Ambiente

Bastonati, malmenati, ammanettati e richiusi perchè difendevano i loro ulivi!

Una sentenza del tribunale (arrivata in ritardo) da loro ragione, ma i cittadini che difendevano i 5.000 ulivi abbattuti in Turchia, per far posto ad una centrale a carbone, sono stati picchiati a sangue, ammanettati e rinchiusi in un capannone da guardie private.

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E’ questo il prezzo richiesto dall’industria del carbone, che non ha nulla da invidiare a quella del petrolio o quella del cemento, e in Italia?

Se tutto va bene sarà anche peggio, nuove e ancora più invadenti linee ferroviarie ad alta velocità il cui costo sarà, come al solito, a carico dei cittadini e delle quali nessuno ne sente il bisogno, anzi anche nelle alte sfere sono considerate un enorme spreco di risorse.

Nuovissime autostrade appaltate ai soliti noti, che inoltre si sono visti prolungare le concessioni sulle vecchie senza nessun appalto, e che sono destinate a rimanere deserte esattamente come la BREBEMI, che ora vogliono cedere allo stato per risparmiare sulle perdite.

Decine e decine di concessioni per estrazioni di petrolio e gas in mare e anche in aree protette, depositi di stoccaggio gas in zone a rischio sismico, alla faccia delle precauzioni previste, gasdotti che trasporteranno il triplo di quanto concesso dalla legge italiana che sventreranno ottimi e produttivi terreni agricoli.

Sblocco del divieto di spostamento dei rifiuti da regione a regione per dar da mangiare a inceneritori, per, dicono, creare una catena virtuosa di recupero e riciclaggio, ma chi vogliono prendere per i fondelli, gli inceneritori stavano, fortunatamente, pian piano chiudendo per mancanza di cibo, e se stanno ancora in piedi è solamente grazie ai contributi pubblici (leggi CIP 6) che paghiamo tutti noi sulle bollette dell’Enel. inceneritori che quasi tutto distruggono e bruciano, inclusa la nostra salute e le nostre vite.

Risorse come l’acqua da pubblica, nonostante il referendum, divenuta privata, ora merce di scambio per ricavare profitti e imporre condizioni, falde acquifere ancora produttive e cristalline distrutte nel nome dell’asfalto, del cemento e della crescita, crescita si, ma per pochi intimi, agli altri manganellate, manette e carcere.

Per quanto ancora saremo costretti ad assistere inermi a questa sistematica distruzione del nostro territorio, della nostra nazione, del nostro pianeta?

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Turchia: via gli alberi per far posto a una centrale, rabbia a Soma – Da Repubblica di Monica Rubino del 8 novembre 2014
Gli abitanti del villaggio di Yirca, nella Turchia occidentale, hanno difeso strenuamente gli ulivi secolari, ma le guardie di sicurezza della compagnia elettrica Kolin Group li hanno allontanati con la forza. Un tribunale aveva negato il permesso di distruggere il bosco, ma la sentenza è arrivata troppo tardi

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Turchia, abbattuti 6.000 ulivi per far posto a una centrale a carbone – Da Improntaunika di Alessandro Nunziati del 8 novembre 2014
Turchia – 6.000 ulivi abbattuti per far posto a una centrale a carbone. E’ successo nella città turca di Soma, dove gli ambientalisti e gli abitanti dell’area hanno duramente protestato contro la società appaltata per il progetto, la Kolin group, subendo la reazione delle guardie di sicurezza dell’azienda. Alcune persone sono state picchiate e rinchiuse in un capannone per alcune ore.

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Turchia, Yirca perde la battaglia, abbattuti 5 mila ulivi per una centrale elettrica – Da Italian.irib di Redazione del 10 novembre 2014
YIRCA – Circa 5 mila ulivi abbattuti per far posto ad una centrale elettrica a carbone, nonostante la popolazione locale li presidiasse per difenderli da ben 52 giorni, e a dispetto di una sentenza del Consiglio di Stato che chiede di fermare il progetto.

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Turchia, più di 5000 ulivi distrutti per far posto al carbone – Da Greenpeace del 10 novembre 2014
Distrutto l’uliveto di Yirca: la sentenza per impedire che avvenisse questa tragedia è arrivata troppo tardi, ma noi non ci arrendiamo. La nostra solidarietà a chi ha lottato per salvarlo.

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