Politichese e dintorni

L’Italia che cambia …….. Corruzione, il Senato reagisce e dà un chiaro segnale: salvati due politici indagati

Daspo a vita per i corrotti, pubblicizzava il toscano in TV poche ore prima, ma come ormai i più hanno ben compreso è solo pubblicità e ingannevole oltretutto, i fatti dimostrano l’esatto contrario, lui stipula accordi e patti segreti con condannati, i soci del suo club impediscono il normale svolgimento di giuste e dovute indagini.

02 Immunità

Ora, la cosa che lascia perplessi, neanche tanto poi, è che la Lega di un certo Salvini abbia appoggiato la linea degli ex comunisti, ex sinistrorsi, ex difensori dei diritti del popolo, ex intellettuali di sinistra, ex rossi, ex bella ciao, ora meglio conosciuti come coloro che sono stati messi lì …… da Marchionne e che sistemeranno l’Ilva con i nostri soldi per poi rivenderla alla Marcegaglia (ma di questo parleremo poi) …. questo è sicuramente cambiare l’Italia!
E sapete qual è la cosa che indigna di più oltre ai politici corrotti? Che le maggiori testate giornalistiche scrivono delle brutture del M5S, del poliziotto non inquisito in america, di come sia bello il Jobs Act, delle Bellucci che farà un film con James Bond, ma dell’immunità nata per i reati d’opinione, e sfruttata per tutti reati, anche per i politici che insultano, offendono, vessano e derubano i cittadini al massimo due righe e magari sotto i necrologi, tra cui troverete il necrologio della Democrazia e della nostra Costituzione.

03 Immunità

Da Il Fatto Quotidiano del 4 dicembre 2014

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Il Pd commissariato a Roma, un assessore comunale e un consigliere regionale costretti alle dimissioni. E il premier-segretario Matteo Renzi che giusto ieri sera a Bersaglio mobile di Enrico Mentana riproponeva il “daspo” a vita per i corrotti, una sorta di “eragastolo”, così lo ha definito, che li tenga lontani per sempre dalla gestione della cosa pubblica. Ma alla prova dei fatti, l’effetto del terremoto provocato dall‘inchiesta Mafia capitale si è già smorzato. In aula al Senato il Pd ha votato contro l’autorizzazione all’uso di alcune intercettazioni contro il parlamentare Ncd Antonio Azzollini, indagato nell’inchiesta sugli appalti per il porto di Molfetta, in provincia di Bari. La decisione rispecchia a linea tenuta dal Pd in giunta per le immunità il 7 ottobre, che aveva provocato una mezza rivolta nel partito, con il senatore Felice Casson (membro della giunta) che si era autospeso dal gruppo bollando la scelta come una “difesa della Casta” e Pippo Civati che aveva vergato un post di fuoco chiedendo “spiegazioni”. Spiegazioni poi fornite a ilfattoquotidiano.it dal capogruppo Giuseppe Cucca, secondo il quale le intercettazioni in cui era rimasto impigliato il parlamentare – in modo indiretto – perché alcuni suoi interlocutori avevano il telefono sotto controllo “non erano casuali, nel senso che i pm sapevano che Azzollini, essendo sindaco di Molfetta, era un interlocutore degli indagati”. Quindi, secondo Cucca, i magistrati avrebbero dovuto “chiedere l’autorizzazione”.

“Mafia capitale, Renzi promette in tv il “daspo” ai corrotti. Ma in Senato il Pd vota il “salvataggio” di Azzollini e Papania

Papania

Papania

Ma non è tutto: con una giravolta rispetto al voto espresso in Giunta per le elezioni, i dem hanno bloccato l’utilizzo delle intercettazioni per il loro compagno di partito Antonino Papania, indagato a Palermo per corruzione, con l’accusa di aver garantito appalti in cambio di assunzioni clientelari. Il 19 novembre, in Giunta i rappresentanti Pd si erano divisi, e così, con un solo voto di scarto, era passato il via libera solo ad alcune delle conversazioni richieste dal Tribunale del capoluogo siciliano. Questo dopo che il gip aveva già ridotto la portata della richiesta del pm, limitando il numero delle intercettazioni da poter utilizzare. E pazienza se Papania era già da tempo stato definito “impresentabile” dalla commissione di garanzia del Pd, in occasione delle politiche del 2013.

Oggi, in aula, un’ulteriore retromarcia, con la scelta di rimandare il dossier in giunta. A innescare la decisione, l’intervento del senatore palermitano di Gal Mario Ferrara, che ha sollevato perplessità sulla datazione di alcune intercettazioni. Tanto è bastato perché il Pd, con Lega, Fi e Ncd, votasse per il rinvio in giunta, lasciando soli a protestare il Movimento 5 Stelle e alcuni rappresentanti del gruppo Misto. “E’ grave la scelta del Pd – ha commentato Maurizio Buccarella, M5S, relatore della richiesta di concessione dell’autorizzazione – soprattutto il giorno dopo la decisione di commissariare il partito romano per fatti di corruzione e mafia”. E sempre i 5 Stelle fanno notare che la decisione di sospendere l’esame per far tornare di nuovo tutto in Giunta si vota con la semplice alzata di mano, “senza che resti alcuna registrazione di chi abbia votato a favore o contro”. Risultato, un conseguente allungamento dei tempi che potrebbe determinare lo stralcio della posizione di Papania dal procedimento penale attualmente in corso.

Azzolini

Azzolini

“Il relatore Buccarella (M5S): “Scelta grave proprio dopo il commissariamento del Pd romano

Papania, si legge nella relazione di Buccarella che ripercorre le accuse dei magistrati palermitani, “nell’ambito della gestione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) Trapani 1, diretto da Salvatore Alestra, avrebbe istituito un accordo criminoso”. La gestione dei rifiuti è stata data in concessione all’Aimeri Ambiente Srl. Papania avrebbe ricevuto da Orazio Colimberti, direttore dell’Area Sud della concessionaria, “in più occasioni utilità consistite nell’assunzione di numerose persone a lui gradite e da lui segnalate”. In pratica, “in cambio dell’assunzione di personale imposto da Alestra e dal senatore Papania”, Colimberti avrebbe ottenuto per la sua società “il benestare degli organi di governo ambientale sugli appalti e sull’irregolare svolgimento del servizio”. E questo si sarebbe protratto, sempre secondo l’accusa, dal 2010 fino al maggio 2012.

Molto pesante anche il quadro dipinto dagli investigatori pugliesi intorno ad Azzollini, attuale presidente della Commissione bilancio di Palazzo Madama. Il senatore Ncd è indagato nell’inchiesta sulla presunta maxifrode da 150 milioni per la costruzione del nuovo porto di Molfetta. Le indagini della procura hanno accertato che per la realizzazione della diga foranea e del nuovo porto commerciale sia stato trasferito in favore del Comune barese, di cui all’epoca dei fatti Azzollini era sindaco, un ingente “fiume di denaro pubblico”: oltre 147 milioni di euro, 82 milioni dei quali ottenuti dall’ente comunale, a fronte di un’opera il cui costo iniziale era previsto in 72 milioni di euro. Ma la Giunta per le immunità ha aspettato ben 9 mesi prima di esprimersi sul caso.

06 Immunità

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...