Ambiente/Consumo di Suolo - Cementificazione

Urbanistica e consumo di suolo 400mila case vuote … e costruiscono ancora

 Speculazione edilizia, rendita urbana, corruzione negli appalti, riciclaggio del denaro sporco, sono i motori che promuovono l’ulteriore consumo di suolo e la privatizzazione della città.

02 Consumo di suolo

Tratto dal numero di Febbraio-Marzo 2015 di Tera e Aqua di Luisa Calimani – Architetto, urbanista.

La recente forte crescita di suolo consumato, con la conseguente impossibilità della terra di assorbire l’acqua piovana, ha comportato distruzione di sistemi idrogeologici, dissesti, perdita di paesaggio.

È stato costruito il triplo di quanto fosse necessario. Eppure si costruisce ancora, anche in Veneto, che con la Lombardia è la regione più cementificata d’Italia.

L’abnorme quantità di costruzioni non ha dato però risposte al problema sociale della casa: non c’è nessun rapporto fra produzione edilizia e fabbisogno, come dimostrato anche dalla presenza di 400mila case vuote.

Speculazione edilizia, rendita urbana, corruzione negli appalti, riciclaggio del denaro sporco, sono i motori che promuovono l’ulteriore consumo di suolo e la privatizzazione della città.

04 Consumo di suoloLa crisi dell’edilizia e la condizione dell’habitat umano impongono un radicale cambiamento fondato sulla rigenerazione dell’edilizia esistente senza consumo di suolo, la realizzazione di opere realmente utili, la costruzione della città pubblica con spazi verdi e servizi, edilizia sociale.

Una città dei diritti di tutti che estrometta i germi della corruzione e che offra periferie sicure, sostenibili, sane e città in cui la dimensione umana sia il fulcro delle politiche di governo del territorio.

L’attuale modello di sviluppo si sconfigge solo con la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e con una cultura alternativa al neoliberismo che riduce gli spazi democratici.

Quindi, diciamo NO: 

  • al project financing divoratore di denaro pubblico e produttore di tangenti;
  • alle grandi opere che sottraggono denaro alla riqualificazione urbana, alla cura del territorio e alle opere urgenti per la vita e la salute della gente;
  • al decreto Scassa Italia del Min. Lupi, che affida ai privati, sottraendole agli Amministratori locali, le scelte sulle trasformazioni urbane: a questo pericoloso disegno di privatizzazione della città si deve opporre tutta l’Italia!;
  • a Piani Casa che danno possibilità edificatorie senza regole;
  • alla rendita urbana, la matrice dei guasti del territorio. Ci sono strumenti per evitarla che, se applicati, frenerebbero la rincorsa al consumo di suolo: se il differenziale dei valori viene restituito alla collettività sotto forma di servizi o contributo straordinario, si perde l’interesse economico alle operazioni
  • immobiliari speculative (come in altri paesi europei);
  • all’abbandono e alla vendita di case pubbliche, in presenza di decine di migliaia di domande inevase, di famiglie che non sono in grado di pagare un affitto a libero mercato o sfrattate per morosità incolpevole;
  • alla vendita ai privati del patrimonio di Beni Pubblici demaniali (caserme, spiagge) che appartengono alla collettività;
  • a nuovi centri commerciali e poli come Veneto City, Quadrante Tessera, ecc.

E diciamo SÍ:

  • agli Ecoquartieri, per riqualificare le periferie favorendo l’integrazione sociale e la rigenerazione urbana;
  • alla riqualificazione dei centri storici e sostegno ai piccoli e medi negozi di vicinato;
  • ad un forte rilancio degli investimenti pubblici per il recupero del vasto patrimonio di Edilizia popolare;
  • a premi per i Comuni che riducono la superficie impermeabile nel loro territorio;
  • all’uso delle risorse europee destinate, non alle grandi infrastrutture, ma alle opere di prevenzione, cura, risanamento, messa in sicurezza del territorio anche fuori dal Patto di Stabilità;
  • a Varianti di PRG o PAT che eliminino le residue capacità edificatorie in aree libere: solo la buona pianificazione può frenare l’impermeabilizzazione della terra;
  • ad una Legge Regionale che con un articolo unico blocchi da subito altro consumo di suolo;
  • ad un Piano del Verde per aumentare l’ossigeno dell’aria, la permeabilità del suolo, le funzioni sociali, la bellezza delle città, le pratiche di agricoltura biologica e di orticoltura sociale urbana e per creare una cintura di contenimento al tessuto edificato; a leggi e regolamenti che impediscano l’abbattimento ingiustificato degli alberi.

03 Consumo di suolo

 

07 Consumo di suoloPer accedere al sito Ecoistituto del Veneto Alex Langer – Cliccare qui

Per leggere e/o scaricare il numero di Febbraio-Marzo 2015 di Tera e Aqua – Cliccare qui

08 Consumo di suolo

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