che siano in molti, forse troppi, a svicolare in destra Brenta per non pagare, causando il collasso dall’altra parte del fiume. “Le eventuali esenzioni figurerebbero solo sul bando – spiega Ferazzoli – e quindi si andrebbe in gara senza la certezza che il traffico non andrà a finire in destra Brenta”. I rappresentanti delle categorie economiche hanno fatto presente la necessità di trovare una soluzione, per non penalizzare il territorio che sta perdendo competitività a causa di infrastrutture carenti.

Intanto prendono posizione anche i consiglieri Cinquestelle del Bassanese (Nervo di Solagna, Guidolin di Rosà, Contro di Sandrigo, Andreatta di Marostica, Zanetti di Cartigliano, Ziliotto di Cartigliano, Lago di Tezze sul Brenta): “La Nuova Valsugana è una storia tipicamente italiana – scrivono -: i comitati di cittadini, primi a denunciare i gravi problemi del project, sono stati prima ignorati e poi visti con fastidio dai sindaci interessati al passaggio dell’opera.

Senza tema di smentita “i grillini” si sono schierati da subito contro quest’opera e per non consentire una strumentalizzazione politica della vicenda hanno sostenuto i comitati senza mai esporre la bandiera del movimento. Poi sono diventati di dominio pubblico i danni di questa finanza di progetto nella quale, è bene ricordarlo, gli unici a guadagnarci sono i costruttori dell’opera, mentre per le casse pubbliche è un salasso. Quindi è scoppiato il caso Mose, che ha coinvolto Galan e Chisso, ed è stata una corsa disordinata a trovar posto nella “scialuppa di salvataggio”.

“Con un curioso ritardo, a dire no all’opera è arrivata anche Italia Nostra… come si dice: meglio tardi che mai”. Quindi bacchettate anche alla candidata presidente del Veneto del Pd, l’on. Moretti, colpevole di essere arrivata in ritardo sul tema. “Per correttezza è bene aggiungere – continuano i grillini – che favorevole all’opera sembra non fosse neppure l’assessore Donazzan.

Al momento della presentazione in Giunta Regionale del Progetto da parte del collega Chisso, si astenne; salvo poi ricomparire recentemente piombando dai sindaci alla vigilia del loro pronunciamento alla prossima conferenza dei servizi ed avvertendoli che ci sarà una penale da pagare nel caso l’opera non si faccia”.

I Cinquestelle si chiedono: “Una domanda sorge spontanea: ma allora, chi la voleva, la Nuova Valsugana? Di sicuro l’ex assessore Renato Chisso, le ditte che vogliono costruirla. Ad essi “dovrebbe” aggiungersi il governatore leghista Luca Zaia: il condizionale è d’obbligo perché da un lato ha votato a favore nella delibera regionale che definisce l’opera di pubblico interesse, salvo poi, alcune settimane, fa dichiarare agli organi di stampa che “l’opera si farà se è voluta dalla cittadinanza, se invece la cittadinanza non la vuole… l’opera non si farà!

Caspita, ma non poteva chiederlo prima alla cittadinanza?” chiosano i grillini.

05 - NUova Valsugana

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