Dissesto Idrogeologico

Dissesto idrogeologico: armiamoci, la guerra climatica è iniziata

 

Siamo in guerra. Lo siamo da tempo e lo accettiamo, impotenti.

di Marco Boschini – Coordinatore associazione comuni virtuosi – Da Il Fatto Quotidiano – 11 novembre 2014

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Siamo in guerra. Lo siamo da tempo e lo accettiamo, impotenti.

Ce lo dicono le cronache dei notiziari quasi ogni settimana, da autunno a primavera inoltrata. Gli eserciti ci invadono da terra, via mare, dalle montagne. Ci travolgono nei nostri letti mentre dormiamo. Ci uccidono nei capannoni dove ogni giorno portiamo avanti il lavoro.

Sparano munizioni che non lasciano scampo: frane, esondazioni, terremoti…

Hanno alleati a cui avremmo affidato la nostra sicurezza: politica, istituzioni locali, partiti. Che invece si rimpallano ogni volta responsabilità e dichiarazioni a favore di telecamere.

Cambiano i nomi dei morti, gli scenari dei paesi bombardati. Non il canovaccio della storia.

Case costruite dove non si sarebbe dovuto. Mancata prevenzione e cura del territorio. Disorganizzazione nel gestire l’emergenza. Polemiche, dolore, altri morti.

Io non voglio entrare qui nel merito di questioni per cui ci battiamo da un decennio: opere utili, opere meno utili. Se fossimo un Paese normale si potrebbero fare un sacco di cose, ma non lo siamo.

Non è così. L’Italia è un Paese malato, un Paese in guerra. Invece di procedere con lo Sblocca Italia e tutte le altre sicuramente (?) utilissime opere pubbliche dovremmo davvero fermarci. Porre un freno, uno stop.

Avere il coraggio di sospendere tutte le grandi opere previste nei prossimi anni e concentrarsi “solo” ed esclusivamente sul dissesto idrogeologico. Lo faccia Renzi, che ha così smania di cambiare questo Paese in meglio. Lo facciano i governatori di regione e i sindaci sparsi nel territorio.

Siano il nostro esercito della salvezza. Agiscano subito, perché è già troppo tardi.

Perché stiamo perdendo.

Per leggere l’articolo su Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

03 Galletti

Galletti: mai più condoni, sono tentato omicidio

Il piano del governo: cinque miliardi dai fondi strutturali Ue e due dal cofinanziamento delle Regioni. Il ministro dell’Ambiente: esiste un problema di opere non fatte, si cambi.

Per leggere l’articolo su La Stampa – Cliccare qui

Vorremmo tanto credere, vorremmo veramente che queste dichiarazioni non siano l’ennesimo attacco di annuncite, vorremmo credere che alle parole seguiranno i fatti, ma purtroppo i fatti ci dicono l’esatto contrario, parlano di punire gli inquinatori, ma poco tempo fa è stata approvata una legge che di fatto non punisce, parlano di bonifiche ma le mettono in secondo piano rispetto alla spesa, parlano di cementificazione e poi tra strade, autostrade, e quant’altro distruggono il territorio, parlano di prevenzione e poi autorizzano i siti di stoccaggio del gas in zone sismiche, per non parlare della nuova legge a favore dell’incenerimento dei rifiuti classificati come “Una catena virtuosa di riciclaggio e recupero”, con i depositi per rifiuti inquinanti autorizzati in zone a rischio e inadatte, come ad esempio su una falda acquifera.

Forse ha ragione l’autore di questo articolo, è una guerra ormai, striscioni di protesta contro i manganelli, manifestazioni contro le denunce dei sindaci che cementificano selvaggiamente in cambio anche degli oneri di urbanizzazione, vessazioni, minacce, abusi e quant’altro, e per una voce che si stacca dal coro ce ne sono mille che la nascondono per interessi più o meno legittimi, è una guerra, una guerra che l’uomo stà perdendo e non saranno i nostri nipoti o pronipoti a pagarne le conseguenze, saranno i nostri figli e le avvisaglie di questa sconfitta stanno bussando con forza alla nostra porta.

04 Dissesto

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