Politichese e dintorni

Avete mai sentito parlare del TTIP, ovvero del Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti? – Parte 2

 

Cos’è veramente il TTIP. E soprattutto perché è così segreto che non c’è accesso alle bozze dei testi dell’accordo nemmeno per i membri dell’europarlamento o dei parlamenti nazionali?

2-02 TTIP

Il premier Matteo Renzi lo ha definito “vitale” Gli industriali italiani lo considerano una benedizione. Gli scettici, invece, lo descrivono come un’apocalisse. Nessuno, però, al momento sa bene cosa sia il TTIP, il Trattato Transatlantico sugli investimenti che Europa e Stati Uniti stanno negoziando da diversi mesi.

3-01 TTIPSulle trattative in corso e gli accordi finora raggiunti vige infatti la massima segretezza. Eppure, l’approvazione del TTIP potrebbe cambiare le nostre vite.

Con il Trattato Transatlantico potrebbe nascere la più grande area di libero scambio del mondo: niente più dazi, niente più confini commerciali tra Europa e Usa.

Ma tutto ciò rischia di avere un costo elevato. Insieme alle barriere tariffarie salterà anche una parte del sistema di tutele europee, leggi, controlli e standard minimi richiesti per la circolazione dei prodotti.

Una misura che potrebbe avere ripercussioni enormi innanzitutto sul settore agroalimentare che in questa trattativa gli Usa considerano strategico.

Tutti i negoziatori europei al momento lo negano, ma il TTIP potrebbe spalancare le porte a carni trattate con ormoni e antibiotici, latte arricchito e produzioni con organismi geneticamente modificati.

E a vigilare sulla corretta applicazione del Trattato ci sarebbe un Arbitrato internazionale privato, (PRIVATO? E chi lo paga, i cittadini, gli stati o le Multinazionali?) le cui decisioni saranno superiori alle leggi nazionali e, quindi, alle stesse sentenze dei tribunali.

Il dubbio è più che legittimo: il TTIP sarà una grande opportunità o un boomerang per piccole imprese e consumatori?

Il punto principale di entrambe le analisi è comunque che l’armonizzazione delle norme sarebbe fatta al ribasso, a vantaggio non dei consumatori ma delle grandi aziende.

Nello specifico, queste sono le critiche più diffuse:

2-04 TTIP– I paesi dell’UE hanno adottato le normative dell’Organizzazione dell’ONU che si occupa di lavoro (l’ILO), gli Stati Uniti hanno ratificato solo due delle otto norme fondamentali. Quindi si rischierebbe di minacciare i diritti fondamentali dei lavoratori.

– L’eliminazione delle barriere che frenano i flussi di merci renderà più facile per le imprese scegliere dove localizzare la produzione in funzione dei costi, in particolare di quelli sociali.

– L’agricoltura europea, frammentata in milioni di piccole aziende, finirebbe per entrare in crisi se non venisse più protetta dai dazi doganali, soprattutto se venisse dato il via libera alle colture OGM (su questo punto, non ci sono però ancora notizie precise).

– Il trattato avrebbe conseguenze negative anche per le piccole e medie imprese, e in generale per le imprese che non sono multinazionali e che con le multinazionali non potrebbero reggere la concorrenza.

– Ci sarebbero anche rischi per i consumatori perché i principi su cui sono basate le leggi europee sono diverse da quelli degli Stati Uniti. In Europa vige il principio di precauzione (l’immissione sul mercato di un prodotto avviene dopo una valutazione dei rischi) mentre negli Stati Uniti per una serie di prodotti si procede al contrario: la valutazione viene fatta in un secondo momento ed è accompagnata dalla garanzia di presa in carico delle conseguenze di eventuali problemi legati alla messa in circolazione del prodotto (possibilità di ricorso collettivo o class action, indennizzazione monetaria). Oltre alla questione degli OGM, questa critica viene sollevata relativamente all’uso di pesticidi, all’obbligo di etichettatura del cibo, all’uso del fracking per estrarre il gas e alla protezione dei brevetti farmaceutici, ambiti nei quali la normativa europea offre tutele maggiori.

– I negoziati sono orientati alla privatizzazione dei servizi pubblici quindi secondo i critici si rischia la loro scomparsa progressiva. Sarebbe a rischio il welfare e settori come l’acqua, l’elettricità, l’educazione e la salute sarebbero esposti alla libera concorrenza.

