Ambiente/Progetti di Finanza e Grandi Opere/Territorio

L’Alternativa alla “Camionabile” c’era, meno costosa e più facilmente realizzabile ma a qualcuno non andava bene.

Qualcuno adesso griderà allo scandalo e inveirà contro i comitati che sanno dire solamente no, no a tutto, no a prescindere, spiacente di deludervi, ma i comitati dicono no quando le condizioni per la realizzazione di una qualsiasi opera sono inaccettabili e costerebbero troppo ai cittadini che come al solito devono subirle.

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I fatti, e non vuote chiacchere da bar, lo stanno dimostrando continuamente, le denunce per il Mose, e si è visto bene a cosa serviva il Mose, le ammissioni dei “Patteggianti” a cominciare da quelle sulla “Indispensabile” Pedemontana Veneta, i disastri ambientali a cui annualmente la natura ci stà ormai abituando, dovuti in larga parte alla cementificazione senza una logica, senza controllo e soprattutto senza limiti, è a questo che si oppongono i comitati, ma non dicono solamente NO, sanno proporre alternative valide ed economiche, il più delle volte per ovvi motivi, forse gli stessi che hanno portato l’Italia ad essere il primo paese in Europa per corruzione, non vengono ascoltati, ma non solo, si inventano continuamente nuove procedure, nuova burocrazia per sopprimere il diritto alla protesta e il diritto di esistere dei comitati stessi.

00 - Opzione Zero - Il LogoSempre dal sito “Opzione Zero” l’alternativa alla Camionabile non impattante sul territorio, meno costosa e molto più facile da realizzare.

Completamento dell’Idrovia: un’opzione strategica

L’alternativa alla Camionabile ci sarebbe, ed anche facilmente realizzabile: basterebbe completare i 13 km dell’Idrovia Padova mare, un canale navigabile riconosciuto dall’accordo europeo sulle vie navigabili.

Chi nel 2010 parla ancora di strade per risolvere i problemi di traffico, o ha interessi particolari o è culturalmente arretrato. Il trasporto fluvio- marittimo è ormai una realtà in tanti paesi d’Europa, ma anche nel sistema basso padano.

I nuovi battelli a basso pescaggio possono navigare sia sui canali sia sotto costa , togliendo migliaia di TIR dalle strade, con ovvi vantaggi per la diminuzione dei costi sociali e ambientali. Con anni di ritardo, ora sembra che anche il Porto di Venezia sia deciso a dare impulso alle autostrade del mare con il progetto di piattaforma off-shore per le grandi navi a largo del Lido.

Unitamente alla piattaforma e al sistema navigabile Po-Fissero-Canal Bianco, l’Idrovia diventerebbe essenziale per rivoluzionare il sistema di trasporto dell’alto Adriatico, rendendo di fatto inutili sia la Camionabile che la Romea Commerciale. Inoltre la realizzazione dell’Idrovia (e non di un semplice canale scolmatore) consentirebbe di mettere in sicurezza idraulica ampie zone di Padova e della Riviera del Brenta.

Rimane però da valutare attentamente quali impatti potrebbe provocare quest’opera sul delicato equilibrio della Laguna di Venezia, una delle zone umide più importanti del mondo.

La Legge italiana n.16/2000 recepisce l’accordo europeo sulle grandi vie navigabili (Ginevra 1996), che identifica l’Idrovia Padova- Venezia con il codice E 91-03. Il completamento costerebbe circa 150 milioni di euro, il GRAP e la camionabile circa 500 milioni. (E come il pane anche questi lievitano …. e lo si è visto quanto lievitano)

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