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Valanga di furti: siamo tutti ostaggi

L’Italia, impunibilità 81%, furti nelle abitazioni aumentati del 93%, è una terra felice e costituisce la prima scelta per chiunque abbia voglia di praticare il furto, emigrare invece in Francia Germania o Gran Bretagna non se ne parla neppure: “Lì se ti prendono ti danno sei o sette anni di prigione”.

 

02 - Siamo tutti Ostaggi

Da La Domenica di Vicenza del 14 febbraio 2015

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Secondo il procuratore generale della Cassazione i reati impuniti sono l’81% ma chi si trova la casa svaligiata rinuncia sempre più spesso a denunciare il fatto: una sessantina di sindaci del Veneto propongono ora un’assicurazione affiancata dal Comune, 10 euro di costo, 5000 di risarcimento massimo – E altri ci stanno pensando seriamente

Una sessantina di Comuni nel Veneto di cui sei hanno già messo nero su bianco le delibere relative si stanno muovendo per trovare un rimedio almeno parziale alla piaga dei furti in appartamento ed al danno che ne deriva per chi li subisce. In un anno si supera di molto il limite dei due milioni di reati che rimangono senza autore riconosciuto.

Il che ha indotto i sindaci a proporre una polizza speciale che verrà sottoscritta con la loro mediazione e l’intervento tecnico di un broker assicurativo, per la creazione di una polizza che preveda un almeno parziale risarcimento dei danni. Il costo sarà di 10 euro all’anno, il massimo risarcimento previsto per danni all’abitazione è invece di 5000 euro (porte finestre e altro danneggiati) mentre di 1500 euro è il danno rifondibile per i beni asportati.

Furto in casa

Furto in casa

 Il tema diventa di attualità pressante quando si vada a vedere le proporzioni del fenomeno. In un anno i furti in casa sono quasi raddoppiati toccando un incremento che si aggira attorno al 93 per cento.

Le cause sono comunemente riconosciute, a cominciare da una giustizia che oltre ad impantanarsi nell’irto problema delle garanzie per cui in assenza di flagranza di reato non si va molto oltre la tirata d’orecchie, mentre per la flagranza si opta per la direttissima e la condanna con speditissima scarcerazione dei colpevoli che tornano subito in attività; una giustizia che in sovrappiù è decisamente troppo lenta con la bellezza di nove milioni di processi pendenti e troppo spesso come dicevamo l’incapacità di colpire chi commette reati.

Questa è tutto sommato anche la valutazione del procuratore generale della Cassazione Francesco Favara che snocciola le cifre del bilancio della giustizia. I reati sono in diminuzione, e questo è l’aspetto positivo, però i delitti dei quali sono rimasti sconosciuti gli autori sono stati 2.289.363, pari all’81% di tutti i delitti denunciati. In grandissima parte i reati in questione appartengono alla voce furti, con particolare rilevanza dei furti in appartamenti.

Il procuratore generale della Cassazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha definito “gravissimo e preoccupante” il fenomeno, “anche se un segnale di ottimismo può trarsi dalla conferma di una tendenza alla riduzione del loro numero: nel periodo precedente i delitti dei quali erano rimasti ignoti gli autori erano stati infatti l’83% di quelli denunciati”.

Ma la verità è che il problema, diremmo uno dei problemi più rilevanti, è che ormai la sfiducia del cittadino nelle istituzioni si è fatta così forte da provocare la non denuncia di reati considerati minori come appunto il furto in appartamento. E così si chiude in modo deludente per chi si aspetta vera giustizia dai magistrati un cerchio di impunità/impotenza che la dice molto lunga sulle probabilità di una qualsiasi inversione di tendenza perlomeno in questo specifico settore di reati contro il patrimonio da parte di bande o di protagonisti isolati che al momento vengono identificati mediamente dentro tre grandi categorie di appartenenza: nomadi, rumeni e albanesi. Non è necessariamente una classifica di “merito”, ma un orizzonte preciso che descrive in maniera affidabile a chi vadano attribuiti i reati in questione.

Furti in abitazione

Furti in abitazione

Come potrà incidere l’iniziativa dei sindaci perlomeno sotto il profilo di una per quanto piccola iniezione di fiducia nei confronti di cittadini sempre più perseguitati da questo incubo e anche sempre più irritati dall’impossibilità manifesta di risolvere il problema? Le prime sei iniziative sono partite nelle province di Venezia, Padova e Rovigo ed hanno ricevuto un discreto consenso, nel senso che una volta conosciuta l’opportunità i Comuni sono stati interpellati per informazioni da centinaia di persone. Come andrà a finire la cosa non è facile dirlo anche se è determinante la probabilità che potendo contare su un riparo almeno parziale, saranno molti quelli che si decideranno a firmare i contratti assicurativi, anche tenendo conto del prezzo piuttosto basso dell’impegno.

PENDOLARI DELLO SCASSO E IMPUNITI

Bisogna dire che a fare acqua da tutte le parti è proprio il meccanismo che dovrebbe attraverso la applicazione di una pena certa costituire un serio deterrente rispetto a chi commette un reato.