– Le disposizioni a protezione della proprietà intellettuale e industriale attualmente oggetto di negoziati potrebbero minacciare la libertà di espressione su internet o privare gli autori della libertà di scelta in merito alla diffusione delle loro opere. Si ripresenterebbe insomma la questione dell’ACTA, il controverso accordo commerciale su contraffazione, pirateria, copyright, brevetti la cui ratifica è stata respinta il 4 luglio 2012 dal Parlamento Europeo.

Infine, le multinazionali

Una delle questioni più controverse riguarda la clausola ISDS, Investor-State Dispute Settlement.
È molto contestata anche da parte di alcuni governi, innanzitutto quello tedesco.

Prevede la possibilità per gli investitori di ricorrere a tribunali terzi in caso di violazione, da parte dello Stato destinatario dell’investimento estero, delle norme di diritto internazionale in materia di investimenti.

Ci sono già molti casi a riguardo: nel 2012 il gruppo Veolia ha fatto causa all’Egitto al Centro internazionale per la risoluzione delle controversie relative agli investimenti della Banca Mondiale perché la nuova legge sul lavoro del governo contravveniva agli impegni presi in un accordo (firmato) per lo smaltimento dei rifiuti; nel 2010 e nel 2011 Philip Morris ha utilizzato questo meccanismo contro l’Uruguay e l’Australia e le loro campagne anti-fumo; nel 2009 il gruppo svedese Vattenfall ha citato in giudizio il governo tedesco chiedendo 1,4 miliardi di euro contro la decisione di abbandonare l’energia nucleare.

2-03 TTIP

Le aziende, dice chi critica la clausola, potrebbero insomma opporsi alle politiche sanitarie, ambientali, di regolamentazione della finanza o altro attivate nei singoli paesi reclamando interessi davanti a tribunali terzi, qualora la legislazione di quei singoli paesi riducesse la loro azione e i loro futuri profitti. Scrive Lori Wallach: «Possiamo immaginare delle multinazionali trascinare in giudizio i governi i cui orientamenti politici avessero come effetto la diminuzione dei loro profitti?

Si può concepire il fatto che queste possano reclamare – e ottenere! – una generosa compensazione per il mancato guadagno indotto da un diritto del lavoro troppo vincolante o da una legislazione ambientale troppo rigorosa?».

Ma che cos’è il Trattato Transatlantico ( TTIP ) e perché nessuno ne parla?

Quanto sopra è ricavato dai seguenti articoli:

Da Il Post.it del 6 novembre 2014 – Che cos’è il TTIP, spiegato bene
Stati Uniti e Unione Europea stanno negoziando un gigantesco accordo commerciale di cui si parla molto (tra favorevoli e contrari) e si sa poco: una guida, per chi vuole farsi un’idea
Per leggere l’articolo su Il Post – Cliccare qui

Da Huffingtonpost del 24 novembre 2014
Il trattato Ttip ci riporta alla lex mercatoria e al cibo spazzatura made in Usa
Per leggere l’articolo – Cliccare qui

E un brevissimo articolo con relativo Video tratto da Report del 19-10-2014 del servizio “Il Segreto nel Piatto”

3-02 TTIP

Nel link successivo un documento di 18 pagine dal titolo: Direttive di negoziato sul Partenariato transatlantico per gli scambi e gli investimenti tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America, naturalmente il documento è stato “declassificato” da segreto a pubblico, ma siamo sicuri che nel passaggio qualche paragrafo non sia andato perso?

Per leggere o scaricare il PDF Cliccare qui

3-03 TTIP

Nel primo video viene richiamato il trattato “NAFTA” eccolo.
North American Free Trade Agreement (NAFTA)

Annunci

2 thoughts on “Avete mai sentito parlare del TTIP, ovvero del Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti? – Parte 2

  1. Pingback: Vorrebbero farci mangiare pollo al cloro, prodotti OGM e carne agli ormoni. | No gassificatore di rifiuti pericolosi e non a Cassola

  2. Pingback: Strage di Ulivi a causa di un batterio Killer Xylella, si sospetta che il batterio sia sfuggito ai controlli. | No gassificatore di rifiuti pericolosi e non a Cassola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...