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In Italia la prescrizione è una farsa

Solo per arrivare a una sentenza di 1° grado in Italia occorrono in media 500 giorni. Firma la petizione promossa da Libera e Gruppo Abele.

Cattura

Da Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, è la più grande campagna digitale contro la corruzione mai organizzata in Italia.

Per firmare la petizione – Cliccare qui

Mettiamo fine all’incubo di una prescrizione farsa: no all’impunità per i processi in corso

Troppe volte, e sempre più spesso, la prescrizione interviene per lasciare impuniti i responsabili delle pagine più nere della cronaca italiana.

Chiediamo una prescrizione vera, che sia garanzia di tutti e non privilegio di quanti sfruttano le pieghe del codice per sfuggire alla sentenza. La riforma in atto non si applicherebbe ai processi in corso e finirebbe con l’avvantaggiare i soliti noti.

La petizione

Dopo lo scandalo Thyssen, che ha visto le oltre 3mila vittime dell’Eternit rimaste senza colpevoli, il presidente Matteo Renzi aveva detto di volersi impegnare per mettere fine “all’incubo” di una prescrizione farsa.

Ma il testo di riforma presentato dal Governo in Senato all’indomani di Mafia capitale, oltre a prevedere la sospensione di due anni dei tempi della prescrizione dopo la condanna in primo grado, contiene anche una norma transitoria che prevede che venga applicata “ai fatti commessi successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge”. In sintesi: se passa questa norma, si vuole assicurare che per tutti i reati accaduti in passato la riforma non si applicherà.

Risultato: alle 165.000 prescrizioni all’anno che costano allo stato oltre 84 milioni di euro, si aggiungerà ad esempio anche il caso dell’ex premier Silvio Berlusconi, imputato nel processo sulla compravendita di senatori a Napoli che andrà in prescrizione in autunno.

Come cittadini vogliamo che non si passi da un incubo a un altro e che non si facciano ulteriori pasticci: occorre che la prescrizione smetta di decorrere dal momento dell’esercizio dell’azione penale per i processi presenti e futuri, senza compromessi a ribasso.

L’orologio della prescrizione deve fermarsi per tutti e non occorre alcuna norma transitoria, affinché sia garanzia di tutti e non privilegio di quanti sfruttano le pieghe del codice per sfuggire alla sentenza.

Nessun pasticcio, nessun compromesso, nessun nuovo incubo. Chiediamo tutti insieme

#bastaimpuniti

Il risultato è che si hanno circa 165.000 prescrizioni all’anno. Si pensi solo ai tantissimi processi per corruzione: solo poche decine condannati scontano la pena perché tutti gli altri godono della prescrizione. Un enorme costo per lo Stato, stimato dalla Cassazione in 84 milioni di euro.

Chiediamo una prescrizione vera, che sia garanzia di tutti e non privilegio di chi sfrutta le pieghe del codice per sfuggire alla sentenza. La prescrizione è un diritto ed esiste in molti Paesi ma In Italia è diventata un modo per difendersi dai processi e questo non è tollerabile.

FIRMA ADESSO PERCHE’ FATTI COME QUESTI NON ACCADANO PIU’

Ecco i casi più eclatanti:

STRAGE DI VIAREGGIO: A RISCHIO PRESCRIZIONE

01 strage viareggio

Sono passati quattro anni e mezzo dal disastro ferroviario di Viareggio e a giugno scadranno per effetto della prescrizione i reati di incendio colposo, disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose plurime, al quale si aggiungono i capi di imputazione relativi alla violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

DISASTRO ETERNIT: 1 PRESCRITTO

02 processo eternit

È iniziato nel 2009 il processo contro l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, ex presidente del consiglio di amministrazione della compagnia, che insieme al direttore dell’azienda negli anni Sessanta, Louis De Cartier de Marchienne (deceduto nel 2013 a 92 anni), sono ritenuti gli unici responsabili delle morti per mesotelioma avvenute tra i dipendenti delle fabbriche di Eternit. Nel 2012 il Tribunale di Torino ha condannato di primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”. Nel 2013 la pena è stata “parzialmente riformata” e aumentata a 18 anni. Il 19 Novembre 2014 la Corte di Cassazione ha annullato la condanna dichiarando prescritto il reato.

