Politichese e dintorni

Si allunga la lista dei consiglieri regionali che ricorrono contro il taglio dei vitalizi

……. Ecco di che pasta sono fatti certi politici e certa classe pseudo dirigente autoelettasi, scavalcando a piè pari il diritto di scelta dei cittadini, adesso si appellano alla costituzione, la stessa che stanno ignorando, calpestando e distruggendo da anni per garantirsi i privilegi.

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Il 10% in meno? Uno scandalo inaccettabile! Questi la pensione se la sono sudata con anni e anni di durissimo lavoro che ha provocato loro anche dei fastidiosissimi calli sulle regali natiche, quanto indefesso lavoro per il benessere dei cittadini e per la collettività …… una vita al servizio del pubblico.
Questa marmaglia va fermata, va fermata subito perché altrimenti si “Mangeranno” quel poco che resta, a cominciare dalla pensione di chi l’ha guadagnata con il sudore della fronte e anni di duro lavoro e di sacrifici.
Questa gentaglia si è approvata leggi a proprio uso e consumo ed ora strilla per non accettare dei sacrosanti e miseri sacrifici, mentre in silenzio e di nascosto impongono ben più gravi e onerosi sacrifici ai cittadini.
Cosa serve ancora alla gente per aprire definitivamente gli occhi e ci si renda conto di chi ci stà governando e gli interessi di chi stanno perseguendo? ………

Questo è uno, solo uno dei molti commenti che sono visibili in calce alla notizia, possiamo forse dargli torto? 

Dov’è finita la stampa libera, dove sono gli organi di informazione che avrebbero il diritto/dovere di dare il giusto e doveroso risalto a notizie come queste? Tutti in fila per accaparrarsi i contributi pubblici?

E alcuni di questi hanno anche il coraggio di alzare la voce e gridare allo scandalo quando non vengono rieletti, probabilmente sarà per questo che stanno trafficando per toglierci definitivamente ogni diritto di scelta e di voto.

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Regione Lombardia, 54 ex consiglieri ricorrono contro il taglio dei vitalizi

Da Il Fatto Quotidiano di Luigi Franco del 13 gennaio 2015

Secondo i ricorrenti la legge regionale che ha ridotto le rendite del 10% fino al 2018, ha alzato l’età necessaria per beneficiarne da 60 a 66 anni e ha previsto un divieto di cumulo con stipendi per incarichi pubblici è a rischio illegittimità costituzionale
Il vitalizio gliel’hanno tagliato del 10%. Troppo per la casta degli ex consiglieri regionali della Lombardia. Il più classico dei privilegi che i politici si sono attribuiti da sé non va messo in discussione, neppure di un centesimo.
Così ben 54 degli oltre 200 beneficiari del gruzzolo garantito hanno già presentato ricorso al Tar.

E tra di loro c’è pure chi con la giustizia ha già avuto a che fare, e non con quella amministrativa. Come l’ex assessore Domenico Zambetti, a processo per voto di scambio nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Regione, che nel 2013 s’è preso dal Pirellone 34.082 euro lordi.

O come il ciellino Antonio Simone, il vecchio amico di Roberto Formigoni rimasto coinvolto in Mani Pulite e più di recente nelle inchieste sugli scandali della sanità. Guai a toccargli i suoi 59.154 euro annui. Una convinzione unisce tutti, al di là che siano di destra, centro o sinistra: i diritti acquisiti sono sacrosanti, di metterli in discussione nemmeno a parlarne.

Il ricorso mette in dubbio la costituzionalità della legge regionale che a settembre ha ridotto i vitalizi in media del 10% fino al 2018, ha alzato l’età necessaria per iniziare a beneficiarne da 60 a 66 anni e ha previsto un divieto di cumulo con stipendi per incarichi pubblici.

Le argomentazioni proposte al Tar dai 54 ex consiglieri, secondo quanto comunicato dall’ufficio legale alla presidenza del consiglio regionale, sono incentrate “sulla individuazione di profili di illegittimità costituzionale delle norme di legge regionale su cui è basata la riduzione dei vitalizi. Viene lamentata la violazione del principio di intangibilità dei diritti acquisiti (nel caso di specie: il diritto acquisito dai ricorrenti alla percezione dell’assegno nella misura piena determinata secondo la normativa di riferimento)”.

Fa niente se la legge regionale si è resa necessaria, in un periodo di crisi e tagli, per ridurre il peso del privilegio sulle casse pubbliche da circa 7,4 milioni di euro all’anno a 6,9 milioni. Fa niente se il Pirellone ha già speso in tutto più di quattro volte i contributi versati dai consiglieri quando erano in carica. E fa niente se alcuni dei ricorrenti sono anche ex parlamentari, altra carica che non lesina certo privilegi e vitalizi: solo per fare qualche esempio, l’ex leader sessantottino Mario Capanna (37.919 euro lordi nel 2013), l’ex ras della sanità pavese Gian Carlo Abelli (43.001 euro), l’ex deputato del Pci ed ex europarlamentare Giovanni Cervetti (28.697 euro).

La lista di chi ha presentato ricorso è lunga. Non vuole che vengano ridotti i suoi 46.641 euro incassati nel 2013 Alessandro Patelli, l’ex tesoriere della Lega arrestato nel 2002 per una mazzetta da 200 milioni di lire saltata fuori nell’inchiesta Enimont. E ancora: il cognato di Formigoni Giulio Boscagli (33.786 euro), anche lui coinvolto in un’inchiesta dell’era del Celeste, l’attuale assessore alla Casa del comune di Milano Daniela Benelli (50.054 euro), il consigliere a Palazzo Marino Roberto Biscardini (65.979 euro), l’ex sindaco di Milano Giampiero Borghini (70.783 euro), l’ex assessore provinciale Maria Chiara Bisogni (25.279 euro), l’ex assessore regionale socialista Michele Colucci (47.829 euro), l’ex governatore democristiano Giuseppe Giovenzana (39.219 euro), l’ex vicepresidente del consiglio regionale del Pdl Carlo Saffiotti (38.393 euro), uno dei 64 per cui la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per le spese pazze dei gruppi consiliari.

Il ricorso, in ogni caso, non è arrivato inaspettato: era stato annunciato dall’associazione dei furono inquilini del Pirellone, presieduta dall’ex vicesindaco di Milano Luigi Corbani (per lui 34.127 euro lordi nel 2013).

A oggi gli ex consiglieri che percepiscono il vitalizio sono più di 220, a cui si aggiungono una cinquantina di coniugi superstiti con assegno di reversibilità e una quarantina di nuovi fortunati. Anche loro in procinto di maturare tutti i requisiti necessari per battere cassa.

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Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

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