È un gioco di vera e propria impotenza, codice di procedura penale alla mano, che travolge letteralmente i tribunali e le forze dell’ordine. Se non c’è flagranza di reato, se cioè il ladro è stato identificato e arrestato fuori dal luogo del suo “esercizio” è previsto che dopo tre giorni di cella sia scarcerato, mentre se la flagranza c’è si svolge il processo per direttissima seguito comunque dalla scarcerazione anche se con l’ovvia iscrizione della sentenza nei precedenti del malfattore.

Tutto qui. Il che permette ai professionisti del furto una ampia possibilità di commettere reati e ripeterli a piacimento praticamente certi che comunque vada se la caveranno con una denuncia e qualche ora di camera di sicurezza.

Meridio Roberto

Meridio Roberto

Roberto Meridio (Siulp Veneto) dice che purtroppo questa situazione è largamente incontrollabile quanto scontata nei suoi sviluppi perché l’altissima frequenza dei furti fa sì che perfino chi ne è danneggiato e vittima faccia molto spesso a meno di andare a presentare la denuncia: “È difficile persuadere la gente che comunque si tratta di un’azione utile perché si mette a conoscenza dell’accaduto o la Questura o il comando dei Carabinieri.

E d’altra parte bisogna anche mettersi nei panni oltre che della gente anche delle forze dell’ordine. Noi come Polizia di Stato abbiamo un nucleo operativo anti-rapina, così come lo hanno i Carabinieri. Chiaro che nel caso della rapina parliamo di un tipo di reato che implica la violenza e che quindi va perseguito e se possibile prevenuto con tempestività. Il che accade spessissimo.

Ma nel caso della rapina siamo su un terreno in cui la tecnologia disponibile al momento attuale aiuta non poco. Aiuta anche ad anticipare le azioni dei malviventi. I sistemi di allarme e la rete delle telecamere nei luoghi possibilmente sensibili e soggetti ad eventuali rapine formano una catena di sicurezza molto importante che contribuisce ad ottenere successi rispetto ai tentativi o ai colpi comunque portati a termine.

Tutt’altra cosa è il terreno su cui si andrebbe ad agire per quanto riguarda i furti. A parte le eccezioni di sistemi di allarme davvero efficienti, bisogna capire che in un appartamento si penetra abbastanza facilmente e quelli che entrano portano via quel che trovano in un attimo senza soffermarsi troppo a lungo. Il tutto rende praticamente impossibile intervenire utilmente e quella volta che si riesce a prendere sul fatto qualche ladro un paio di giorni dopo è non solo in libertà, ma commette lo stesso reato. È capitato ai colleghi della Mobile di riprendere uno che era appena uscito di cella e denunciarlo di nuovo per lo stesso reato”.

03 - Siamo tutti Ostaggi

L’ITALIA SCELTA PRIVILEGIATA

Non fosse abbastanza convincente il racconto del poliziotto che oltre tutto fa anche il sindacalista, ecco un’altra parabola di non poca efficacia molto utile a spiegare che aria tira su questo argomento e dalle nostre parti.

L’Italia è una terra felice e costituisce la prima scelta per chiunque abbia voglia di praticare il furto. Dice il nostro interlocutore del successo ottenuto attraverso alcune intercettazioni telefoniche operate sul numero di un personaggio proveniente dal Medio Oriente e che si teneva sotto controllo per altre questioni, come il possibile reclutamento di aspiranti terroristi o il traffico di esseri umani di qua e di là del Mediterraneo.

Le conversazioni telefoniche dell’indiziato erano tutte rivolte a prepararsi il terreno.

Parlando della possibilità di mettere su una bella organizzazione di ladri internazionali ha detto testualmente che l’Italia “la migliore delle scelte perché anche se ti prendono fai un paio di giorni e te la cavi con una denuncia a piede libero”.

Come dire -e lo sottolineava subito dopo- che di emigrare invece in Francia Germania o Gran Bretagna non se ne parla neppure: “Lì se ti prendono ti danno sei o sette anni di prigione. Meglio l’Italia…”.

Ecco tra le altre piacevolezze qual è il privilegio del nostro paese per quanto riguarda le correnti di ladri e compagnie associate che decidono di emigrare per rifarsi la vita e il portafogli. La frequenza maggiore degli immigrati a rischio di furto -lo dicono le statistiche nazionali- vede in testa almeno tre gruppi: dagli albanesi ai rumeni per finire agli zingari o ad altre nazionalità dell’est europeo.

Furti in casa

Furti in casa

La specializzazione particolare consiste la maggior parte delle volte nell’incaricare del furto o giovanissime donne o addirittura minorenni. In questo modo le conseguenze penali sono comunque più attenuate dall’età dei protagonisti che spesso rientrano nella competenza o dei tribunali dei minorenni o dei servizi sociali. L’altra specializzazione a quanto pare più in crescita è quella del pendolarismo del furto: le bande sono composte da elementi che vivono lontano da dove vanno a commettere i furti.