DISASTRO DI PORTO MARGHERA: 5 PRESCRITTI

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Per decenni le industrie chimiche della zona hanno riversato sostanze nocive e inquinanti nella laguna provocando gravi danni all’ambiente e decine di casi di tumore tra gli abitanti. L’inchiesta è iniziata nel 1996 e ha portato al rinvio a giudizio vari dirigenti ed ex-dirigenti della Montedison e della Enichem con l’accusa di strage, omicidio e lesioni colpose multiple. Nel 2001 sono stati tutti assolti in primo grado ma in secondo grado c’è stata la condanna per cinque ex dirigenti Montedison a un anno e mezzo di reclusione per omicidio colposo nei confronti di un operaio morto nel 1999. I cinque hanno però usufruito della prescrizione per sette omicidi colposi precedenti e altri dodici casi di lesioni colpose, scarichi inquinanti nella laguna e omessa collocazione di impianti di aspirazione. Gli stessi ex dirigenti sono stati assolti, “perché il fatto non costituisce reato”, dall’accusa di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro fino a tutto il 1973. In ogni caso, ai condannati è stata riconosciuta la sospensione condizionale della pena. Nel 2006, la Cassazione ha confermato la sentenza di appello.

CASO LICIO GELLI: PRESCRITTO

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Questa è villa Wanda, dimora aretina di Licio Gelli. L’ex “maestro venerabile” della Loggia P2, 95 anni, ha potuto tornare a disporre liberamente dei 32 vani e degli 11.000 mq di giardino della villa perché i reati fiscali che avevano portato nel 2013 al sequestro preventivo dell’immobile sono stati da poco dichiarati prescritti e si è proceduto al dissequestro.

PROCESSO MILLS: 1 PRESCRITTO

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Accusato di corruzione in atti giudiziari per le mazzette da 600 mila dollari versate al testimone inglese David Mills, in cambio del silenzio su alcuni conti offshore, l’ex premier Silvio Berlusconi si è salvato proprio grazie alla ex Cirielli (che ha abbassato da 15 a 10 anni i termini per il reato in questione). La prescrizione è intervenuta anche nei processi relativi all’intercettazione Fassino-Consorte, della corruzione giudiziaria della Mondadori e per i falsi in bilancio della Fininvest (caso All Iberian), che lo vedevano coinvolto.

PROCESSO CASSIOPEA: TUTTI PRESCRITTI

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Una delle più grandi inchieste mai realizzate in Italia nell’ambito della gestione illecita dei rifiuti è partita nel 1999 portando a galla un traffico di rifiuti speciali che da Toscana, Piemonte, Veneto venivano trasportati e illecitamente smaltiti in Campania, Calabria e in Sardegna. Risultavano coinvolte almeno una quarantina aziende tra centri di stoccaggio, società commerciali e di gestione discariche, società di autotrasporto. Nonostante i ben 97 rinvii a giudizio per imprenditori, faccendieri e mediatori con accuse di associazione a delinquere finalizzata a disastro ambientale e all’avvelenamento delle acque, realizzazione e gestione di discariche abusive, il processo, partito nel 2003, è proceduto con enorme lentezza e nel 2011 è scattata la prescrizione dei reati ambientali contestati.

PROCESSO PENATI: PRESCRITTO

07 processo penati

Anche l’ex braccio destro di Bersani, Filippo Penati, è stato oggetto di prescrizione nell’ambito del processo relativo al “sistema-Sesto” (una rete di tangenti per la spartizione di alcune aree industriali). Accusato di aver intascato mazzette per oltre due milioni di euro, aveva in un primo momento dichiarato di voler rinunciare alla legittima prescrizione, ma poi è tornato sui suoi passi e il processo è proseguito solo per accuse più recenti, che sembrano più difficili da dimostrare.

