Progetti di Finanza e Grandi Opere

L’Italia che cresce …… 308.000 posti di lavoro stimati per l’Expò,, la realtà dei numeri dice 4.000 per lo più a termine.

I Bocconiani avevano stimato 308.000 posti di lavoro, la camera di commercio 190.000, secondo gli organizzatori 70.000, secondo i sindacati 7.000, ma la realtà è ancora peggio, i posti di lavoro “CREATI” sono 4.000, per lo più a termine.

02 Expò

La gran cassa delle promesse mirabolanti aveva cominciato a battere nel 2007 con previsioni stupefacenti e imprese mirabolanti, il mondo intero ci guarda, e in effetti il mondo intero di è accorto, se servisse, che in Italia ogni occasione è buona per rubare a mani basse.

Uno studio del suo Centro di Economia nazionale dei Trasporti e del Turismo, coordinato dal professor Lanfranco Senn nel 2010 stimava in 308.000 i posti di lavoro.

Un dossier della Camera di Commercio stimava tra il 2012 e il 2020 in 190.000 le unità di lavoro impegnate con l’Expò, di cui oltre 100.000 nella sola Milano.

La società Expò, nel 2012 abbassava la stima a sole 70.000 unità.

Ora, ad oggi, la Camera del lavoro Milanese della Cgil ha elaborato i dati dell’osservatorio provinciale sull’occupazione, la cifra fa impallidire rispetto alle sparate fin qui udite, le aziende che hanno avviato assunzioni finalizzate espressamente per l’Expò sono 1.733 per un totale di 4.185 lavoratori.

Expò non solo non mantiene le promesse, ma porta pochissimi posti di lavoro e per lo più poco qualificati, provvisori e a termine.

Infatti abbiamo:

42% – Contatti a tempo determinato;
17% – Collaborazioni;
4,8$% – Contratti di Apprendistato;
4,6& – Contratti di lavoro intermittente;
3,2% – Tirocinanti.

Solo il 28,8% sono contratti a tempo indeterminato, ma è un indeterminato che indeterminato non è in quanto trattasi di contratto edile che accompagna la realizzazione del cantiere e dunque si conclude con il termine dei lavori.

Tutto l’articolo ben più ampio e dettagliato lo trovate sul fatto quotidiano del 6 dicembre 2014 in edicola.

03 Expò

I tanti, troppi, miliardi investiti, come al solito in Italia non rendono per quello che valgono, le tante, troppe promesse ancora una volta, l’ennesima, sono state smentire dai fatti, per quanto ancora dovremo sopportare una classe politica del genere, per quanto ancora dovremo sopportare lo sperpero dei nostri soldi, il furto dei nostri soldi, le rapine compiute ogni giorno da una classe politica non eletta dal popolo che, e i fatti di Roma lo dimostrano inequivocabilmente, si accompagna alla delinquenza comune, alla mafia e al malaffare?
Non credete anche voi che, vedendo i risultati, sia ora di smetterla con i grandi lavori, fino ad oggi in Italia tutti i grandi lavori hanno portato solamente all’arricchimento dei soliti noti, corruzione e sperpero di denari.

Così scriveva poco tempo fa il Roberto Perotti de La Voce.info:

Il problema di Expo 2015 non è la corruzione né i ritardi. Il vero problema è che non avrebbe dovuto esistere. Quando, in preda ad una ubriacatura retorica collettiva, si rinuncia ad una seria analisi costi benefici, chi ci perde è la collettività.

E potremmo tranquillamente aggiungere il Mose, la TAV, la Orte Mestre, per non parlare della Pedemontana Veneta e di tanti altri lavori che non sono dei “Grandi Lavori” ma che le amministrazioni di mezza Italia spacciano per lavori di pubblica utilità per poi riempirsi le tasche insieme a certi IM…..PRENDITORI.

Articoli Correlati:

Expo 2015, perché è un grande errore – di Roberto Perotti del 17 maggio 2014 tratto da Il Fatto Quotidiano.it – Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

L’e-book di Roberto Perotti – Perché l’Expò è un grande errore.

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