Politichese e dintorni

Renzi alza bandiera bianca e si arrende di fronte all’evasione fiscale.

Si arrende con EFFETTO RETROATTIVO e si lamenta pure perché nessuno, secondo lui, ne parla. 

Manifestazione dei Cobas contro la finanziaria

Ecco in sintesi alcuni degli articoli contenuti nel “Pacco” di Natale.

  • Fissato un tetto di 1.000 euro al di sotto del quale l’emissione di fatture false non è reato.
  • Omesso versamento IVA il limite per andare in galera passa da 50 mila a 150  mila Euro.
  • La dichiarazione infedele non è reato se si evadono meno di 150mila euro, prima era a 50.000.
  • Per essere denunciati alla Procura occorrerà sottrarre all’imposizione redditi per almeno 3 milioni di euro, contro gli attuali 2 milioni.
  • Soglia di punibilità più alta anche per chi sfugge del tutto al fisco, passa da 30 mila a 50 mila euro.
  • Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, la soglia di punibilità passa da 1 a 1,5 milioni di euro.

E il fisco dovrà fare in fretta, tempi di accertamento, già brevi, sono ulteriormente ridotti, poi cade tutto nell’oblio.

L’unico articolo nel quale si intravede un effettivo inasprimento su tutta la linea è quello su “occultamento o distruzione di documenti contabili”, prigione da un anno e sei mesi fino a sei anni, mentre attualmente va da sei mesi a cinque anni.

Mentre si avrà uno sfoltimento della giustizia con il 30% dei processi “archiviati”, con buona pace di chi ha lavorato, dei contribuenti che hanno pagato per questo lavoro e del popolo bue che ancora paga le tasse fino all’ultimo centesimo.

E ancora una volta i fatti smentiscono totalmente gli annunci, “Vi stupiremo con effetti speciali” e il topolino partorì il nulla assoluto, peggiorando, per quanto sembrasse impossibile, una situazione già di per se catastrofica, si lamenta che i media diano poco risalto alla notizia, sarà forse perché si vergognano? 

Siamo tra i primi al mondo per evasione fiscale, i primi in Europa per corruzione, e questo decreto è un modo perfetto per attrarre investimenti dall’estero, facendo arrivare quei criminali che ancora non sono venuti qui a fare affari senza rischiare la galera.

Renzi, dichiara che punta a rendere le Entrate “consulente e non nemico” del contribuente, ma leggendo il decreto più che “Consulente” sembra di leggere “Complice”.

In America Al Capone è stato catturato solo previo accertamenti fiscali, in Italia gli facciamo ponti d’oro e gli depenalizziamo i reati.

Equitalia, presentazione semplificazioni adempimenti fiscali

Fisco, Renzi rivendica il decreto di Natale. Che allarga le maglie per evasori

Da Il Fatto Quotidiano del 29 dicembre 2014

Le nuove norme sull’abuso del diritto confermano quasi in toto il testo licenziato dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre: rischierà il carcere solo chi evade oltre 150mila euro, contro i 50mila attuali, e le fatture false saranno reato solo se superiori ai 1000 euro

“Abbiamo fatto un decreto sull’abuso del diritto e nessuno ne parla”. Così il premier Matteo Renzi, durante la conferenza stampa di fine anno, ha puntato il dito contro giornali e tv colpevoli di non dare sufficiente spazio ai contenuti del decreto legislativo in materia fiscale varato dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre, insieme alle prime norme attuative del Jobs Act, all’ingresso dell’Ilva in amministrazione straordinaria e al Milleproroghe. Di quel testo, in realtà, si è già scritto molto prima della sua formalizzazione, quando si sono diffuse le prime indiscrezioni sui contenuti.

A far discutere è stata prima di tutto la decisione – confermata nel testo emanato dall’esecutivo e ora all’esame delle commissioni parlamentari – di fissare un tetto di 1.000 euro al di sotto del quale l’emissione di fatture false non è reato.

Come dire che quello che oggi è un illecito penale punito con la reclusione da 18 mesi a 6 anni diventa un semplice illecito amministrativo. E il colpevole se la cava con una multa.

