Politichese e dintorni

Lo Sapevate che …. Il governo modifica l’art.78 Costituzione. Basterà suo parere per entrare in guerra

 Visto che in questi giorni la parola “Guerra” salta fuori sempre più spesso e non nei soliti bar, ma da presidenti di nazioni come la Francia e la Germania sarà il caso di rammentare ai più, che probabilmente non ne sono al corrente che Renzi, tra le altre cose, ha modificato anche l’art.78 della nostra Costituzione, fregandosene alla grande, come al solito, dell’art.11 che sembra sia definitivamente finito nel dimenticatoio, come la legge sul falso in bilancio e quella per l’anticorruzione.

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Riforme: M5S, governo modifica art.78 Costituzione. Basterà suo parere per entrare in guerra

Con l’abolizione del Senato dichiarare lo stato di guerra diventerà una prerogativa del governo. Non saranno più le due Camere a deliberare, ma la singola maggioranza parlamentare che conferirà la fiducia al presidente del Consiglio.

Insomma basterà il parere dell’esecutivo a trascinare o meno l’Italia in un conflitto militare. Lo denunciano i deputati M5S della Commissione Difesa.

In questi giorni la maggioranza del Pd in commissione Difesa ha infatti espresso parere favorevole al testo di riforma costituzionale, in particolare, per quanto riguarda la riforma dell’articolo 78 della Costituzione, il quale prevede che ‘le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al governo i poteri necessari’.

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La revisione si è resa necessaria per effetto della trasformazione del Senato in Camera non elettiva. E in tal modo l’attribuzione della decisione dello stato di guerra spetterà solo alla Camera, il che, se si considerano i vari premi di maggioranza o meccanismi maggioritari inseriti nella presente e prossima legge elettorale, si traduce in un’autentica torsione politica per cui finirà per essere il governo a decidere su uno degli atti più importanti e gravi nella storia di un popolo, ovvero la dichiarazione di guerra.

E’ evidente che in questo modo il governo e il Pd trattano la la guerra come qualunque legge ordinaria, decisa da una maggioranza parlamentare, che è minoranza nel Paese, invece di riservare l’atto a un voto a maggioranza qualificata, come accade per l’elezione di un organo di garanzia come il Capo dello Stato.

Ci domandiamo: la guerra può diventare parte delle decisioni di un governo alla luce delle tristi pagine che il nostro Paese annovera nella sua storia? Forse qualcuno ha dimenticato chi decise per l’Italia l’intervento militare nel secondo conflitto mondiale? Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, con l’ausilio del segretissimo Patto del Nazareno, stanno violentando la Costituzione.

Le cicatrici la segneranno per sempre in modo indelebile, e gli effetti di questa devastazione si ripercuoteranno per anni sulle future generazioni. Un buon Governo che abbia come intento quello di tutelare i propri cittadini ed il futuro del proprio paese ha il dovere di preservare ciò che sono i cardini dei diritti di pace lasciati ai posteri dai nostri Padri costituenti.

In primis il rispetto dell’articolo 11, che il governo sembra invece aver gettato definitivamente nell’oblio.

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