Numerose e preparate comitive che si dedicano allo stesso modo al furto negli appartamenti come al furto di auto di grossa cilindrata destinate all’esportazione clandestina dopo essere state smontate e rimontate una volta a destinazione. L’iniziativa dei Comuni insomma sarà anche un palliativo però almeno promette una qualche consolazione alle vittima di una delinquenza in frenetica attività pronta a colpire senza troppi scrupoli chiunque e dovunque.

04 - Siamo tutti Ostaggi

ALTRA POSSIBILITÀ: ANCI E RANGERS

Roberto Andriolo

Roberto Andriolo

Roberto Andriolo è al vertice dell’ANCI, l’associazione che raccoglie le amministrazioni comunali. Dice che l’iniziativa della polizza assicurativa antifurto mediata dal Comune è sicuramente una delle possibilità praticabili, è la più recente, mentre nel frattempo si è pensato anche ad altro proprio per dare alla gente la sensazione di una sicurezza del territorio meno arrangiata e precaria di quanto non sembri. I Carabinieri competenti nel territorio del Basso Vicentino (Agugliaro, Noventa e dintorni) hanno a disposizione una sola auto di servizio per coprire le esigenze di venti Comuni: “Chiaro che alle forze dell’ordine non possiamo chiedere il miracolo di trasformare in sorveglianza continua e puntuale dappertutto una situazione di mezzi e di organici che è quella che è: venti Comuni con un’auto di servizio…

Senza contare che ogni volta che si verifica una esigenza particolare in provincia quei pochi militari che coprono il nostro territorio (tutti impegnati a scortare “Lorsignori“) vengono chiamati a svolgere altrove il loro servizio e naturalmente in questo modo si smantella anche quel poco di sensazione di sicurezza su cui possiamo contare.

L’ANCI sta guardando anche a questo esperimento nel Veneto con la polizza assicurativa e anche qui ad Agugliaro prenderemo in dovuta considerazione i risultati quando ci saranno, ma nel frattempo abbiamo sentito il bisogno di pensare a qualcosa di tempestivo ed utile e così ci siano rivolti ai Rangers per la sorveglianza. Il che vuol dire creare una situazione di maggiore controllo specialmente indirizzata a scoraggiare prevenire o reprimere appunto il problema dei furti nelle abitazioni.

Prima abbiamo firmato una convenzione con i Rangers poi modificata perché all’inizio la cosa non era molto piaciuta alla Prefettura. Ora però che tutto è stato chiarito abbiamo alcune pattuglie che circolano regolarmente sul territorio. La scelta è stata fatta sul modello attuato a Padova dove mi pare che i risultati siano positivi. Vedremo come andrà, nel frattempo anche come ANCI non trascureremo di valutare a che risultati porterà l’iniziativa delle polizze assicurative anti-furto dato che tutto può essere utile ad ottenere una diversa sensazione di sicurezza della gente rispetto a quanto accade intorno a noi”.

LE ASSICURAZIONI ASSICURATE O NO?

Dopo di che la parola spetta alle aziende assicurative chiamate in questo caso a studiare polizze misurate sia sulla base dei prezzi segnalati e scelti dai primi Comuni che hanno aderito per primi all’iniziativa.

Furti in abitazione

Furti in abitazione

Piero Fantin, da anni sindacalista di punta dell’associazione che comprende le agenzie assicurative in tutta la provincia, dice che i pro e i contro di un’idea come questa si valutano sempre con molta prudenza anche perché il materiale contrattuale prevedibile da considerare è talmente smisurato che davvero non è facile su due piedi trovare una risposta immediata alla domanda se questo tipo di contratto possa avere o no un futuro importante anche dal punto di vista della resa economica: “Quello che mi dice la mia esperienza e quella dei nostri colleghi è che la massa dei furti in abitazione ha raggiunto tali livelli che davvero mi risulta calcolare preventivamente se è conveniente o non conveniente accettare questo genere di contrattazione. Sappiamo tutti che i furti sono continui così come è chiaro per tutto che soltanto in una minima parte, direi irrilevante, si riesce ad impedirli. Io so personalmente di un laboratorio di pasticceria con negozio svaligiato già due o tre volte senza che si sia mai saputo chi ne è stato il responsabile, così come so di altri negozi, abitazioni e attività varie che hanno subito e subiscono la stessa cosa. Il fatto che i Comuni intervengano con un contributo è indubbiamente una novità positiva, ma debbo dire che almeno considerando oggi come oggi tutta la questione mi pare che l’entità del rischio sia molto importante”.

Furti in abitazione

Furti in abitazione

Come dire che a quel prezzo e con quelle modalità pensare di ricavarne un utile economico sembra un qualcosa di molto opinabile e comunque da considerare in tutti gli aspetti possibili perché l’eventualità di ritrovarsi dentro una fase conflittuale al momento del risarcimento non pare così campata per aria. E la materia da discutere, quando si tratta di furti in appartamento, sconfina facilmente nel danno morale. Proprio quello che non si può risarcire…

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