Lo stesso vale anche per chi si serve di quelle fatture o di altri “documenti per operazioni inesistenti” per truccare la dichiarazione dei redditi con l’obiettivo di evadere le imposte sui redditi o l’Iva. Non solo: le nuove misure decise dal governo triplicano, da 50mila a 150mila euro, il limite oltre il quale l’omesso versamento dell’Iva e delle ritenute certificate è punito con il carcere.

Un intervento che, stando a un’indagine de Il Sole 24 Ore, comporterà l’archiviazione di almeno il 30% dei processi per questi reati attualmente in corso nei tribunali italiani. Le nuove disposizioni, in base al principio del favor rei, saranno infatti applicabili con effetto retroattivo. Rendendo carta straccia i fascicoli sulle vecchie violazioni tra i 50 e i 150mila euro. Di seguito, nel dettaglio, le altre principali novità introdotte dal decreto sull’abuso del diritto, che secondo Renzi punta a rendere le Entrate “consulente e non nemico” del contribuente e a “ridurre la pressione burocratica“.

Palazzo Chigi - conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri

La dichiarazione infedele non è reato se si evadono meno di 150mila euro.

Oggi chi, per evadere le tasse, presenta al fisco una dichiarazione infedele, rischia la reclusione da uno a 3 anni se ha “scansato” imposte per oltre 50mila euro. Il decreto del governo triplica la soglia, permettendogli di mantenere la fedina penale immacolata anche se ne ha evasi fino a 150mila. Rispetto alle anticipazioni di novembre è cambiato, di poco, solo il livello a cui è stata fissata l’asticella: le bozze parlavano di 200mila euro. L’altra novità consiste nel fatto che per essere denunciati alla Procura occorrerà sottrarre all’imposizione redditi per almeno 3 milioni di euro, contro gli attuali 2 milioni.

Conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Soglia più alta anche per chi sfugge del tutto al fisco.

Per chi non presenta proprio la dichiarazione dei redditi, rendendosi colpevole di omessa dichiarazione, vengono inasprite le sanzioni: se oggi la pena prevista è la reclusione da uno a 3 anni, le nuove misure la portano da un minimo di un anno e sei mesi a un massimo di 4 anni. Ma, anche in questo caso, aumenta pure la soglia di punibilità: l’imposta evasa dovrà essere superiore a 50mila euro, una via di mezzo tra i 30mila fissati dal governo Berlusconi nel novembre 2011 e i 77mila vigenti fino ad allora. Il tetto resta invece a 30mila euro per la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, cioè documenti falsi o altri “giochetti” con l’obiettivo di “ostacolare l’accertamento” e “indurre in errore l’amministrazione finanziaria”. Ma ecco che anche qui le maglie si allargano: dovranno temere la reclusione solo quanti sottrarranno al fisco più di 1,5 milioni di euro. Oggi ne basta uno per rischiare il carcere.

Palazzo Chigi - conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri

Sale la pena per chi distrugge la contabilità.

L’unico articolo nel quale si intravede un effettivo inasprimento su tutta la linea è quello su “occultamento o distruzione di documenti contabili”, che saranno puniti con la prigione da un anno e sei mesi fino a sei anni, mentre attualmente la pena prevista va da sei mesi a cinque anni.

Ma il fisco dovrà fare in fretta, pena la decadenza.

Infine, a dispetto degli appelli della direttrice delle Entrate Rossella Orlandi l’esecutivo non è tornato sui suoi passi riguardo ai tempi a disposizione dell’Agenzia per l’accertamento dell’evasione. Oggi il fisco, in caso di violazioni con rilevanza penale, può contare su un raddoppio dei termini di decadenza, che sono in generale di 4 anni (5 in caso di omessa dichiarazione). Il decreto licenziato il 24, invece, stabilisce che il raddoppio scatti solo se entro la scadenza ordinaria è stata presentata denuncia in Procura.

02 Evasione Fiscale

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

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One thought on “Renzi alza bandiera bianca e si arrende di fronte all’evasione fiscale.

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