Inquinamento/Progetti di Finanza e Grandi Opere

Autostrada del mare: Gli indagati non rispondono

Avevano annunciato al pubblico ministero la loro assenza, manderanno delle memorie.

02 Gli indagati non rispondono

Fonte dell’articolo – La Nuova di Venezia e Mestre del 29 gennaio 2015

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Per leggere l’articolo su La nuova di Venezia e Mestre Cliccare qui

VENEZIA

I sei indagati dalla Procura della Repubblica di Venezia, tutti dirigenti della Regione del Veneto, su presunte irregolarità amministrative per la gara per realizzare la cosiddetta Via del Mare per collegare l’entroterra veneziano con le spiagge non si sono presentati, oggi, al Pm Stefano Ancillotto che ha aperto su di loro un fascicolo.

Come riferisce l’avvocato Marco Vassallo, difensore di uno dei sei, già ad apertura di inchiesta il Pm era stato informato che gli indagati oggi non si sarebbero presentati per il previsto interrogatorio riservandosi – in accordo tra le parti – di presentare memorie scritte.

Il fascicolo è stato aperto pochi giorni fa proprio allo scadere (domani, venerdì) dei termini, in quanto l’eventuale reato sarebbe andato prescritto, di fatto prolungando l’inchiesta fino alla data ultima del giugno del 2016.

I sei avevano avuto il compito di stabilire quale fosse il soggetto da incaricare – in base a bando – della realizzazione dell’opera in project financing; gara vinta da Adria Infrastrutture allora retta da Claudia Minutillo, in passato segretaria di Giancarlo Galan (quando era presidente della Regione) e poi divenuta imprenditrice e grande accusatrice nella vicenda Mose.

Con lei, per aggiudicarsi l’opera, avrebbe collaborato anche l’ex ad di Mantovani, Piergiorgio Baita.

Dal Sito Opzione Zero altre due interessanti articoli.

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Sei indagati per turbativa d’asta in relazione all’affidamento alla società Adria Infrastrutture dell’incarico per la realizzazione, in project financing, della cosiddetta “Via del Mare”, la superstrada a pedaggio tra Meolo e Jesolo, un’opera da 200milioni di euro.

Il sostituto procuratore di Venezia, Stefano Ancilotto, ritiene che vi siano state irregolarità nell’affidamento del “project” e ha fissato gli interrogatori per domani mattina al Palazzo di giustizia di piazzale Roma.

Sotto inchiesta sono finiti i componenti della Commissione istruttoria regionale incaricata di valutare le varie proposte di project financing relative all’opera:

  • l’attuale amministratore delegato di Veneto Strade, il rodigino Silvano Vernizzi, 61 anni;
  • l’ex segretario regionale alla programmazione, Adriano Rasi Caldogno, 59 anni, di Mestre, attuale direttore generale dell’Usl 2 di Feltre;
  • il dirigente del settore Bilancio di Palazzo Balbi, il vicentino Mauro Trapani, 54 anni;
  • il dirigente del settore Risorse finanziarie, Antonio Strusi;
  • il dirigente regionale del settore Infrastrutture, Stefano Angelini;
  • la responsabile del Coordinamento delle Commissioni di valutazione di impatto ambientale, Paola Noemi Furlanis.

«Via del Mare sotto inchiesta: opera inutile, serve chiarezza»

Via del Mare sotto inchiesta. «È ora che si faccia chiarezza» dice Loretta Aliprandi, sindaco di Meolo, che guida il fronte del «no» dei sindaci dell’entroterra, contrari ad un’opera ritenuta inutile.

«Ho sorriso quando l’ho saputo. Sono molto soddisfatta dell’apertura di questa indagine e spero che si chiuda qui la storia di un progetto inutile» commenta la deputata Arianna Spessotto del M5S, che un mese fa ha portato la vicenda della Via del Mare all’attenzione del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone.

«Penso che anche la mia segnalazione sia servita a dare il via all’inchiesta- sostiene Spessotto -È certo partita con le dichiarazioni di Claudia Minutillo sul project financing della Via del Mare, nell’ambito delle indagini sul Mose, e la recente richiesta di documentazione della gara d’appalto, avanzata da Cantone, che probabilmente ha fatto tremare più di qualcuno negli uffici regionali, ha convinto ad avviare le indagini. Spero che porteranno la Giunta regionale a votare al più presto il blocco definitivo di quest’opera».

Nel 2012 erano stati Claudia Minutillo per «Adria Infrastrutture» e Piergiorgio Baita per il «Consorzio Vie del Mare», assieme alla società «Strada del Mare», a presentare il progetto preliminare della superstrada a pedaggio, da realizzare in project financing, che avrebbe collegato il nuovo casello autostradale Meolo-Roncade con il litorale jesolano. Le tre società si sono poi fuse in un unico gruppo promotore, la «Strada del Mare srl» che, per contratto, ha il diritto di prelazione sugli altri partecipanti all’appalto per la progettazione, costruzione e gestione della superstrada. Alla gara regionale, all’esame della commissione ora sotto indagine, sono state presentate solo due proposte di project: ovvio a chi sarà assegnata.

«Al di là della nostra contrarietà sull’opera, che riteniamo inutile a risolvere il problema del traffico- sottolinea la sindaca Aliprandi -siamo in tanti a chiederci che interessi ci sono sotto. A chi giova? Non al territorio. E allora, perché si vuole insistere a realizzarla?».

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