DISCARICA DI PITELLI: PRESCRITTI

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La discarica di Pitelli (La Spezia) è stata attiva dalla fine degli anni Settanta fino agli anni Novanta. Poi chiusa e posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria in seguito al ritrovamento di rifiuti pericolosi. L’inchiesta è stata avviata nel ‘96 e il processo per disastro ambientale nel 2003. Nel 2011, a 15 anni dal primo sequestro, dopo che la prescrizione ha fatto decadere la gran parte dei reati ambientali contestati, gli 11 imputati sono stati assolti.

CASO PALENZONA: PRESCRITTO

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Fabrizio Palenzona, big della finanza, autostrade e costruzioni, ha goduto della prescrizione nel processo che lo vedeva accusato di aver intascato almeno un milione di euro su una rete di conti di famiglia tra Svizzera e Montecarlo, mai dichiarati al fisco e scoperti grazie alle indagini sulle scalate bancarie del 2005.

CASO MOSE: A RISCHIO PRESCRIZIONE

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Nonostante la cronaca quotidiana non riporti più molti dettagli sulle vicende giudiziarie dello scandalo, sembra che per la maggior parte dei coinvolti nel caso Mose il quadro indiziario regga. In particolare il processo all’ex sindaco Giorgio Orsoni rischia di portare a una scadenza dei termini poiché gli episodi di finanziamento illecito dei partiti che gli vengono contestati risalgono a oltre cinque anni fa. Dopo sette anni e mezzo, si sa, scatta la prescrizione e anche se in primo grado l’imputato fosse condannato, l’appello potrebbe sforare i tempi.

PROCESSO GERONZI: PRESCRITTO

11 processo geronzi

La prescrizione è scattata nel 2004 anche per il manager Cesare Geronzi che insieme a altri banchieri era imputato in un processo per aver rilasciato false dichiarazioni alla Banca d’Italia, relative ai bilanci proprie società.

PROCESSO ARTEMIDE: 8 PRESCRITTI

12 processo artemide

Nel 1999 è iniziato il processo presso il Tribunale di Castrovillari nei confronti di 11 imputati ritenuti responsabili dell’interramento di circa 30mila tonnellate di rifiuti nella piana di Sibari. Nel 2008 il Tribunale ha assolto i tre principali accusati “perché il fatto non sussiste”, dichiarando il “non doversi procedere” nei confronti di altri otto indagati per disastro ambientale per intervenuta prescrizione.

CASO IORIO: PRESCRITTO

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L’ex governatore del Molise, Michele Iorio, ha beneficiato degli effetti della prescrizione solo all’ultimo grado di giudizio, in Cassazione, dove la condanna a 18 mesi per abuso d’ufficio da parte del tribunale di Campobasso è sfumata.

INTER E JUVENTUS: PRESCRITTE

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Non tutti sanno che anche due tra le squadre di calcio più amate sono state graziate in qualche modo dalla prescrizione. In particolare, per quanto riguarda il processo sul doping che ha coinvolto la Juventus, sono stati prescritti nel 2007 Riccardo Agricola e Antonio Giraudo, il medico e l’ ex amministratore delegato bianconeri, accusati nel ‘98 di frode sportiva. Mentre l’Inter ha potuto mettere una pietra sopra sulla cosiddetta Calcipoli bis del 2006, quando la società nerazzurra e l’allora presidente Giacinto Facchetti furono accusati di “condotte finalizzate ad assicurare un vantaggio in classifica”.

Riparte il futuro, accanto a Libera e al Gruppo Abele, legandosi alla storia di Don Luigi Ciotti, vuole continuare questa battaglia civile con mezzi nuovi, ancora più efficaci.

Ecco i risultati che abbiamo ottenuto fino ad oggi. La battaglia non si ferma!

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