Politichese e dintorni

La satira in Italia, piccola storia dei nostri censori

Nel paese più censurato d’Europa, più corrotto d’Europa, agli ultimi posti in Europa per libertà di stampa, ora, e come sempre solo a parole, si scoprono liberisti e strenui difensori di quella “Satira” che per decenni, in questo paese, è stata combattuta, denunciata e osteggiata.

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04 Ora, gli stessi censori sfileranno, come pavoni travestiti da paladini della “Satira” e della libertà di espressione, tra due ali di folla a Parigi. E domani, al loro rientro saranno ben lieti e pronti ad approfittare dell’occasione per firmare, nel nome della “Sicurezza” ulteriori decreti e mettere altri bavagli alla libera informazione.  

Da il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio del 8 gennaio 2015

Editoriale di Marco Travaglio che analizza la censura perpetrata contro la satira in Italia:

“Da ieri, in Italia, c’è un sacco di gente – politici, giornalisti, commentatori – che ha scoperto all’improvviso la libertà di satira. Charlie Hebdo ha tutto il diritto di sbeffeggiare l’Islam come tutte le religioni. Perché la satira non ha limiti. Qualunque limite sarebbe una censura, e noi siamo contrari alla censura.

Nessuno s’è mai sognato di censurarla, perché noi la satira l’abbiamo eliminata“.

03E passa in rassegna le tante censure che si sono susseguiti negli ultimi 14 anni: “Nel 2001 Gene Gnocchi a ‘Quelli che il calcio’ fa una battuta su una stagista raccomandata perché è la nipote di Gasparri. Questo, anziché farsi una risata, chiama in diretta per replicare. Simona Ventura tenta di spiegargli qualche semplice concetto, tipo democrazia, libertà e satira politica. Lui però non capisce. Gasparri Akbar. Nel 2002″ – continua – “la Rai caccia Biagi, Santoro e Luttazzi per ordine di un tizio che parla dall’estero,ma non ha nè barba nè turbante. Però la Rai dice: non è censura, è un problema di orario. Biagi dice: ok,andrò in onda alle 24, l’ora del porno. Gli rispondono: guadagni troppo. Non è censura, è risparmio. Lui dice: ok, vado in onda gratis. Gasparri risponde che ruba spazio ai giovani: non è censura, è svecchiamento. Silvio Akbar

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Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

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