Ambiente/Politichese e dintorni

Cambiare le regole della “Prescrizione” annuncia, come al solito mr. Renzi, ma tra l’annunciare e il fare …..

Ma l’annunciatissima riforma della giustizia è bloccata dai veti incrociati della maggioranza, in compenso il governo è impegnatissimo nella lotta all’evasione fiscale che continua senza tregua, infatti il governo “decreta” la non punibilità per le false fatture sotto i 1.000 Euro, e quadruplica la soglia minima al di sopra della quale è punibile la dichiarazione infedele presentata al fisco per evadere le tasse, falso in bilancio non se parla, anticorruzione meno che mai.

02 Prescrizione

Tutto esattamente come annunciato ….. e nel frattempo persone dichiaratamente responsabili di aver concorso alla morte di oltre 2.000 persone festeggiano a caviale e champagne ringraziando la giustizia italiana!

Ed ora altri processi per disastro ambientale salteranno grazie al parlamento dei nominati con l’introduzione dell’art. 452 ter nel codice penale, contenuta nella legge sui reati ambientali, approvata alla Camera nei mesi scorsi e in discussione al Senato, il disastro ambientale per diventare reato, il danno all’ecosistema dovrà essere irreversibile.

Un aiuto alla grande industria, che così potrà paralizzare i processi per dimostrare perizia su perizia che l’irreversibilità del danno non c’è stata e arrivare fatalmente alla prescrizione alla faccia dei danni e soprattutto alla faccia delle vittime.

Eternit, Renzi: “Cambiare regole prescrizione” Ma la riforma langue in Parlamento da agosto. La Cassazione annulla la condanna per oltre duemila vittime dell’amianto. Il premier: “Serve giustizia”. Ma il ddl è fermo per i veti nel governo. Grasso-Boldrini: “Intesa su tempi”

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Qualcuno adesso invocherà “Ci vuole una legge” noi, nel nostro piccolo, pensiamo che di leggi ce ne siano fin troppe, il problema è che le nostre leggi sono tutte interpretabili a seconda dei casi, i giudici lo sanno, gli avvocati lo sanno, i politici lo sanno, ma chi dovrebbe fare qualche cosa sta fermo immobile nel corpo, ma agilissimo di lingua, annunci, solo annunci, fortissimamente annunci per il popolino, e nel contempo le lobby ringraziano sentitamente.

E mercoledì il titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan, durante un question time alla Camera, ha detto:

 Lo stato “a legislazione vigente” prevede di recuperare, su 530 miliardi di cartelle fiscali non pagate (tra tasse, tributi locali e contributi previdenziali), solo 7 miliardi.

Gli Evasori, legalizzati, sentitamente ringraziano!

Conferenza stampa di chiusura Ecofin

Fisco, in arrivo per decreto non punibilità false fatture sotto 1000 euro

Il provvedimento sull’abuso del diritto dovrebbe fare chiarezza sui confini tra evasione delle tasse, elusione e abuso. E aggiornare le penalità amministrative. Ma dalla bozza emerge un ammorbidimento su tutta la linea. Per di più le nuove norme avranno effetto retroattivo

Da il Fatto Quotidiano del 19 novembre 2014

False fatture non punibili se inferiori ai 1000 euro. Soglie molto più alte perché la dichiarazione infedele delle imprese che accettano di collaborare con le Entrate sia sanzionabile.

E semplici multe che prendono il posto delle sanzioni penali. A prevederlo, secondo quanto riportato dall’agenzia Public policy, sono le bozze del decreto sull’abuso del diritto, uno dei provvedimenti attuativi della delega fiscale con cui le Camere hanno autorizzato il governo a riscrivere le regole del fisco.

L’idea di partenza era quella di limitare l’uso distorto di leggi, regolamenti e “buchi normativi” finalizzato solo a pagare meno tasse, facendo chiarezza sui confini, a volte labili, tra evasione, elusione e, appunto, abuso.

Cioè, in ultima analisi, tra legalità e illegalità. E in più aggiornare le penalità amministrative previste. Ma il testo che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri giovedì (il quarto dopo quelli già approvati sulla dichiarazione precompilata, la riforma del catasto e sul riordino delle accise sui tabacchi) non stringe le maglie, anzi le allarga.

E dire che la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi aveva assicurato che non c’era da temere “un affievolimento della lotta all’elusione“, ma ci si doveva attendere solo “una regolamentazione precisa di un principio finora non normato”.

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Equitalia, presentazione semplificazioni adempimenti fiscali

Fisco, testo del governo: ‘Non è reato dichiarazione infedele sotto 200mila euro’

Il decreto sull’abuso del diritto quadruplica la soglia di punibilità: fino a 199mila euro rimarrebbero solo le eventuali sanzioni amministrative. Intanto Padoan fa sapere che lo Stato conta di recuperare solo 7 miliardi sui 530 complessivi delle cartelle fiscali non pagate

Da il Fatto Quotidiano del 20 novembre 2014

Mentre al Senato rallenta la marcia del disegno di legge sul rientro dei capitali, che potrebbe slittare a gennaio, il governo è pronto a quadruplicare la soglia minima al di sopra della quale è punibile la dichiarazione infedele presentata al fisco per evadere le tasse.

E’ quello che risulta, secondo l’agenzia Public policy, dall’ultima bozza del decreto sull’abuso del diritto, lo stesso che rende non punibili anche le fatture false, se di valore inferiore a 1.000 euro. Il testo alza dagli attuali 50mila a 200mila euro il limite oltre il quale scatta il reato penale.

Insomma: fino a 199mila euro rimarrebbero solo le eventuali sanzioni amministrative mentre non sarebbe più prevista, come oggi, la reclusione da uno a tre anni.

Come già evidenziato, poi, le aziende che aderiscono al regime dell’“adempimento collaborativo” con l’Agenzia delle Entrate vedranno salire la soglia della punibilità da 200mila a 400mila euro. Non solo: nella bozza si legge che “ai fini dell’applicazione della disposizione non si tiene conto della non corretta classificazione o valutazione di elementi attivi o passivi oggettivamente esistenti, della violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza e della non deducibilità di elementi passivi reali”. Tradotto: per finire in carcere bisognerà evadere oltre 200mila euro ma nel calcolo di quella somma non sarà considerato il ricorso a “trucchetti” come, per esempio, quello di inserire tra le somme deducibili spese che per il fisco non lo sono.

Per di più con effetto retroattivo, con la sola esclusione dei casi in cui sia già stato spedito l’avviso di accertamento.

Nel frattempo mercoledì il titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan, durante un question time alla Camera, ha detto che lo Stato “a legislazione vigente” prevede di recuperare, su 530 miliardi di cartelle fiscali non pagate (tra tasse, tributi locali e contributi previdenziali), solo 7 miliardi.

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03 Prescrizione

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